[79] Labbe, Concilior., tom. 4.
[80] Theoph., in Chronogr.
[81] Anastas., in Agathone.
Anno di CRISTO DCLXXXII. Indizione X.
LEONE II papa 1.
COSTANTINO Pogonato imp. 15.
BERTARIDO re 12.
CUNIBERTO re 5.
Fu quest'anno l'ultimo della vita di papa _Agatone_, sapendosi ch'egli
fu chiamato da Dio ne' primi giorni di gennaio. Le sue virtù e i
benefizii prestati alla Chiesa di Dio meritarono ch'egli fosse messo nel
ruolo de' santi. Per più mesi stette vacante la cattedra apostolica, e
finalmente _Leone II_, di nazion siciliano, personaggio di non minori
doti ornato, fu consecrato papa, per quanto crede il Pagi, nel dì 17 di
agosto. Il cardinal Baronio, il padre Papebrochio ed altri hanno stimato
più tardi. Ma io mi soglio qui attenere all'esame, fatto il meglio che
s'è potuto, della cronologia pontificia dal suddetto padre Pagi. Nota
Anastasio bibliotecario[82] che egli fu consecrato da tre vescovi, cioè
da _Andrea ostiense_, _Giovanni portuense_ e _Piacentino di Veletri_,
perchè vacava allora la Chiesa d'Albano. Queste parole di Anastasio
diedero ansa al Sigonio[83] di credere che in addietro l'uso fosse che
il solo vescovo d'Ostia consecrasse il papa novello. Ma il padre
Mabillone ed altri han dimostrato che anche i precedenti papi furono
consecrati da tre vescovi. E sapendo noi che tre vescovi intervenivano
alla consecrazione de' metropolitani, quanto più dee ciò credersi del
romano pontefice? Convien ora udire l'elogio lasciatoci da Anastasio di
esso papa Leone. Era, dice egli, uomo eloquentissimo e sufficientemente
istruito nelle divine Scritture; egualmente perito della latina che
della greca lingua; ben addottrinato nel canto ecclesiastico e nella
salmodia; sottile interprete dei sensi delle sacre lettere; che con
grazia e pulizia di dire e con gran fervore esponeva al popolo la parola
di Dio, esortava tutti all'amore e alla pratica delle buone opere;
amatore de' poveri, al soccorso de' quali con sollecita cura
continuamente attendeva. Abbiam già parlato di sopra di _Teodoro_
arcivescovo di Ravenna (chiamato per errore _Teodosio_ dall'Ughelli), e
come egli sotto papa Leone II compose le differenze insorte colla Sede
apostolica per la vana pretensione dell'autocefalia, ossia della
indipendenza dal romano pontefice. Ora il suddetto Anastasio nella vita
d'esso papa Leone anch'egli osserva che a' tempi di lui, in vigore d'un
ordine e decreto del clementissimo principe Costantino Augusto, fu
restituita sotto l'ordinazione del romano pontefice la Chiesa di
Ravenna, di modo che ogni nuovo arcivescovo in quella Chiesa eletto
avesse da passare a Roma per essere ivi consecrato secondo l'antica
consuetudine. Ma perchè vi doveva esser introdotta un'altra consuetudine
che dispiaceva ai Ravennati, cioè che il loro novello arcivescovo pagava
una somma di danaro in Roma per ottenere il pallio, dal santo pontefice
Leone con un decreto, posto nell'archivio della Chiesa romana, restò
abolito quest'uso, od abuso. Ordinò poscia il saggio papa che nella
Chiesa di Ravenna non si potesse celebrare anniversario, nè messa da
morto per l'arcivescovo _Mauro_, siccome persona che pertinace nello
scisma era passato all'altro mondo; e per tagliar la radice agli
scandali in avvenire, volle che fosse restituito e lacerato l'iniquo
diploma dell'autocefalia, che esso Mauro avea carpito all'imperador
Costantino, detto Costante, nimico della santa Sede.