NOTE:

[142] Paulus Diaconus, lib. 6, cap. 17.

[143] Hermannus Contractus, in Chr. edition. Canis.

[144] Mabill., Annal. Benedict., lib. 18, cap. 26.

[145] Landulphus Junior, Hist. Mediolan. tom. 5 Rer. Italic.

[146] Paulus Diaconus, lib. 5, cap. 37.

[147] Romualdus Papia, Sacr. part. 1, pag. 121.

[148] _Forse_ Caelicam.

[149] _Forse_ Romuleo ex Ovili.

[150] Antichità Estensi, part. 1, pag. 73.

[151] Cedren., in Annal.

Anno di CRISTO DCCI. Indizione XIV.

GIOVANNI VI papa 1.

TIBERIO Absimero imp. 4.

RAGIMBERTO re 1.

ARIBERTO II re 1.

Fu chiamato in quest'anno da Dio al premio delle sue sante azioni

_Sergio I_ papa nel dì 7 di settembre, per quanto crede il padre

Pagi[152]. Lasciò egli in Roma varie memorie della sua pia liberalità

verso le chiese, che si posson leggere presso Anastasio, e per sua cura

si dilatò non poco per la Germania la fede santissima di Gesù Cristo. In

somma egli meritò d'essere registrato fra i santi, e la sua memoria si

legge nel martirologio romano al dì 9 del mese suddetto. Gli succedette

nella cattedra di san Pietro _Giovanni_, VI di questo nome, greco di

nazione, che fu consecrato papa nel dì 28 di ottobre. Noi vedemmo di

sopra all'anno 662 che il re _Godeberto_ tradito ed ucciso in Pavia dal

re Grimoaldo, lasciò dopo di sè in età assai tenera _Ragimberto_, ossia

_Ragumberto_ che dai fedeli servitori del padre fortunatamente fu messo

in salvo e segretamente allevato. Dappoichè il buon re _Bertarido_ fu

risalito sul trono, saltò fuori questo suo nipote, e Bertarido il creò

duca di Torino. L'ingratitudine, vizio nato nel mondo, entrò in cuore di

costui; e quello che non aveva osato di tentare, finchè regnò

_Cuniberto_ suo cugino, lo eseguì contra del di lui giovinetto figliuolo

Liutberto[153]. Unì dunque Ragimberto un grosso esercito, e venne alla

volta di Pavia per detronizzare Liutberto suddetto, pretendendo per le

ragioni paterne a sè dovuto il regno. Fu ad incontrarlo nelle vicinanze

di Novara con una altra armata _Ansprando_ tutore del giovine re,

spalleggiato con tutte le sue forze da Rotari duca di Bergamo. Un fatto

di arme decise in parte le loro controversie, perchè Ragimberto

essendone uscito vittorioso, s'impadronì di Pavia e della corona del

regno longobardico. Per conto di _Ansprando_ e del re _Liutberto_, essi

ebbero la fortuna di salvarsi colla fuga. Ma non godè l'ingrato principe

lungamente il frutto della sua vittoria, perchè prima che terminasse

l'anno, la morte mise fine al suo vivere. A lui succedette _Ariberto II_

suo figliuolo, che seguitò a disputare del regno col giovinetto

Liutberto. Circa questi tempi essendo stato riferito a Tiberio Absimero

Augusto[154], che _Filippico_ figliuolo di Niceforo patrizio s'era

sognato di diventar imperadore, solamente perchè gli parve di vedere

un'acquila che gli svolazzava sopra la testa, gl'insegnò a parlare con

più cautela sotto principi ombrosi: cioè per questa gran ragione il

cacciò in esilio; e noi vedremo in fatti questo personaggio salire a suo

tempo sul trono imperiale.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 46 / 339 题