[374] Rer. Italic., part. II, tom. 2.
[375] Antiquit. Italic., Dissert. LXVII.
[376] Theoph., in Chronogr.
Anno di CRISTO DCCXLVII. Indiz. XV.
ZACHERIA papa 7.
COSTANTINO Copronimo imperadore 28 e 7.
RACHIS re 4.
Fu oggetto di ammirazione alla Francia e all'Italia in quest'anno la
risoluzion presa da _Carlomanno_ fratello di _Pippino_, di abbandonar le
grandezze del secolo, e di abbracciar l'umile vita monastica. Gli era
preceduto coll'esempio _Unaldo_, ossia _Unoldo_ duca d'Aquitania, che
due anni prima, ceduto al figliuolo il ducato, e preso l'abito
monastico, si diede a far penitenza de' suoi peccati[377], ma con
lasciar in fine una svantaggiosa memoria di sè presso molti, perchè da
lì a venticinque anni, essendo morto il figliuolo _Waifario_ duca e il
re _Pippino_, se ne tornò al secolo e al governo dei suoi stati, e
ripigliò moglie dopo sì lungo divorzio. Ora Carlomanno, reo anch'egli di
molte crudeltà, a persuasione, per quanto si crede, del santo
arcivescovo _Bonifazio_, venne in Italia, e presentatosi a papa
_Zacheria_, fece di molti doni alla basilica di san Pietro, ed esposto
il suo pensiero, ottenne da esso pontefice la sacra tonsura, ossia la
veste monastica. Passato dipoi nel monte Soratte, dove si credea che
fosse stato nascoso san Silvestro papa, quivi edificò un monistero,
attendendo da lì innanzi ai santi esercizii del monachismo. Ma perchè
frequenti erano le visite che a lui facevano i nobili franzesi, allorchè
capitavano a Roma, veggendo egli di non poter quivi trovar la quiete
desiderata, di là si trasferì al celebre monistero di Monte Casino, e
sotto l'abbate _Petronace_, tuttavia vivente, colla profession religiosa
obbligò il resto de' suoi giorni a quel sacro istituto. Leone
Ostiense[378] ed altri raccontano varie pruove fatte della di lui umiltà
e pazienza. Ma non è già vietato il credere una favola il raccontarsi da
Reginone, ch'egli, senza essere conosciuto, fu ricevuto fra que' monaci,
e che strapazzato dal cuoco, fu poi da uno dei suoi famigliari scoperto.
Circa questi tempi, se dice il vero la Cronichetta del monistero
nonantolano, di cui parleremo all'anno 750, il ducato del Friuli era
governato da _Anselmo_, che fu poi fondatore del suddetto monistero.
Avendo egli rinunziato al mondo per servire unicamente a Dio, pare che a
lui succedesse in quel ducato _Pietro_ figlio di Munichis, riconosciuto
veramente per duca del Friuli da Paolo Diacono, ma senza assegnarne il
tempo. A quest'anno appartiene un decreto di Rachis re d'Italia, che si
legge nelle mie Antichità italiane[379], ma colle note cronologiche
alquanto difettose, in cui determina i confini d'alcuni poderi del
monistero di Bobbio.