NOTE:

[369] Anastas., in Zachar.

[370] Paulus Diaconus, de Gest. Langobard., lib. 6, cap. 58.

[371] Sigebertus, in Chron.

[372] Mabill., Annal. Benedict., tom. 2.

[373] Anastas., in Zachar.

Anno di CRISTO DCCXLV. Indizione XIII.

ZACHERIA papa 5.

COSTANTINO Copronimo imperadore 26 e 5.

RACHIS re 2.

Fu quest'anno pacifico per tutta la Italia, perchè il re _Rachis_

solamente pensò a ben assodarsi sul trono, e la tregua fatta coi Greci

lasciava tranquillo il cuor dell'Italia. Papa _Zacheria_ intento a

sempre più stabilire nella Germania la fede cristiana, quivi piantata

dall'infaticabile san Bonifazio, celebrò in questo anno in Roma un

sinodo di pochi vescovi e preti, nel quale scomunicò Aldeberto e

Clemente, due seduttori dei Cristiani, a lui denunziati da esso san

Bonifazio. Intanto i due fratelli principi in Francia, _Carlomanno_ e

_Pippino_, fecero guerra, il primo ai Sassoni, l'altro in Alemagna,

ossia Suevia, con riportarne vittoria, e questi prosperosi successi

furono cagione che molti de' Sassoni abbracciarono la fede di Cristo.

Anno di CRISTO DCCXLVI. Indiz. XIV.

ZACHERIA papa 5.

COSTANTINO Copronimo imperadore 27 e 6.

RACHIS re 2.

Nel dì primo di marzo di quest'anno il re _Rachis_, correndo l'_anno II_

del suo regno, pubblicò nove leggi, coll'aggiugnerle all'editto, cioè

all'altre dei re longobardi. Nella quinta vien, sotto pena della vita,

proibito a qualsivoglia persona l'inviare suoi messi a _Roma_,

_Ravenna_, _Spoleti_, _Benevento_, in _Francia_, _Baviera_, _Alemagna_,

_Grecia_ ed _Avaria_, cioè nella Pannonia ossia Ungheria, allora abitata

dagli Unni Avari. Ciò per gelosia di stato. Ma è ben degno di

considerazione che qui vengano pareggiati ai popoli stranieri i ducati

di Spoleti e Benevento, quasichè questi non fossero sottoposti al re

longobardo. Forse allora correvano sospetti della fedeltà di que' duchi.

Ed appunto noi sappiamo dai cataloghi da me stampati avanti alla Cronica

di Farfa[374], che _Ansprando_ duca di Spoleti compiè in quest'anno,

oppure nel precedente, la carriera de' suoi giorni, ed ebbe per

successore in quel ducato _Lupo_, ossia _Lupone_, che il conte Campello

non inverisimilmente crede appellato _Welfo_ in favella longobardica,

significando in fatti questo nome tedesco il _Lupo_ in italiano. Nelle

giunte ad essa Cronica farfense si legge un diploma del medesimo _Lupo_

e di _Ermelinda_ (verisimilmente sua moglie) _gloriosi e sommi duchi_,

in cui stabiliscono un monistero di sacre vergini vicino alle mura della

_città nostra di Rieti_, e il mettono sotto la protezione dell'insigne

monistero di Farfa. Quella carta è scritta _Spoleti in palatio, anno

ducatus nostri VI, mense aprili per Indictionem IV_, cioè nell'anno 751.

Nondimeno da altri documenti da me citati nelle Antichità italiane[375]

si raccoglie il principio del di lui governo e ducato nell'anno 745;

anno nondimeno, che a grandi calamità fu sottoposto in Occidente ed

Oriente per la terribil pestilenza, che, secondo l'attestato di

Teofane[376], ebbe principio in Sicilia e Calabria, e, diffondendosi poi

per la Grecia, arrivò a flagellar anche Costantinopoli, con istrage

incredibile de' popoli, e continuò qualche anno dipoi. Narra quello

storico gli strani effetti di questo indomito malore, di cui non

profittò punto il traviato imperador Costantino.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 90 / 339 题