[45] Teoph., in Chronogr. Cedren., in Annal.
[46] Hist. Miscell. lib. 19.
Anno di CRISTO DCLXXIV. Indizione II.
ADEODATO papa 3.
COSTANTINO Pogonato imp. 7.
BERTARIDO re 4.
Nulla ci somministra di nuovo in questi tempi la storia d'Italia; ma il
suo stesso silenzio ci fa intendere la mirabil quiete e felicità che
godevano allora sotto il pacifico governo del buon re _Bertarido_ i
popoli italiani. Lasciava egli in pace i Romani nè attendeva che a
reggere con giustizia e soavità i suoi sudditi, e a dar loro nuovi
esempli di pietà, siccome principe cattolico e rinomato pel timore di
Dio. Abbiam fondamento di credere che sotto di lui il resto de'
Longobardi ariani si riducesse al grembo della vera Chiesa. E tanto più
dee dirsi felice allora ed invidiabile lo stato dell'Italia, perchè gli
altri paesi dell'Europa provavano dei fieri disastri. Tornarono
nell'aprile di quest'anno i Saraceni con tutte le loro forze all'assedio
di Costantinopoli, e quivi stettero anche tutta la state, con dare dei
frequenti assalti o alle mura o alle navi cristiane; per lo che tutto
l'imperio orientale si trovava in grandi angustie e guai. Peggio stava
la monarchia franzese, perchè caduta in mano di re o neghittosi o
viziosi, e piena di guerre civili, e per conseguente d'iniquità e di
prepotenza. Ciò fu cagione che molte provincie dell'Austrasia, come la
Baviera, l'Alemagna, la Turingia, ed altri paesi si sottraessero
dall'ubbidienza dei re franchi, e crebbe in esse l'idolatria con altri
disordini. Il regno delle Spagne, tuttochè governato da _Vamba_ re
piissimo e cattolico de' Goti, ebbe nella Gallia narbonense, ossia nella
Linguadoca, tuttavia sottoposta in questi tempi ad essi Goti, de' gravi
sconvolgimenti, per gli tiranni ivi insorti e spalleggiati dai vicini
Franchi. Fu astretto il buon re Vamba a far guerra, ed assistito dal
cielo, riportò varie vittorie narrate da Giuliano da Toledo[47]. La sola
Italia godeva in essi tempi un cielo sereno mercè dell'ottimo re che ne
aveva il governo, e tutto faceva per guadagnarsi l'amore di Dio e dei
suoi popoli.