[48] Paulus Diaconus, lib. 5, cap. 34.
[49] Lucas Tudensis, in Chron.
[50] Fridegodus, in Vita S. Audoen.
Anno di CRISTO DCLXXVI. Indizione IV.
DONO papa 1.
COSTANTINO Pogonato imp. 9.
BERTARIDO re 6.
Nel dì 26 di giugno terminò la carriera de' suoi giorni papa _Adeodato_,
pontefice benignissimo, pieno di umiltà, caritativo massimamente verso i
poveri e liberale verso il clero, al quale diede la _roga_, cioè il
regalo solito a darsi dai suoi predecessori; ma con averne accresciuta
di molto la misura. Nota Anastasio[51] che dopo la sua morte vennero
tante piogge e caddero tanti fulmini, che niun si ricordava d'aver mai
provato un somigliante flagello; perchè durarono tanto, che non si
poteva battere il grano; e i legumi tornarono a nascere nelle campagne,
e restarono morti degli uomini e delle bestie dai fulmini. Fuor di sito
fece menzione Paolo Diacono[52] di questa medesima sciagura, e, quel che
è peggio, guastolla con una spropositata giunta, se pure a lui si dee
attribuire; perciocchè scrive che _innumerabili migliaja di uomini e di
animali furono uccisi dai fulmini_. Avea tanto senno Paolo Diacono da
non credere nè vero nè verisimile un sì terribil macello venuto dai
fulmini; e però usiamogli la carità di credere fatta da altri questa
giunta al testo suo. Vien riportata una bolla del suddetto papa
Adeodato[53] in favore del monistero di san Martino di Turs, in cui lo
esenta dalla giurisdizione dei vescovi, con protestar nondimeno che
_l'uso e la tradizione della sede apostolica era di non sottrarre i
monisteri dall'ubbidienza e dal governo de' vescovi_, e che intanto si è
indotto a concedere questo privilegio, in quanto ha conosciuto che lo
stesso vescovo di Turs _Crodeberto_ ha accordato la libertà ed esenzione
ad esso monistero: parole che son da notare, per giudicare della
legittimità d'altri privilegii che si dicono conceduti in questi tempi.
Il saggio cardinal Baronio, facendo menzione del suddetto documento,
osserva che per isperienza si doveva essere conosciuto che questa
indipendenza de' monaci noceva piuttosto alla disciplina ed osservanza
monastica; e che san Bernardo disapprovò l'usanza introdotta di esentare
i monaci dall'ubbidire ai vescovi, e che neppur piacque a san Francesco
d'Assisi una tale indipendenza de' suoi frati; ma che fu guasto il suo
disegno da frate Elia, personaggio condotto dallo spirito non di Dio, ma
della carne. Intorno a questo privilegio di papa Adeodato insorsero
negli anni addietro contese fra i letterati francesi, che io tralascio,
e certo v'ha gran ragione di dubitare della legittimità del medesimo. Ad
Adeodato succedette nella cattedra pontificia _Dono_ di nazione romano.
Dal padre Pagi vien creduto che la sua consecrazione seguisse nel dì
primo di novembre dell'anno presente, nel quale i Saraceni continuarono
i loro sforzi contra la città di Costantinopoli, ma senza guadagnar
terreno.