NOTE:

[84] Anastas., in Leone II.

[85] Mabill., Annal. Benedict., lib. 17, cap. 20.

[86] Chronic. Farfense, part. II, tom. 2 Rer. Italic.

[87] Chronic. Vulturnense, part. II, tom. 1. Rer. Italic.

Anno di CRISTO DCLXXXIV. Indiz. XII.

BENEDETTO papa 1.

COSTANTINO Pogonato imp. 17.

BERTARIDO re 14.

CUNIBERTO re 7.

Era stato eletto sommo pontefice _Benedetto II_ prete di nazione romano,

persona veterana nella milizia ecclesiastica, e studioso delle divine

Scritture, amatore dei poveri, umile, mansueto, paziente e liberale. Si

crede ch'egli fosse consecrato nel dì 26 di giugno dell'anno corrente.

Abbiamo da Anastasio bibliotecario[88] che l'imperador _Costantino_

mandò a Roma i _malloni_ (parola che tuttavia dura nel dialetto

modenese), cioè le ciocche _de' capelli_ de' suoi figliuoli

_Giustiniano_ ed _Eraclio_, che furono accolti con gran solennità dal

clero e dall'esercito romano. Fondatamente stima il cardinal Baronio che

ciò significasse l'offerire essi principi in figliuoli adottivi al

romano pontefice: degnazione convenevole a quel piissimo imperadore. Ed

infatti più sotto vedremo che Paolo Diacono abbastanza ci fa intendere

il rito di questa figliuolanza praticato in questi tempi. Potrebbe

ancora significar quest'atto sommessione e ubbidienza che que' principi

protestavano verso i successori di s. Pietro, a guisa de' servi, a'

quali si tagliavano i capelli. Anche i Gentili costumavano di tagliarsi

la chioma e di offerirla ai loro falsi dii, dichiarandosi in tal maniera

loro servi. Lo stesso Anastasio altrove[89], scrive, tanta essere stata

la divozione del re de' Bulgari verso la santa Chiesa romana, che un

giorno tagliatisi i capelli, e datigli ai messi del romano pontefice, si

dichiarò da lì innanzi servo dopo Dio del beato Pietro e del suo

vicario. Di questa adozion d'onore è da vedere una dissertazione del

Du-Cange[90]. Diede il medesimo imperador Costantino un altro nobil

contrassegno della sua pietà e della sua venerazione alla Chiesa Romana.

Riusciva troppo gravoso a quel clero il dover aspettare da

Costantinopoli, come abbiamo osservato di sopra, la licenza di

consecrare il nuovo papa eletto, restando con ciò per più mesi vacante

la cattedra romana, tuttochè l'eletto papa esercitasse in quel tempo

ancora non lieve autorità nel governo della Chiesa. Spedì il buon

imperadore una bella patente al venerabil clero, al popolo e al

felicissimo esercito romano, per cui concedeva che il nuovo pontefice

eletto si potesse immediatamente consecrare, il che recò somma

consolazione a quella gran città.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 29 / 339 题