II.

Sulla terra le vicende delle stagioni si corrispondono nei due

emisferi con effetti quasi intieramente simmetrici nella loro

alternativa. I periodi di freddo e di caldo, di siccità e di pioggia

si producono con fasi alternate, ma analoghe, ad intervalli di sei

mesi, sotto paralleli di ugual latitudine ai due lati

dell'equatore. Le diversità di clima, che si osservano in tal caso,

sono di carattere puramente locale, dovute per lo più a condizioni

accidentali di natura topografica. Qualche piccola differenza nella

meteorologia dei due emisferi veramente si manifesta a chi consideri

le cose con molta precisione; differenza principalmente derivata da

ciò, che nell'emisfero australe le aree continentali sono meno estese

che nell'emisfero boreale. Ma questo fatto, quantunque degno di studio

per il suo carattere generale, praticamente è di poca importanza nella

considerazione del clima di una data regione australe o boreale della

Terra.

[vedi figura 04.png]

In Marte le cose sembrano proceder molto diversamente. Come dimostra

uno sguardo dato alla carta, tutto o quasi tutto l'Oceano è

concentrato intorno al polo australe, al quale per conseguenza, e alle

circostanti regioni deve corrispondere una vasta depressione nel suolo

solido del pianeta. Al contrario, dall'esser l'emisfero boreale quasi

tutto occupato da un gran continente non interrotto, siamo indotti

ragionevolmente a credere, che da quella parte si abbian le regioni

più elevate, e che più alti di tutti siano i paesi circostanti al polo

nord. Questa disposizione di cose fa si, che lo sciogliersi delle nevi

polari può avere, pel clima e per la vita organica, conseguenze ben

diverse, secondo che si tratta delle nevi australi o delle nevi

boreali. È questo un punto, il quale merita di essere esaminato con

qualche cura.

Consideriamo dapprima la calotta dei ghiacci australi, che tutta si

forma entro all'Oceano di Marte, e può giungere ad occupare di questo

Oceano una parte considerabile, forse un terzo od un quarto. Lo

sciogliersi progressivo della medesima avrà per ultimo risultato un

innalzamento del livello generale di tutto l'Oceano, e dei mari

interni minori, che lo circondano come appendici. Tale elevazione

potrà bastare ad inondare tutte le parti più basse dei continenti e

specialmente quelle che all'Oceano sono più vicine. In tale stagione

infatti si vedono molto più marcati ed oscuri, non solo i mani interni

segnati col nome di _Adriatico_, _Tirreno_, _Cimmerio_, _Sirenio_,

ecc.. ma anche gli stretti più o meno spaziosi che li uniscono

all'Oceano, e l'Oceano stesso. I golfi, onde appare frastagliato il

continente, diventano più visibili, e con essi anche taluno dei grandi

canali che dall'Oceano direttamente si spingono entro terra, per

esempio la Gran Sirte e la Nilosirte, che da essa procede. Questa

maggior espansione dell'Oceano però non arriva nelle parti più interne

dei continenti e nelle regioni boreali; impedita a quanto sembra dalla

troppo grande elevazione di queste.

L'effetto dello sciogliersi delle nevi australi è dunque di far uscire

il mare dai suoi confini, e di produrre qua e là parziali inondazioni

del medesimo sopra alcuni lembi del continente. Ora è molto dubbio, se

un tal fenomeno possa riuscire di molto vantaggio per la vita

organica, e sopratutto pei supposti abitatori del pianeta. Simili

usurpazioni periodiche del mare sul continente hanno anche luogo

presso di noi in conseguenza del flusso e del riflusso: e, quantunque

siano di periodo breve e si facciano su piccolissima scala, non credo

si possano considerare come una benedizione pei paesi dove si

producono (Olanda, Frisia, litorale nord-ovest della Germania):

vediamo anzi gli abitanti tentare di difendersene con immense

dighe. Per Marte molto dipenderà dalla natura chimica delle sostanze

disciolte nell'Oceano. Se, per esempio, quelle acque fossero salate

come quelle dei mari terrestri, la zona delle aree invase dal mare ad

ogni ritorno dell'estate (che si fa su Marte a periodi di 23 mesi

circa dei nostri) potrebbe servire alla formazione di vaste saline, o

dar luogo a vegetazioni di carattere speciale. In nessun caso

potrebbero quelle acquo supplire alla coltivazione delle aree

continentali, ed ai bisogni dell'agricoltura quale noi l'intendiamo.

Ben diverso è lo stato di cose che ci si presenta allo sciogliersi

delle nevi boreali. Essendo queste collocate nel centro del

continente, le masse liquide prodotte dalla liquefazione si diffondono

sulla circonferenza della regione nevata, convertendo in mare

temporaneo una larga zona del terreno circostante; e, correndo verso

le regioni più basse, producono una gigantesca inondazione molto bene

osservabile ai nostri telescopi. Tale inondazione si estende per molte

e grosse ramificazioni sopra terre prima asciutte, formando presso il

polo nord laghi molto estesi, che la carta nostra designa sotto i nomi

di _Mare Acidalio _e di_Lago Iperboreo_. Da tal regione inondata si

diramano grosse strisce oscure, rappresentanti al nostro sguardo

altrettante larghe correnti, per le quali le nevi liquefatte

ritornano, o tendono almeno a ritornare verso la loro sede naturale

che sta nell'altro emisfero, cioè verso le bassure australi occupate

dall'Oceano.

Riflettiamo ora, che la neve è il prodotto di una distillazione

atmosferica, nella quale l'acqua si riduce alla purezza quasi

completa. Se ciò non fosse, l'evaporazione dei nostri mari condurrebbe

alla formazione di pioggie d'acqua salata, e di nevi salate; dove

tutti sanno, che l'acqua piovana caduta a traverso di una atmosfera

non inquinata è acqua quasi assolutamente pura, come assolutamente

pura o quasi è l'acqua delle nostre nevi. Adunque la grande

inondazione boreale di Marte, risultando dallo scioglimento di nevi

cadute in terreno prima asciutto, e non essendo mescolata alle acque

di un Oceano, sarà libera da quei sali e da quelle mescolanze, da cui

non si può dubitare che sia inquinato l'Oceano australe del

pianeta. Ne possiamo concludere, che se nelle parti asciutte o

continentali della superficie di Marte vi è vita organica, gli è

esclusivamente o quasi esclusivamente allo sciogliersi delle nevi

boreali che deve la sua esistenza: gli è dalla giusta e opportuna

ripartizione delle acque venenti dal polo nord, che dipende il suo

progresso e il suo sviluppo. E se in Marte esiste una popolazione di

esseri ragionevoli capace di vincere la Natura e di costringerla a

servire ai propri intenti, la regolata distribuzione di quelle acque

sopra le regioni atte a coltura deve costituire il problema principale

e la continua preoccupazione degli ingegneri e degli statisti.

La Vita Sul Pianeta Marte · 第 13 / 20 题