_Publius_, divenuto orfano prima d’aver nome, _pupilli facti priusquam

prænomina haberent_. Fors’anche si riferiva alla forza del corpo o ad

augurio, da _pubes_.

_Servius_, nato da madre schiava.

_Spurius_, di padre incerto.

_Tiberius_, nato presso al Tevere.

_Titus_ deriva da un Sabino di questo nome.

_Tullus_ da _tollere_, indicante l’intenzione che il padre aveva di

accettare e allevare il neonato.

_Volero_ da _volo: volentibus nasci liberis parentibus indebatur_,

dice un grammatico ch’io non intendo. Era proprio della gente plebea

Publilia.

_Vibius?_

_Vopiscus_, usato in casa Giulia; e dicono indicasse un gemello venuto

a maturità, mentre l’altro uscì abortito.

Sotto gl’imperatori, parecchi nomi che indicavano famiglie e rami,

diventarono personali, come _Cossus, Drusus, Paulus_, e principalmente

_Flavius_ dopo che imperarono i Flavj.

Le donne avevano il prenome? Qualche esempio sembra provare il sì; ma

generalmente s’indicarono col nome di famiglia del padre o del marito,

distinguendole una dall’altra cogli epiteti di _major, minor, tertia_,

e per vezzo _primilla, secundilla, tertilla_ ecc.

Il _nome_ dicemmo come indicasse la gente, cioè la casa. Primieramente

esprimeva l’origine d’essa casa, o il luogo donde veniva; perciò

finivasi per lo più in _ius_. Alcuno traevasi da antichi prenomi, come

_Marcius_ da Marco, _Postumius_ da Postumo; o da qualche animale,

_Porcius, Asinius_; o da funzioni sostenute, o da altra accidentale

particolarità.

Dal non avere gli Etruschi usato il nome, volle arguirsi non

conoscessero la divisione per genti; ma conviene ricordare che neppure

i Romani lo adoprarono nei primi tempi.

Ogni casato distinguevasi in più rami, chiamati _stirpes_ che si

dividevano in _familiæ_, a cadauna delle quali si affiggeva un nome

particolare, che era il _cognome_. Per lo più deducevasi da circostanze

speciali del capostipite, buone o cattive qualità, difetti corporei,

imprese e simili. Non termina in _ius_, ma in _us_, in _or_, ecc.

L’_agnome_ s’aggiungea talvolta ai tre precedenti per indicare la

stirpe, o per memoria di qualche splendido fatto, o per esprimere che

uno era entrato nella famiglia per adozione. In quest’ultimo caso, un

figlio di famiglia rinunziava ai suoi diritti di nascita, e diveniva

membro della famiglia in cui entrava; e conservando il prenome suo,

assumeva il nome del casato e della famiglia del padre adottivo;

se conservasse l’antico suo casato, mutavane la desinenza in _ius_

o _anus_, e lo collocava come agnome dopo il nuovo nome e cognome.

Publio, figlio di Paolo Emilio vincitore di Perseo, quando fu adottato

da Publio Cornelio Scipione Africano, s’intitolò _Publius Cornelius

Scipio Africanus Æmilianus_, al che poi aggiunse il soprannome di

_Numantinus_.

Taluni, in luogo dell’agnome, portavano il nome della tribù o curia a

cui appartenevano, ponendolo all’ablativo: per tal modo gli ablativi

_Curio, Capito_ ecc. divennero nomi di famiglia.

Le genti o casati romani, ricordati dalla storia prima degl’imperatori,

sono da censettanta, di cui un terzo patrizj, gli altri plebei. Fra i

primi, tredici o quattordici pretendeano derivare da Troja o da Alba,

e avere costituito il senato de’ prischi re, onde chiamavansi _majorum

gentium_. Secondo Dionigi d’Alicarnasso, appena un cinquanta famiglie

patrizie sopravvivevano al finire della repubblica; e Tacito (_Ann._,

XI. 21) asserisce che nessuna ne avanzava al tempo di Claudio. Ne

poniamo qui la serie, anche perchè giova conoscerle per interpretare le

epigrafi:

1. GENS ÆMILIA asseriva discendere da Emilio figlio d’Ascanio. Spesso

adottava il prenome _Mamercus_, che indicò poscia un dei rami, mentre

l’altro fu detto _Lepidus_. Dai Mamerci si formò il ramo _Paulus_,

diviso esso pure in Pauli e Lepidi. V’apparteneano anche gli Scauri;

dei quali l’ultimo Mamerco Scauro, poeta e oratore, fu ucciso sotto

Tiberio per lesa maestà, adulterio e sortilegio. Dei Lepidi molti

compajono ancora sotto i primi imperatori; Marco Lepido, nipote

d’Augusto, cognato e complice di Caligola, congiura con Agrippina e

Giulia, ed è ucciso.

2. GENS ANTONIA voleva derivare da Ercole.

3. GENS CLELIA, da un compagno d’Enea, ed ebbe fra’ suoi la celebre

Clelia.

4. GENS FABIA, da un fratello d’Ercole. Trecentosei perirono a Crèmera,

rimanendo solo Fabio Vibulano. Questo cognome voleano derivare da

Vibo, città dei Bruzj fondata da Ercole: fu mutato in _Ambustus_ per

una saetta che colpì uno di quella casa. Il ramo più celebre degli

Ambusti era il _Maximus_, da cui fu Fabio Massimo che salvò Roma da

Annibale, e che venne chiamato _Verrucosus_ in grazia di un porro che

aveva sul labbro, _Avicula_ per la naturale sua bontà, _Cunctator_ pel

temporeggiare con cui ripristinò le cose. Questa casa finì nel primo

secolo dopo Cristo.

5. GENS GEGANIA, da Gia compagno di Enea.

6. GENS JULIA, da Julo figlio d’Ascanio. Da Cajo Giulio Julo, console

nel 265 di Roma, veniva il ramo dei _Libo_, che uscente il _v_ secolo

prese il nome di Cesare, o perchè uno de’ suoi membri fosse venuto in

luce pel taglio cesareo, o perchè avesse ucciso un elefante, che tal

nome porta in lingua punica.

7. GENS JUNIA, da un Giunio compagno d’Enea. Era di questi Giunio

Bruto, espulsore dei re. Coi due figli ch’e’ mandò al supplizio finì

quella casa, essendo plebei i Giunj che dappoi s’incontrano.

8. GENS NAUTIA, da Naute compagno d’Enea, nella cui famiglia era il

privilegio del sacerdozio di Pallade. I membri di questa casa presero

il soprannome _Rutilus_, e spesso il prenome _Spurio_; e l’ultimo

nominato fu il console del 467.

9. GENS QUINTIA. Tre rami s’illustrarono, il _Capitolinus_, il

_Cincinnatus_, il _Flaminius_. Nel VI secolo ai Capitolini e ai Barbati

succedono i Crispini, detti dai capelli crespi. Anche i Cincinnati sono

detti dai ricci, suddivisi poi in due rami, di cui il cadetto si chiamò

_Pennus_: nel 403 cessano di comparire nella storia, sopravvivendo

oscuri; Caligola vietò loro i capelli ricci. I Flaminj ebbero tal nome

dall’essere flamini di Giove: dopo il vincitore di Filippo, console nel

631, più non si parla di questo casato.

10. GENS SERGIA, da Sergeste compagno d’Enea: suoi rami principali

i _Fidena_ e i _Silo_. L’ultimo de’ Fidena conosciuti era tribuno

militare nel 375. I Silo, così detti dal fondatore di questa casa che

avea il naso ritorto, diedero il famoso Catilina.

11. GENS SERVILIA: principali rami i _Prisci_ e i _Cepiones_. Alcuni

dei quali portarono il soprannome di _Ahala_ o _Axilla_, da un difetto

nelle spalle; e scompajono dopo il V secolo. Da’ Cepioni usciva la

madre di Marco Bruto, che adottato dallo zio, prese i nomi di Servilio

Cepione Bruto: con lui finirono i Servilj. Più avanti accenneremo

l’altra famiglia plebea.

12. GENS VALERIA, stratta da Voluso, venuto a Roma con Tazio. Publio

Valerio Voluso fu console il primo anno della repubblica, ed ebbe

il titolo di _Poplicola_. Suo fratello, dittatore nel 260, chiamossi

_Massimo_ per aver riconciliato il senato col popolo. Da questi due

fratelli discesero due linee. Quella del maggiore si suddivise in

due collaterali, i _Poplicola_ e i _Potitus_, detti poi _Flaccus_

nel V secolo. La linea del Massimo prese anche il nome di _Corvius_

o _Corvinus_, in memoria del combattimento con un Gallo, sostenuto

dal più famoso di loro casa. Il pronipote suo v’aggiunse il nome di

_Messala_ per aver preso Messina. Discendea da loro Messala Corvino,

protettore di Tibullo. Altri rami di questa casa erano i _Levinus_, i

_Falto_ ecc., oltre i plebei.

13. GENS VETTIA, oriunda sabina. Un Vettio fu interrè fra Romolo e

Numa. _Judex_ chiamavasi una sua linea.

14. GENS VITELLIA è delle antichissime; volea provenire da Fauno

re degli Aborigeni, e dalla dea Vitellia: ma restò oscura fino

all’imperatore Vitellio.

Da queste quattordici case, _sangue purissimo di semidei_, veniamo alle

_minores gentes_:

1. GENS ÆBUTIA. Dal ramo _Elva_ uscirono varj consoli nel III e IV

secolo.

2. GENS ÆTERIA o ATERIA, in cui erano i _Fontinales_.

3. GENS AQUILIA, da _aquilus_ nero. Erano di essi quello cui Mitradate

VII fece colar oro in gola, e il giureconsulto che fu pretore con

Cicerone.

4. GENS ATILIA, col soprannome di _Longus_.

5. GENS CASSIA. Suoi rami i _Longini_ e i _Viscellini_: soli i primi

s’illustrarono.

6. GENS CLAUDIA. Atto Clauso Regillense, ricco sabino, mutatosi a Roma

dopo la cacciata dei re, prese il nome di Appio Claudio, donde la gente

più arrogante. Suo nipote fu decemviro: un altro costruì la via Appia,

ed ebbe il soprannome di _Cieco_. Un suo figlio diede il soprannome

di _Pulcher_ alla sua linea, estintasi nella guerra civile. Il Clodio

famoso si fece adottare da un plebeo per divenire tribuno, mentre,

fino a Nerone, nessun plebeo era stato adottato dai Claudj. Da un altro

Claudio, soprannominato _Nero_ che in sabino significa prode, discesero

gl’imperatori Tiberio, Claudio, Caligola, con cui finì la gente Claudia

patrizia, stata cinque volte alla dittatura, ventotto al consolato,

sette alla censura, e che avea menato sei trionfi e due ovazioni.

7. GENS COMINIA: due rami, _Aruncus_ e _Laurentinus_.

8. GENS CORNELIA, la più numerosa e illustre pei più grand’uomini. De’

molti suoi rami quattro sono certamente patrizj:

I _Lentuli_, detti da uno che aveva la pelle chiazzata di lentigini,

o che introdusse la coltivazione delle lenti. Il primo console loro

trovasi nel 451, l’ultimo nel 736. Publio Cornelio Lentulo console

nel 683, fu cognominato _Sura_, polpaccio della gamba, perchè

avendogli Silla chiesto conto del denaro amministrato come questore,

egli rispose che la sua gamba ne renderebbe ragione, alludendo a un

trastullo fanciullesco, ove era percosso su quella parte chi mancava di

sveltezza.

I _Maluginenses_. Un ramo ebbe nome di _Cossus_ cioè rugoso, poi di

_Arvina_ grasso.

I _Rufini_, nominati dal colore de’ capelli, illustrati principalmente

da Silla dittatore, il cui bisavo avea avuto tale soprannome perchè

l’oracolo sibillino l’avea incaricato di celebrare i giuochi ad onore

di Apollo.

Gli _Scipiones_, più famosi, provengono da uno che al padre cieco

serviva di _bastone_ (σχηπιον). Nel IV secolo si divisero in quattro

linee, _Hispallus, Nasica, Africanus, Asiaticus_. Gli Ispalli furono

i meno illustri, detti da _Hispanus_, un di loro che portò primo la

notizia della conquista di Spagna fatta da suo fratello. I Nasica

durarono a lungo, e sotto Nerone uno d’essi era sposo di Poppea. Gli

Africani e gli Asiatici venivano dai due fratelli vincitori d’Annibale

e di Antioco: il primo adottò il figlio di Paolo Emilio, che non ebbe

discendenza; degli Asiatici trovasi un console nel 671. Dice Cicerone

che, fino a Silla, il cadavere di nessun Cornelio era stato bruciato,

costumandosi di sepellirli. Sotto i primi imperatori troviamo ancora un

Publio Silla, genero di Claudio, esule a Marsiglia, ucciso da Nerone;

Publio Cornelio Scipione, marito della prima Poppea; molti Lentuli

consoli; un Gneo Dolabella, scannato per ordine di Vitellio; Gneo

Cinna, graziato da Augusto; un Maluginese flamine diale. Altri erano

plebei.

9. _Gens Curtia_, oriunda del paese dei Sabini.

10. _Gens Fossia_. Uno de’ suoi soprannomi era _Flaccinator_, quasi

infiacchitore.

11. GENS FURIA o _Fusia_ da Medullia ne’ Latini venne a Roma sotto

Romolo. Due rami s’illustrarono, il _Medullinus_ e il _Camillus_: dopo

il 429 non appajono nella storia fino al 780, quando un Furio Camillo

proconsole d’Africa è nominato da Tacito. Un altro ramo dei Furj

chiamavasi _Pacilus_. Ebbero sette dittatori, venti consoli, ventitre

tribuni militari, quattro censori, sette trionfanti.

12. GENS GENUCIA. È notevole il ramo _Augurinus_.

13. GENS HERMINIA. Un suo ramo diceasi _Esquilina_.

14. GENS HORATIA. Uno fu console l’anno della cacciata de’ re, e

chiamossi _Pulvillus_ dal nome dei letti che faceansi a onore degli

Dei. Ne uscirono Orazio Coclite e i tre vincitori de’ Curiazj.

15. GENS HORTENSIA. Il celebre oratore Quinto Ortensio era del ramo

_Ortalus_.

16. GENS HOSTILIA. Diversi portano il soprannome di _Mancinus_, altri

di _Cato_.

17. GENS LÆTORIA, forse tutt’uno colla _Plætoria_ plebea.

18. GENS LARTIA. _Lars_ indicava i capi degli Etruschi.

19. _Gens Lucretia_. I più famosi sono il _Tricipitinus_ e il

_Vespillo_, detto da Claudio Lucrezio edile, che fece gettar nel Tevere

il cadavere di Tiberio Gracco; e _vespillo_ vuol dire becchino.

20. GENS MÆLIA. Suo soprannome fu _Capitolinus_.

21. GENS MANLIA: principali rami, _Vulso, Capitolinus_ e _Torquatus_.

Un Vulso fu console nel 280; poi prese nome dal Manlio salvatore

del Campidoglio. Un nipote di questo fu nominato _Imperiosus_ per

l’arroganza onde comandò a’ cittadini di prendere le armi. Suo figlio

maggiore lo conservò; il minore prese quello di _Torquatus_ da un

monile (_torques_) ch’e’ tolse a un Gallo vinto in duello, e che i suoi

portarono per distintivo finchè Caligola il vietò.

22. GENS MENENIA. Costumava i soprannomi d’_Agrippa_ e di _Lanatus_.

23. GENS MINUCIA. Il ramo che arrivò ai primi onori, massime nel III

secolo, chiamavasi _Augurinus_, da qualche augure: un altro diceasi

_Rufus_.

24. GENS NUMICIA, col soprannome di _Priscus_.

25. GENS OCTAVIA. Della famiglia patrizia trovansi i rami _Rufus_ e

_Balbus_.

26. GENS PAPIRIA. I suoi rami patrizj _Mugillanus, Cursor, Crassus,

Masso_ scompaiono dopo il secolo VI.

27. GENS PINARIA. I Pinarj e i Potizj volevansi far discendere da

due Arcadi, venuti con Evandro in Italia. Godevano per eredità il

sacerdozio d’Ercole, il quale dicevano gli avesse iniziati ai misteri

del suo culto. I due rami erano uguali, finchè una negligenza de’

Pinarj diede la prevalenza ai Potizj. Ma avendo questi consentito che

alcuni schiavi appartenenti alla repubblica adempissero certe funzioni

del loro sacerdozio, gli Dei ne presero tal collera, che in un anno

estinsero tutti e dodici i rami di quella famiglia; e Appio Claudio,

che vi avea consentito, rimase cieco.

28. GENS POSTUMIA: avea il privilegio di far sotterrare i suoi

morti in città. Il ramo principale chiamasi _Tubertus_. Una delle

sue suddivisioni, _Albus_ o _Albinus_, unì l’epiteto glorioso di

_Regillensis_ quando Albo Postumio vinse i Latini al lago Regillo.

Sussistettero i Postumj quanto la repubblica.

29. GENS QUINTILIA. Nel 301 Sesto Quintilio fu console: suo figlio

chiamossi _Varus_, perchè era sbilenco: e tal nome passò ai successivi.

30. _Gens Sempronia_. I patrizj portavano anche il nome di _Atratinus_:

ma i più celebri furono plebei.

31. GENS SESTIA, soprannominati _Capitolini_.

32. GENS SICINIA, soprannominati _Tusci_ e _Sabini_.

33. GENS SULPITIA, generata da Giove e Pasifae. Il ramo anziano

nomavasi _Camerinus_ da Cameria, già noto ai primi tempi della

repubblica, e ancora sotto Nerone; il ramo _Galba_ s’estinse

coll’imperatore di questo nome.

34. GENS TARQUILIA, col soprannome di _Flaccus_.

35. GENS TITINIA.

36. GENS VETURIA, spesso ricorre nei fasti consolari del _iii_ secolo;

un suo ramo chiamavasi _Geminus Cicurinus_, uno _Crassus Cicurinus_,

uno _Calvinus_, una _Philo_.

37. GENS VIRGINIA, illustre nel III e IV secolo, portava il soprannome

di _Tricostus_, cui alcuni aggiunsero _Cœlimontanus_, altri _Rutilius_.

38. GENS VOLUMNIA. Vi si nota il soprannome d’_Amintinus_ e di _Gallus_.

Ora enumeriamo le case plebee, salite ad onori, massime in tempo della

repubblica:

1. _Gens Acilia_. Durante la repubblica questo casato ricorre quattro

volte fra’ consoli, e dodici ne’ tre primi secoli di Cristo. Altri rami

v’erano, come i _Balbi_.

2. GENS ÆLIA, per antichità è lodata da Orazio, (_Od._ III. 1). I rami

dei _Pœtus_ e dei _Tubero_ ricorrono spesso dopo il 317. Avvi pure i

_Ligur_, i _Gallus_, i _Lamia_, de’ quali ultimi era Sejano. A un Lamia

l’imperatore Domiziano tolse la moglie e la vita.

3. GENS AFRANIA.

4. GENS ALBIA.

5. GENS ALFINIA.

6. GENS ANICIA.

7. GENS ANNIA, coi rami _Luscus, Bassus, Rufus, Capra_.

8. GENS ANTISTIA, ebbe parecchi tribuni del popolo; al consolato giunse

solo il 748; un ramo erano i _Labeo_ o _Veteres_, di cui fu Antistio

insigne giureconsulto.

9. GENS ANTONIA, fu tra le plebee consolari sotto la repubblica. La

rovina del famoso Marc’Antonio triumviro involse pure i suoi figliuoli;

ma delle figlie una fu ava di Nerone, l’altra bisava: e i Gordiani,

imperanti nel III secolo, pretendevano discender pure da Antonio.

10. GENS APULEJA. Due rami, _Pansa_ e _Saturninus_.

11. GENS ARRUNTIA. Lucio Arrunzio, console il 759, è lodato per

innocenza di vita e ben adoprata eloquenza: accusato, dovette svenarsi.

12. GENS ASINIA, affatto nuova. Asinio Urio fu generale degli Alleati

contro Roma. Suo nipote è il celebre Asinio Pollione, console nel 714.

Asinio Gallo, figlio di questo, sposa Vipsania repudiata da Tiberio, ed

è obbligato a morir di fame.

13. GENS ATIA. N’usciva la madre d’Augusto, onde Virgilio la fa venire

da un compagno d’Enea (V, 368): non salì oltre la pretura.

14. GENS ATILIA, da cui Marco Atilio Regolo.

45. GENS AUFIDIA.

16. GENS AULIA.

17. GENS AURELIA, detta _Ausalia_, che in sabino significa sole, perchè

a Cajo Aurelio Cotta, quando si stanziò a Roma, fu dato un posto dove

far al Sole i sacrifizj costumati nella sua famiglia. Suo nipote

fu console nel 502: i discendenti si divisero in tre rami, _Cotta,

Orestes, Scaurus_. Aurelj eran pure i Simmachi, illustri nel IV e V

secolo dopo Cristo; ma non sappiamo se di questo casato.

18. GENS AUTRONIA.

19. GENS BÆBIA.

20. GENS CÆCILIA plebea, benchè pretendesse venire da un compagno

d’Enea. Il ramo _Metellus_ dopo il 470 diede molti grandi, fra cui il

Macedonico, il Dalmatico, il Numidico, il Cretico, oltre il Celere e il

Pio. In ducencinquant’anni, diciannove di questa casa ottennero quattro

volte il pontificato massimo, due la dittatura, dodici il comando

della cavalleria, venti il consolato, sette la censura; i _Creticus_

trionfarono nove volte, Pomponio Attico v’entrò per adozione. Tutte le

donne chiamavansi _Caja_, in memoria di Caja Cecilia Tanaquilla.

21. GENS CÆDICIA.

22. GENS CALPURNIA plebea, ma voleva attaccarsi a Calpo preteso figlio

di Numa, e ostentava orgoglio aristocratico. Arrivò al consolato nel

574, e d’allora portava il nome di _Piso_, cui un ramo aggiungeva

_Cæsonius_. Lucio Calpurnio Pisone, console nel 621, fu cognominato

_Frugi_ per la sua morigeratezza; il qual titolo passò a’ suoi

discendenti, poi a tutti i rami dei Pisoni. Lucio Pisone, uom d’antichi

costumi, sarebbe stato ucciso dall’imperatore Tiberio se non moriva a

tempo. Un altro, console nell’810, fu ucciso in Africa per ordine di

Vespasiano. Cajo Pisone cospirò contro Nerone.

23. GENS CANIDIA.

24. GENS CANINIA. Entrante l’VIII secolo, trovansi i due rami _Gallus_

e _Rebilus_.

25. GENS CARVILIA.

26. GENS CASSIA, il cui ramo principale chiamavasi _Longinus_. Il più

famoso è l’uccisore di Cesare: Cassio Longino, console nel 783, sposò

Drosilla figlia di Germanico: Lucio Cassio, insigne giureconsulto e di

gravità antica, conservava l’effigie del suo antenato col titolo _Duci

Partium_: Cassio Cherea assassinò Caligola: Cassio Ovidio si rivoltò

contro Marc’Aurelio.

27. GENS CLAUDIA. Il ramo più celebre plebeo dei Marcelli produsse

insigni uomini, e si estinse in Marcello nipote e genero d’Augusto.

28. GENS CÆLIA. Molti Celj hanno il soprannome di _Rufus_ o di CALDUS.

29. GENS CORNELIA. Parecchi rami plebei; il più noto è quello dei

_Cinna_. Era di questa casa il poeta Gallo primo prefetto dell’Egitto,

poi Tacito e Nepote storici, Celso medico; altri Cornelj erano i

Dolabella, i Balbo, i Merula, i Mammula, i Blesio.

30. GENS CORNIFICIA.

31. GENS CORUNCANIA. Un d’essi fu il primo pontefice plebeo.

32. GENS CURIA.

33. GENS DECIA. Il ramo detto _Mus_ giunse al consolato nel 414. Famosi

quei che si sacrificarono superstiziosamente per la patria.

34. GENS DOMITIA, una delle plebee più illustri, venuta all’impero

con Nerone. Due rami più conosciuti, _Calvinus_ ed _Ahenobarbus_, così

detto da uno, cui Castore e Polluce comparvero annunziando una vittoria

de’ Romani, e carezzandogli la barba, che divenne rossa di rame. Ebbero

sette consoli, un censore, un trionfante, e passavano per orgogliosi e

violenti. Gneo Domizio Enobarbo, console nel 785, sposò Agrippina di

Germanico, da cui ebbe Nerone, nel quale finirono gli Enobarbi ed i

Cesari. L’ultimo Calvino nominato nella storia fu console nel 714.

35. GENS DUILIA.

36. GENS FABRICIA.

37. GENS FANNIA.

38. GENS FLAVIA. Dal ramo _Fimbria_ uscirono uomini illustri; dal

_Sabinus_, l’imperatore Vespasiano; poi nel secolo IV ricomparve questo

nome in Valentiniano, Valente e Teodosio. Dopo il qual secolo divenne

comunissimo per adulazione, e quasi tutti i consoli lo assunsero, poi

per imitazione alcuni re barbari.

39. GENS FUSIA.

40. GENS FULVIA, molto illustre. Vi troviamo i rami _Maximus,

Centimalus, Pœtinus, Nobilior, Flaccus_. Fulvia, sposa di Marcantonio,

nasceva da un liberto.

41. GENS FUNDANIA.

42. GENS FURNIA.

43. GENS GABINIA.

44. GENS GENUCIA.

45. GENS GETTIA.

46. GENS HERENNIA, coi soprannomi di Balbus e Gallus.

47. GENS HIRTIA.

48. GENS HOSTILIA.

49. GENS JUNIA. Tutti i Giunj che troviam nella storia dopo Giunio

Bruto, sono plebei. Per due secoli non n’è parola, poi occorre un

console nel 429; indi scontriamo altri coi soprannomi di Bubulcus,

Pennus, Silanus; abbiamo pure i Norbanus, Rusticus, Otho. I più

conosciuti sono Marco e Decimo Bruto, uccisori di Cesare. Cinnia,

moglie di Cassio uccisor di Cesare, sorella di Bruto e nipote di

Catone, fu l’ultima di sua stirpe. A’ funerali di essa apparvero le

immagini di venti nobili famiglie; quelle di Bruto e Cassio spiccavano

viepiù perchè non v’erano (TACITO, _Ann._, III. 76). I Silani furono

scopo alle persecuzioni degli imperatori.

50. GENS JUVENTIA.

51. GENS LÆLIA. Famosi Cajo Lelio, amico di Scipione Africano Maggiore;

e suo nipote, amico dell’altro Africano.

52. GENS LICINIA, cioè dai capelli ritorti indietro. Il primo tribuno

militare con autorità consolare fu Licinio Calvo. Suo nipote Licinio

Calvo Stolone fu il primo console plebeo. Tre rami illustri, _Crassus,

Lucullus, Murena_. I Crassi chiamaronsi _Dives_ dopo Licinio Crasso,

nominato pontefice massimo senza passare per gl’impieghi curuli;

eccezione onorevole. Suo figlio adottò un fratello del sommo pontefice

Muzio Scevola maestro di Cicerone; il quale, col nome di Licinio

Crasso Muciano _Dives_, propagò il ramo primogenito de’ _Crassus_. Dal

secondogenito venne il Crasso triumviro. Un suo discendente adottò

il fratello di Calpurnio Pisone che aveva cospirato contro Nerone.

Il giovane Pisone recò nella casa Licinia il nome di _Frugi_, cui i

suoi figli aggiunsero quello di _Scribonianus_, in onore della loro

madre. Il ramo _Lucullus_ fu illustrato dal vincitore di Mitradate;

il _Murena_ dal trionfatore del re del Ponto. Sotto gl’imperatori,

troviamo dei Crassi provenienti per donne da Pompeo, e che perciò

avevano il soprannome di _Magni_, che Caligola proibì loro di portare.

Un Crasso Frugi fu bandito da Trajano, e ucciso da Adriano nel 117 dopo

Cristo.

53. GENS LIVIA, benchè plebea, ebbe prima d’Augusto otto consoli, due

censori, tre trionfatori, un dittatore, un maestro della cavalleria.

Il primo Livio menzionato era dei _Dexter_, uno de’ quali fu console

nel 452: un altro nel 535 e 547, fu cognominato _Salinator_ per aver

imposto la tassa del sale. Più illustre è il ramo _Drusus_, nome

derivato da Livio Emiliano che vinse Drauso capo gallo. Da lui vennero

i famosi tribuni della plebe Marco Livio Druso padre e figlio. Livia,

sorella di questo, fu madre di Catone d’Utica e di Servilia, che generò

Marco Bruto. Il fratello di lei adottò un Livio Druso Claudiano, e

s’uccise dopo caduta la repubblica a Filippi: sua figlia Livia Drusilla

generò Tiberio.

54. GENS LOLLIA. Cicerone nomina molti Lollj, ma nessuno pervenne

al consolato fin a Lollio Paolino nel 733, che fu ajo di Cajo Cesare

nipote d’Augusto. Fu sconfitto dai Germani, e arricchì sua famiglia

colle spoglie dell’Asia. Lollia Paolina sua figlia sposò Caligola, poi

volle sposare Claudio, ed Agrippina la fece perire nel 49.

Storia degli Italiani, vol. 15 (di 15) · 第 16 / 27 段