[43] Teoph., in Chronogr.
[44] Agnell. Vit. Ep. Ravennat. tom. 2 Rer. Ital.
Anno di CRISTO DCLXXIII. Indizione I.
ADEODATO papa 2.
COSTANTINO Pogonato imp. 6.
BERTARIDO re 3.
Finalmente in quest'anno, correndo il mese di aprile, il formidabile
stuolo de' Saraceni si presentò davanti a Costantinopoli, e ne formò
l'assedio. L'imperador _Costantino_[45] s'accinse con tutto vigore alla
difesa, nè passava giorno che non seguisse qualche baruffa fra le sue
navi e quelle dei nemici. Aveva egli delle galeotte che portavano
caldaie di pece, e d'altri bitumi ardenti, e sifoni, co' quali si
gettava fuoco ne' legni infedeli. Seguirono questi combattimenti sino al
settembre, nel quale i Saraceni, poco avendo profittato con tutti i loro
sforzi, levarono l'ancore per andare a svernare in pace altrove.
Pervenuti alla città di Cizico, e presala, quivi passarono il verno. In
quest'anno _Childeberto_ re dei Franchi, a noi noto solamente per le sue
biasimevoli azioni, essendo caduto in odio de' suoi, alla caccia fu da
uno d'essi privato di vita. Restò del pari trucidata la regina
_Bilichilde_ sua moglie. Può essere eziandio che in questi medesimi
tempi nel mese di marzo si mirasse in cielo quell'_iride_ ossia arco
celeste che viene accennata dai suddetti storici e dall'autore della
Miscella[46], e recò tal terrore, che si cominciò a temere il fine del
mondo. Ma come? da quando in qua l'arco baleno fa paura alle genti? Ma
quello non fu già il naturale ed usitato. Fu una specie di terribile e
disusata cometa; e però indusse la costernazione ne' popoli. Raccontano
ancora gli scrittori che provossi una fiera mortalità in quest'anno
nell'Egitto; ma non è da maravigliarsene, perchè quel regno anche oggidì
è facilmente suggetto a così fiero flagello. E di là per lo più soleva
a' precedenti secoli passare in Italia quel malore, e passerebbe anche
oggidì, se non avessero finalmente aperti gli occhi gl'Italiani, ed
inventate precauzioni e saggi rigori per custodirsi illesi.