[434] Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 5.
Anno di CRISTO DCCLX. Indizione XIII.
PAOLO I papa 4.
COSTANTINO Copronimo imperadore 41 e 20.
LEONE IV imperadore 10.
DESIDERIO re 4.
ADELGISO re 2.
Fu scritta in quest'anno la lettera vigesima prima del Codice Carolino
da papa _Paolo_ al re _Pippino_. In essa gli significa, essere convenuto
fra _Desiderio_ re de' Longobardi, e _Remedio_ ed _Autario_ duca,
inviati d'esso re Pippino, che _per totum instantem aprilem mensis
istius XIII, Indictione_ dell'anno presente, il suddetto renderebbe a s.
Pietro _tutte le giustizie_, cioè i patrimonii, i diritti, i luoghi,
confini e territorii _diversarum civitatum nostrarum reipublicae
Romanorum_. Aggiugne, che una parte già n'era restituita, e che il re
longobardo faceva in breve sperare il restante. In questo medesimo anno
vo io conghietturando che sia scritto la lettera vigesima sesta del
Codice Carolino, riferita all'anno 757 dal Cointe e dal padre Pagi.
Quivi papa Paolo fa sapere al re Pippino che il re Desiderio
nell'autunno precedente per sua divozione era venuto a Roma, e che
parlando seco, restò conchiuso d'inviare i messi del medesimo re con
quei del re Pippino per diverse città affin di liquidare le _giustizie_
della Chiesa romana, mostrandosi egli pronto alla restituzione di tutto.
Soggiugne che in fatti questa si era effettuata nei ducato di Benevento
e nella Toscana, e che si era dietro a fare lo stesso nel ducato di
Spoleti e negli altri luoghi dove occorreva: il che fa sempre più
intendere che sotto nome di giustizia venivano beni patrimoniali ed
allodiali, e non già luoghi giurisdizionali. Ringrazia inoltre il re
Pippino, perchè abbia raccomandato al re Desiderio di forzare i _re di
Napoli e di Gaeta_ (non già che questi portassero il titolo di re, ma
perchè erano duchi di somma autorità indipendenti dal regno
longobardico, sottoposti nondimeno ai greci imperadori) a forzarli,
dissi, a rendere anch'essi i patrimonii esistenti sotto il loro
distretto, ed usurpati in addietro alla Chiesa di Roma, siccome ancora
ad inviare i lor vescovi eletti a Roma per esser ivi consecrati; e non
già, come si può conghietturare fatto in addietro a Costantinopoli,
cercando que' patriarchi coll'autorità dell'eretico Augusto di dilatare
le lor fimbrie in pregiudizio della santa Sede romana. Vedemmo di sopra
all'anno 758, che il re Desiderio avea preso e cacciato in prigione
_Alboino_ duca di Spoleti, perchè reo di ribellione al suo regno. Il
catalogo posto avanti alla Cronica del monistero di Farfa[435] ci fa
vedere in quest'anno sostituito in suo luogo il duca _Gisolfo_. Ma forse
ciò avvenne nell'anno precedente, trovandosi fra le carte del monistero
medesimo una scritta _anno II Gisulfi_. _Actum in marsis mense januario
Indictione XIIII_, cioè nel gennaio dell'anno seguente, in cui correva
l'anno secondo del suo ducato. Ci fanno anche intendere queste note che
il paese di Marsi formava allora una porzione del ducato medesimo.