[234] Teoph., in Chronogr.
[235] Dandulus, in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.
[236] Baron., in Annal. Eccl. ad ann. 729.
[237] De Rubeis, Monument. Eccl. Aquilejens., cap. 36.
Anno di CRISTO DCCXX. Indizione III.
GREGORIO II papa 6.
LEONE Isauro imperadore 4.
COSTANTINO Copronimo Augusto 1.
LIUTPRANDO re 9.
Fece in quest'anno il re _Liutprando_ una giunta di quattro altre leggi
al corpo delle longobardiche[238]. Questa fu fatta _anno, Deo propitio,
regni mei octavo, die kalendarum martiarum, Indictione III, una cum
illustribus viris optimatibus meis Neustriae_ (credo io che vi manchi
_et Austriae_) _ex Tusciae partibus, vel universis nobilibus
Langobardis_. Se poi vogliamo stare ai conti di Camillo Pellegrini[239],
in quest'anno cessò di vivere _Romoaldo II_ duca di Benevento, dopo aver
governato per ventisei anni quel ducato. Secondo la credenza di esso
Pellegrini, fondata sopra una storia del monistero di s. Sofia, gli
succedette _Adelao_, o _Audelao_, che per due anni fu duca, e dopo di
lui nell'anno 722 fu eletto duca di Benevento _Gregorio_ nipote del re
Liutprando. Ma questi conti non s'accordano con quei di Paolo Diacono,
siccome vedremo all'anno 731, dove mi riserbo di parlarne. Abbiamo poi
da Teofane[240] che nel sacro giorno di Pasqua del presente anno _Leone
Isauro_ imperadore prese per collega nell'imperio, e fece coronare da
san _Germano_, patriarca di Costantinopoli, il suo picciolo figlio
_Costantino Copronimo_, gli anni del cui imperio si cominciarono a
contare in questo anno. In esso anno parimente diede fine alla sua vita
_Chilperico II_ re di Francia, e in suo luogo fu sostituito _Teoderico_,
appellato _Calense_, perchè nutrito nel monistero di _Chelles_, quattro
leghe lungi da Parigi. Ma in questi tempi il governo della maggior parte
della monarchia francese era in mano di _Carlo Martello_, acquistato od
usurpato a forza di battaglie e di vittorie. Solamente gareggiava con
lui _Eude_, duca dell'Aquitania, che in quest'anno stimò bene di fare
pace con esso Carlo, perchè i Saraceni padroni della Spagna,
minacciavano la guerra alla Linguadoca e alla stessa Aquitania, cioè
alla moderna Ghienna e Guascogna.