[82] Anastas., in Leone II.
[83] Sigon. de Regno Italiae.
Anno di CRISTO DCLXXXIII. Indizione XI.
Sede vacante.
COSTANTINO Pogonato imp. 16.
BERTARIDO re 13.
CUNIBERTO re 6.
Secondo le prove addotte dal p. Pagi, sul principio di luglio del
presente anno giunse al fine dei suoi giorni _Leone II_ papa. Intorno al
principio e fine di questo pontefice hanno disputato non poco i
letterati. Quel che è certo, ebbe ben corta durata il suo pontificato;
ma tali e tante dovettero essere le di lui virtù, che meritò d'essere
aggregato al catalogo dei santi. Si celebra nella Chiesa di Dio la sua
festa nel dì 28 di giugno. Ma questo giorno, se vogliam credere al
suddetto Pagi, non è quel della sua morte, credendolo egli passato alla
gloria de' beati nel dì 5 di luglio. Stette poi vacante la cattedra di
s. Pietro undici mesi e ventidue giorni, per quanto abbiam da varii
testi d'Anastasio[84]: però all'anno susseguente appartiene la
consecrazion del suo successore. Benchè sia attorniata da molte tenebre
l'origine dell'insigne monistero di santa _Maria di Farfa_ nella Sabina,
compreso una volta nel ducato di Spoleti, e però sottoposto ai principi
longobardi, tuttavia dopo il padre Mabillone[85] sarà lecito anche a me
il parlarne in questo sito. Credesi per un'oscura tradizione che fin
prima della venuta dei Longobardi in Italia quel sacro luogo fosse
edificato e poscia distrutto, quando giunsero in quelle parti i nuovi
ospiti longobardi, spiranti allora solamente crudeltà. Verso questi
tempi poi capitato colà _Tommaso_ prete di Morienna, uomo di gran
santità, si sentì incoraggito da Dio a rimettere in piedi
quell'abbandonato monistero. Ma forse più tardi accadde la sua
restaurazione, dacchè sappiamo che _Faroaldo II_ duca di Spoleti, il
quale governò da lì a qualche tempo quel ducato, fu il principal
protettore di questa fabbrica, e vi contribuì con varii doni e spese.
L'antica cronica[86] di quell'insigne monistero fu da me pubblicata
nella Raccolta degli scrittori delle cose d'Italia. A questi medesimi
tempi si può similmente riferire un abbozzo della fondazione d'un altro
non men celebre monistero nel ducato di Benevento e nella provincia del
Sannio, appellato di s. _Vincenzo di Volturno_. Tuttavia la fabbrica
ancora di questo pare che appartenga al principio del secolo
susseguente, come si può ricavare dalla cronica d'esso monistero da me
parimente data alla luce[87]. Se non tutti, almeno la maggior parte de'
Longobardi, abiurato l'arianesimo e l'idolatria, avevano abbracciata la
religion cattolica; e però cominciò il monachismo a rimettersi nel
primiero vigore in Italia con lo ristabilimento degli antichi monasteri,
e colla fondazion di nuovi, ne' quali si rimiravano luminosi fanali di
pietà e santità cristiana. Fioriva in questi tempi la disciplina
monastica nella Francia, nell'Inghilterra e nell'Irlanda. Servirono
quegli esempli a rinnovarla in Italia.