NOTE:

[170] Anastas., in Johann. VII.

[171] Baron., in Annal. Eccl.

[172] Lupus, in Notis ad Concil. Trullan.

[173] Paulus Diacon., de Gest. Longobard., lib. 6, cap. 24.

[174] Paulus Diaconus, in Gest. Longobard., lib. 6, cap. 23 et 26.

[175] De Rubeis, Monument. Eccl. Aquilejens., cap. 3.

Anno di CRISTO DCCVII. Indizione V.

GIOVANNI VII papa 3.

GIUSTINIANO II imperadore di nuovo regnante 3.

ARIBERTO II re 7.

Circa questi tempi, se pure non fu nell'anno precedente, per attestato

di Anastasio[176] e di Paolo Diacono[177], il re ARIBERTO fece conoscere

la sua venerazione verso la Sede apostolica. Godeva essa ne' vecchi

tempi de' _patrimonii_ nelle _Alpi Cozie_, ma questi erano stati

occupati o dai Longobardi, o da altre private persone. Probabilmente

altri papi aveano fatta istanza per riaverli, ma senza frutto. Ariberto

fu quegli che fece giustizia ai diritti della Chiesa romana, e mandò a

papa _Giovanni_ un bel diploma di donazione, ossia di confermazione, o

restituzione di quegli stabili, scritto in lettere d'oro. Pensa il

cardinal Baronio[178] che la _provincia_ dell'_Alpi Cozie_ appartenesse

alla santa Sede; ma chiaramente gli storici suddetti parlano del

_patrimonio dell'Alpi Cozie_; e gli eruditi sanno che _patrimonio_ vuol

dire un bene _allodiale_, come poderi, case, censi, e non un bene

signorile e demaniale, come le città, castella, provincie dipendenti dai

principi. Di questi _patrimonii_ la Chiesa romana ne possedeva in

Sicilia, in Toscana, e per molte altre parti d'Italia, anzi anche in

Oriente, come ho dimostrato altrove[179]. Oltre di che, non sussiste,

come vuol Paolo Diacono, che la _provincia dell'Alpi Cozie_ abbracciasse

allora Tortona, Acqui, Genova e Savona, città al certo che non furono

mai in dominio della Chiesa romana. Ciò che si intende per _Alpi Cozie_,

l'hanno già dimostrato eccellenti geografi. Che se il cardinal Baronio

cita la lettera di Pietro Oldrado a Carlo Magno, in cui si legge che

Liutprando re _donationem, quam beato Petro Aripertus rex donaverat,

confirmavit, scilicet Alpes Cottias, in quibus Janua est_: egli adopera

un documento apocrifo, e composto anche da un ignorante. Basta solamente

osservare quel _donationem, quam donaverat_, Anastasio dice _donationem

patrimonii Alpium Cottiarum, quam Aripertus rex fecerat_. Ma _Giovanni

VII_ papa nel presente anno a' dì 17 di ottobre fu chiamato da questa

vita mortale all'immortale, e la santa Sede restò vacante per tre mesi.

Per opera di questo pontefice, come si ha dalle croniche monastiche,

l'insigne monistero di _Subbiaco_ nella Campagna di Roma, già abitato da

san Benedetto, e rimasto deserto per più di cento anni, cominciò a

risorgere, avendo quivi esso papa posto l'abbate Stefano, che rifece la

basilica e il chiostro, e lasciovvi altre memorie della sua attenzione e

pietà.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 52 / 339 题