I disordini di Primarole e di Casalbara! Anche a Milano non si parlava
d'altro.
Due morti! Parecchi feriti!... Il duca Giovanni, il presidente della
_Cisalpina_, il solo gentiluomo fra tanti imbroglioni, preso a sassate,
scampato a stento dalla marmaglia furibonda!
--Ecco le colpevoli catastrofi che preparano, che affrettano la
rivoluzione sociale!...
--E chi meno ne ha colpa, paga per tutti!
--Quel povero Tolomei? La _Cisalpina_ gli ha dato il tracollo! Il
Bizzarelli, il Vergani, il Palazzoli, il Brunetti?... Tutti
galantuomini, gente di lavoro, padri di famiglia, buttati sul
lastrico!... Anche il conte Bobboli, tirato dentro pei capelli,
intimidito, ricattato, come forse il Duranti! Anche il Beretta, persino
donna Alessandrina, la madre di Pio Calca!... Tutti senza un soldo!
--È un _crac_ terribile, che rovina mezza Milano.
Ma poi la gente seria cominciava a infastidirsi:--Peggio per loro! Per
l'ingordigia di far milioni in un anno, per l'ambizione, per la smania
del ciondolo di deputato, non dovevano fidarsi di una canaglia come il
Cantasirena, di un ambizioso imbroglione come il Fontanella!
E i giudizi a mano a mano mutavano, e cominciavano le insinuazioni e le
accuse.
--Quanto al Tolomei,--sussurravano i meglio informati,--è sempre stato
uno spiantato. Vive di questo: si guadagna la vita a furia di andare in
malora!
--Tutti gli altri? Il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani? Creature del
Cantasirena e del Fontanella! Fantocci, teste di legno; tutta gente che
casca in piedi!
--Quel beì del conte Bobboli? Ne ha sempre fatte di tutti i colori....
dal bianco d'avorio al nero d'ebano!
--Chi però ci lascia la pelle sono i pesciolini minuti; quei poveracci
di campagna, adescati, ingannati, sfruttati colle azioni e cogli
appalti! Questi sono da compiangere! Questi gridano vendetta!
--Ci vuole un esempio! Un esempio di "alta moralità".
--Ma il Fontanella, il Cantasirena, si cacciano in prigione sì o no?
--Bisogna purificare l'ambiente!
--E riguardi per nessuno!... Tutto il Consiglio d'amministrazione sotto
processo!... E anche il presidente! Anche il Casalbara!... Peggio per
lui se è un imbecille; non doveva ficcarsi negli affari!
--E poi, anche il Casalbara, non si pappava venticinquemila lire di
stipendio?
--Dicono cinquantamila, senza le rappresentanze e il resto!
--Sotto processo anche il Casalbara!
--È ora di finirla coi riguardi, coi privilegi! Ci vuole un esempio!
--Bisogna purificare l'ambiente!
--Ma il governo che fa?
--Il Governo manda i suoi ministri a Primarole!
--La colpa è del prefetto!... Un camaleonte!... Un pusillanime!... E
anche il Bonforti e il Ghirlanda, i radicaloni, i socialisti che
sostengono la _Cisalpina_ per paura di perdere il collegio!... È una
vergogna, uno scandalo!
Intanto un'altra voce cominciava a diffondersi, una voce che si voleva
soffocare, ma che a mano a mano correva più insistente, più
impressionante.
Il signor Galli, il procuratore della banca Kloss era scappato in
America! No, era scappato in Grecia! Era scappato con duecentomila
lire!
Il Kloss protestava che non era vero niente, il suo procuratore era a
_Turin_.
--_In tucc ciaccer_!
Ma non credevano più nemmeno al Kloss.--Il Galli era proprio scappato:
l'ammanco era di mezzo milione!--Aveva messo in pratica il socialismo
per proprio conto, quello lì!
--Ma se pareva un galantuomo? Aveva giuocato in Borsa?... No! _Cherchez
la femme_! Una donna? Il Galli? Un uomo tutta famiglia! Un uomo serio,
posato?
--Invece aveva una relazione segreta, con una delle signore più
eleganti dell'alta società alla quale pagava conti per molte migliaia
di lire!...--Ma no, non era una signora!... Era una ballerina! Erano
scappati insieme!...
--_In tucc ciaccer_!--continuava a ripetere il Kloss. Ma un giorno, in
un _braccio morto_ della Vettabia, nelle acque limacciose, sporche,
nere, inquinate dalle vicine tintorie, fu pescato un cadavere gonfio,
sfigurato. Era il procuratore della Banca Kloss; era il signor Galli.
--Altro che scappare con una ballerina! Si è buttato nel _Naviglio_, si
è annegato!
--Ma la ragione del suicidio?
--La _Cisalpina_!
--Era stato tirato dentro nella _Cisalpina_! Aveva conosciuto Matteo
Cantasirena dal duca di Casalbara! Si era lasciato suggestionare!
E quel suicidio del Galli, riverberava una luce ancor più sinistra
sulla _Cisalpina_, sui misteri della _Cisalpina_, sulle influenze
losche, tenebrose di quella vasta associazione di malfattori che si
chiamava la _Cisalpina_, e tutti protestavano che volevano la luce, la
luce, che bisognava rischiarare, purificare l'ambiente!
Anche i giornali gridavano alto, su tutti i toni:
--Si determinassero nettamente le responsabilità!
--Si facesse un'inchiesta severa, esauriente!
Ognuno però voleva che si cominciasse in casa del vicino....
Matteo Cantasirena, il Fontanella, tutto il Consiglio
d'amministrazione, non dovevano essere i capri espiatori di nessun
interesse privato, di nessuna camorra.
--Il pubblico ha diritto di sapere di che genere furono le
compromissioni del Bonforti e del Ghirlanda!--gridavano gli
uni.--L'inchiesta non deve arrestarsi alla soglia dei palazzi
prefettizi!--gridavano altri.
E altri ancora:
--E neppure deve arrestarsi dinanzi alla sagrestia e alla Curia! Fuori
tutti i pasticci della fabbricceria di Castellanzo col Fontanella! Alla
gogna anche i preti e i monsignori della _Cisalpina_!
Il fermento era straordinario: la moralità politica, la moralità
sociale volevano un esempio, imponevano la luce: la luce piena, intera,
senza privilegi, senza immunità, la luce su tutto, la luce su tutti!
E un raggio appunto di questa luce tanto desiderata, di questa luce
tanto invocata avrebbe potuto diffondersi.... per mezzo del Kloss, del
commendator Francesco Kloss, il quale, rovistando nella scrivania del
suo procuratore, aveva trovato il famoso dispaccio spedito al Galli
dalla duchessa:
"Arrivo stasera Milano. Venga subito.
"ELEONORA CASALBARA"
E mentre faceva questa scoperta, il Kloss veniva pure informato dalla
Banca Insubria dei due _chéques_ per centocinquemila lire, intestati a
Matteo Cantasirena, e firmati dal Galli.
--_La pionta pericolosa_!... Il trabocchetto!--esclamò il Kloss.
Infatti fra la data degli _chéques_, e la data del dispaccio, la
distanza era appena di ventiquattr'ore.... Ed erano quei giorni appunto
in cui il signor Galli doveva recarsi a Torino, i giorni della sua
scomparsa, del suicidio!
--_La pionta_!... Il trabocchetto!
Il Kloss abile e scaltro, che conosceva la abilità e la scaltrezza
della duchessa, aveva intuito facilmente il dramma accaduto fra lei e
il suo procuratore: _lacrime, setuzion...._ e poi, passata la cotta, il
rimorso, il suicidio!... _Robb de Statera_!... ma anche _de procurator
del re!_
E, facendo subito la sua brava denuncia, forse sarebbe riuscito a
salvare ancora, tutte o in parte, le sue centocinquemila lire.
_--Adacio!... Adacio!_
Il Kloss voleva pensarci e riflettere seriamente prima di muovere un
passo.
--Un _process_?... Un processo di quel genere, a Matteo Cantasirena,
alla duchessa di Casalbara?... Al Casalbara?... Un processo da mettere
sossopra tutto il mondo? E poi, come sarebbe andato a finire? Se
venivano in ballo.... i suoi primi affari.... a Praga?...
Un _process_, è sempre una disgrazia anche per chi lo fa.
--_Mi avessi per massima ceneral_--diceva il Kloss--_in casa, pussée
mei i later, della ciustizia!_
Ma anche il perderci centocinquemila lire non era nelle sue massime,
nelle sue idee, nemmeno nelle sue forze! Bisognava trovare il modo di
impattarsi.... ma _cito cito_, queto queto, senza far _bortel_!
Intimare a Matteo Cantasirena di restituire la somma?... Era un
pretendere l'inverosimile. Imporne la restituzione alla duchessa?... Al
_vecc_? Erano tutti spiantati.
Invece, questo era da fare: La _Cisalpina_ dichiarata in
liquidazione.... ed essere nominato lui, il liquidatore con pieni
poteri. C'era da riguadagnarle più volte le centocinquemila lire: prima
nella liquidazione stessa: poi nell'impresa dei tram elettrici.... Aver
nelle mani il segretario generale, voleva dire aver nelle mani anche il
Fontanella e gli altri....
--Ecco l'affare!... ed ecco _l'ultimatum! Liquitazione_ della
_Cisalpina: liquitatore mi_, coi pieni _poter_!
E per mia parte, cito, silenzio! E non si parla più _de process_!
I processi fanno paura a tutti e ai _galantom_--concludeva il Kloss
alludendo a sè stesso--_pussée anca mò!_
E per intendersi?
Doveva scrivere a Cantasirena di venire nel suo studio?... Mandare a
chiamare quel Mariano Perego?... Fissare un appuntamento?...
Tutto ciò gli seccava.... In quei giorni avrebbe dato nell'occhio; e
poi.... tirarsi fra i piedi i _giornalista_.... Niente!
Gli balenò un'idea: un fiotto di sangue gli montò alla testa, gli fece
luccicare gli occhietti e arrossir la pelle sotto i baffi tinti e duri.
Saltò di colpo dal canapè sul quale si era buttato.
_--Cuella matama! La matama! Lei stessa!_
Adesso non era più il caso di scappare, di fare il _casto Ciuseppe_:
adesso la _catta l'aveva in te le man_, colle unghie ben tagliate! Più
nessun pericolo per i tanee!
--Con quel famoso dispaccio, _semm nun che comanta_!
Andò dalla duchessa subito, sul momento.
--_La c'è_?--domandò al portiere senza tante cerimonie.
Il portiere gli rispose di sì, che la signora duchessa era in casa, ma
che, stante la malattia del signor duca, assolutamente non riceveva
nessuno.
--Va _supito_ ad _afertirla_ che _sont chi mi_!
Il portiere chiamò la Vittorina per far annunziare alla signora
duchessa, che c'era il commendator Kloss, il quale aveva premura di
parlarle.
Nora era in camera di suo marito. Essa non lo abbandonava più, non lo
lasciava mai, nè giorno, nè notte: nessuno doveva entrare in quella
camera, tranne il dottor Foresti.
Il Casalbara aveva riacquistata l'intelligenza, ma non la parola, non
la forza; però il dottor Foresti aveva detto alla duchessa che avrebbe
potuto riaversi da un momento all'altro.... Ed era quindi Nora stessa,
lei sola, che gli voleva fare da infermiera, adattando le sue manine
pallide, profumate ai servizi più umili, sempre attenta, premurosa,
affettuosa, sempre carezzevole, colla sua voce limpida e fresca.
Ma il Casalbara, nel letto, seduto, curvo, appoggiato a un monte di
cuscini, non pareva commuoversi a tanta devozione, a tante
amorevolezze. Egli fissava sulla moglie i grandi occhi sbarrati,
iniettati di sangue, con una espressione strana, intensa di collera, di
odio. Le vene turgide, pulsanti delle tempie, il viso rosso, gonfio, le
labbra violacee, tremanti, il respiro affannoso, corto, esprimevano lo
sforzo di una parola che egli voleva dire, ma che non gli riusciva
dire, che rimaneva soffocata, strozzata in un rantolo....
Quando la Vittorina, alla quale era stato proibito come agli altri, di
entrare nella camera del signor duca, chiamò fuori la duchessa per
dirle della visita del commendator Kloss, Nora trasalì vivamente.
Il Kloss veniva a parlarle del signor Galli!... Era quello che essa
presagiva, che paventava fin dal primo giorno del suicidio. Pure riuscì
a vincersi. Ordinò alla Vittorina di far entrare il commendator Kloss
nel salotto. Poi si avvicinò, si curvò per dire al marito:
--Vengo subito....--e uscì chiudendo bene l'uscio della camera,
chiudendo bene anche gli usci delle altre stanze che mettevano nel
salotto.
L'occhio del Casalbara seguì la moglie fisso, sbarrato.... le vene
delle tempie gli pulsavano più turgide, violette, e la parola
inarticolata, strozzata, il rantolo era più affannoso, più forte.
Nora si presentò al Kloss diritta, sicura, ringraziandolo con un mesto
sorriso, mentre si asciugava gli occhi, mentre si accomodava la massa
dei capelli che le cadevano da tutte le parti.
Finse di credere che il Kloss fosse lì per informarsi di suo marito e
gli stese la mano, con un'aria intima, in cui la cordialità,
l'effusione e il dolore, conservavano tutta l'alterezza, tutta la
dignità signorile.
--Grazie, di essere venuto. Giovanni la vedrà certo volentieri. Vuol
passare?--E accennò verso la camera del marito.
--Niente! Niente!--rispose il Kloss colla voce sgangherata e facendo un
saltetto nell'inchinarsi.--_Mi venissi_ forse importuno dalla signora
duchessa, per un semplice schiarimento.
Vedendola, dopo tanto tempo, vedendola ancora più bella, più fresca,
più rosea e così bionda nel disordine della toelette, nel morbido
languore delle lacrime, gli occhietti del Kloss scintillarono umidi,
torvi. Ma si scosse con un altro inchino, un altro saltetto, e si
sforzò per contenersi.... e per parlare bene l'italiano, volendo dare
maggiore gravità, maggior imponenza al discorso.
--Lei sa, _vera_, del Galli?... Del suicidio?
Nora si era preparata a quella parola, pure non potè vincere un
tremito, e fece un atto colla faccia impallidita per dir di no: ma le
mancò il fiato, non potè parlare.
--Sicuro: _cherchez la femme!... diseven intorno_.--E il Kloss fissò
Nora, torcendosi, mordendosi i baffi duri finchè la costrinse a
impallidire nuovamente, a chinare il capo, a tremare.
--_Diseven_, che aveva preso il volo con una ballerina. Invece niente
del tutto: si tratta d'un suicidio avvenuto.... _per compinazion_ il
giorno dopo il suo arrivo a Milano. Le fa impressione, _vera_?
--Infatti....--bisbigliò Nora, la quale perdeva la forza, il coraggio,
e vacillando si lasciava cadere sul canapè.
--_Anche a mi! Restassi_ di colpo.... _spalortito_!--e il Kloss, senza
far complimenti, sedette pure sul canapè, vicino a Nora, sdraiandosi,
dimenando le gambette arcuate; poi tornò più grave, per dar più forza,
più importanza al discorso, per spaventar la duchessa ancora di
più.--Io avessi _supito_ pensato a lei!
--A me?.... A me?... Perchè a me?...--balbettò Nora, sforzandosi, ma
diventando sempre più pallida, più tremante.
--Per poter _afere_.... qualche _dilucitazion_. Lei _savarà_ che io....
cercando _fra i cart_, fra le carte del Galli, ho trovato questo
dispaccio.... _soo de lee_...., della signora duchessa.
E il Kloss, che non portava guanti, ficcò le dita pelose nel taschino
del panciotto e ne tirò fuori il dispaccio di Nora, che spiegò e lesse
lentamente:
"Arrivo stasera Milano. Venga subito.
"ELEONORA CASALBARA."
Il Kloss la guardò, la fissò, poi d'un tratto diventò risoluto,
violento, villano:
--Lei sa tutto del _suicidi_!
--Ma io non so niente! Non so niente! Le giuro che non so niente!... Io
gli ho telegrafato perchè gli volevo parlare dei miei soliti affari....
--Nossignora--e il Kloss alzò la voce--lei voleva dei _tanee_!
--Ma io non so niente!... Io non capisco niente!... Io volevo parlare
al signor Galli, è vero.... gli ho parlato.... degli affari di.... di
Giovanni.--E smarrita, tramortita, colla voce rotta, congiunse le mani
supplichevole; pareva volesse inginocchiarsi dinanzi al Kloss.
--No, signora!... Lei _foleva_ centocinquemila _lir_!
L'ardire, l'audacia, la sfrontatezza solite in Nora, questa volta, a
questo colpo, le mancarono d'un tratto: si sentì serrare il cuore, la
gola, si sentì agghiacciata dallo spavento, sussultò con un singhiozzo,
uno schianto convulso.... e abbassò il capo. I capelli le si snodarono;
una treccia grossa le scese sulle spalle.
Il Kloss ebbe un lampo negli occhi, un impeto, ma si contenne.
Gli affari innanzi tutto.
--Io _desiderassi_.... io _volessi_ assolutamente che lei facesse uno
sforzo per _ricortarsi_ bene _de tut coss_.... di tutto quanto.... Il
suo dispaccio coincide con un'altra circostanza.... molto
aggravante.... con due _chéques_ del complessivo importo, appunto, di
centocinquemila lire, firmati dal Galli, come mio procuratore, a favore
del signor Matteo Cantasirena. E io, mi _quartassi pen_, non devo
nientissimo a _quel scior_!... Come spiega lei la coincidenza del suo
dispaccio coi due _chéques_? E suo _patre_, suo zio, quel _scior_, o
chi per esso, all'_Insubria_ hanno riscosse le mie centocinquemila
lire....
Il Kloss balzò in piedi di colpo.
--Basta colle lacrime! Basta _tremar_--esclamò afferrandole un braccio,
scotendola.--_Se rispond_! Si risponde!
--No! No! No!--esclamò Nora spaventata, arretrandosi, protendendo le
braccia.--No! No! No!
Si vedeva arrestata; trascinata dinanzi al cadavere del signor
Galli.... vedeva la grossa testa gonfia, livida....
--Perdono! Pietà! Compassione!...--E singhiozzando, tremando, non ebbe
più coraggio di mentire, non ebbe più coraggio di negare; continuava a
implorare pietà, a implorare perdono.
Il Kloss, la guardava sempre con un barbaglio umido negli occhi torvi;
poi, incollerito, battè un piede per terra perchè l'altra smettesse di
piangere, lo ascoltasse; e da padrone, duramente, aspramente, impose le
sue condizioni, che furono ascoltate con terrore, con spavento.... che
furono tutte accettate, sommessamente, umilmente, con dei "sì" appena
intelligibili, bisbigliati con voce fievole, tra i brividi, i tremiti,
i singhiozzi soffocati.
Gli affari, innanzi tutto: La _liquitazion_ immediata della
_Cisalpina_: lui, Francesco Kloss, nominato _liquitator_, con pieni
poteri. Nora stessa doveva parlarne con suo _patre_, con suo zio, con
quel _scior_--avvertirlo di tutto, perchè il Kloss voleva averlo il
meno possibile tra i piedi.
E brevemente, sopra un foglietto di carta, scrisse ciò che lei stessa
doveva far sapere immediatamente a Cantasirena. Sarebbe tornato la sera
per la risposta.
--Ecco: _patta pacatt_, pari e patta, e cito. _Mi perdessi_, io ci
perdo centocinquemila lire, ma _cuel scior_ Cantasirena--concluse il
Kloss, diventando galante--se non va in _calera_, deve _rincraziarla_
lei!
E con un saltetto, si buttò sul canapè, tirandosi vicino a Nora,
sdraiandosi.
Nora si ritrasse ancora spaventata.... Ma poi, subito, fu lei che si
avvicinò, lo guardò come ringraziandolo.... lo guardò con un sorriso
che appariva ancora timido, spaurito fra le lacrime.... Tornò a
guardarlo tremando, chinando gli occhi, chinando il capo....
arrossendo.
Il Kloss dimenando le gambette, si sdraiò di più, più vicino. Poi, con
una sghignazzata, e per farle capir subito che con lui bisognava metter
da parte le arie di duchessa e le smorfie ingenue, le domandò:
--E _cussì_?... Abbiamo notizie della Schönfeld?... _Del noster bel_
contessone?
....Il Casalbara, seduto sul letto, curvo, appoggiato a un monte di
cuscini, teneva gli occhi sempre fissi, sbarrati sull'uscio dal quale
era uscita sua moglie.... gli occhi iniettati di sangue, pieni di odio.