[308] Anastas., in Gregor. III.
[309] Continuator Fredegarii, T. I. Du-Chesne.
[310] Paulus Diaconus, lib. 6, cap. 53.
Anno di CRISTO DCCXXXVI. Indizione IV.
GREGORIO III papa 6.
LEONE Isauro imperad. 20.
COSTANTINO Copronimo Augusto 17.
LIUTPRANDO re 25.
ILDEBRANDO re 1.
Accadde che sul principio di questo anno gravemente s'infermò il re
_Liutprando_ di tal malore, che arrivò ai confini della vita, e
comunemente si credè ch'egli fosse spedito[311]. Raunatasi per questo la
dieta de' signori longobardi, di comun consentimento fu eletto e
proclamato re _Ildebrando_, ossia _Ilprando_, nipote del medesimo re
Liutprando. Seguì tal funzione fuori della città di Pavia nella chiesa
di s. Maria alle Pertiche. E perchè era in uso di conferire questa
sublime dignità con presentare un'asta al nuovo re, accadde che un
cuculo, uccello, venne a posarsi su quell'asta, mentre Ildebrando la
teneva in mano. Dai saggi di quel tempo, che badavano forte agli
augurii, fu preso questo maraviglioso accidente (se pure s'ha da credere
vero) per un prognostico che di niun uso sarebbe il principato d'esso
Ildebrando. Si riebbe il re Liutprando dalla sua pericolosa malattia, e
venuto in cognizione di quanto avevano operato i Longobardi, se l'ebbe a
male. Tuttavia come principe prudente lasciò correre il fatto, ed
accettò per collega il nipote, e negli strumenti si cominciarono a
contare gli anni ancora di lui. S'era creduto in addietro dal Sigonio e
da altri che l'elezion d'Ildebrando fosse accaduta nell'anno 740, perchè
Paolo Diacono spesse volte confonde l'ordine de' tempi; ma Francesco
Maria Fiorentini con rapportar le note cronologiche[312] di uno
strumento dell'archivio archiepiscopale di Lucca, da me poscia dato alla
luce[313], mise in chiaro che nel _marzo_ del corrente anno correva
l'_anno primo_ del medesimo _re Ildebrando_. Sarebbe nondimeno restato a
me non poco dubbio che negli ultimi mesi dell'anno 735 fosse conferito
ad esso Ildebrando il titolo di re, dopo aver io osservato nel suddetto
archivio lucchese altre memorie che sembrano insinuarlo. Veggasi la
dissertazione de Servis[314] nelle mie antichità italiane. Ed avrei ciò
tenuto per indubitato, se non mi fossi incontrato in una pergamena,
scritta nel dì _primo di febbraio_ del presente anno, in cui si vede
notato l'_anno XXIV_ del re Liutprando, senza che vi si parli del re
Ildebrando. A questi tempi mi fo io lecito di riferire la restituzione
fatta dal castello di Gallese da _Trasmondo_ duca di Spoleti, narrata da
Anastasio bibliotecario[315]. Era dianzi questa terra pertinenza del
ducato romano, l'avevano occupato i Longobardi Spoletini, e per cagion
d'essa passavano continue risse fra esso ducato romano e quello di
Spoleti. Studiossi il buon papa _Gregorio III_ di metter fine a queste
contese, e una considerabil somma di danaro sborsato al duca Trasmondo
quella fu che l'indusse a renderla ai Romani: con che cessò ogni nimistà
e dissapor fra loro.