In quell'attimo ad uno degli sbocchi del piazzale ecco Taddeo: Taddeo,
ritto in piedi sopra un'alta carrettella, immobile, attonito, dinanzi a
quel tumulto. Aveva passata la notte di guardia alle polveri.... Vede i
carabinieri, le rivoltelle puntate:
--Siete tutti ubriachi!--grida.--Siete tutti pazzi!... Volete farvi
ammazzare!
--_Il Garibaldi! Il gamba di legno!_--gridano gli operai, indicandosi
l'un l'altro il sorvegliante.
--Viene da Castellanzo!
--È stato _il Garibaldi, il gamba di legno_ a chiamare il delegato, la
forza!
Una parola sola, una parola sinistra serpeggia, corre, divampa fra
quella moltitudine assetata di sangue, esaltata, esasperata contro i
padroni, contro i ladri.
--La spia! La spia! La spia! Vendichiamo il _Francia!_
È un istante, la furia di un istante: la folla si precipita, Taddeo è
afferrato da cento mani, rovesciato, atterrato: la gamba di legno
rimane ritta, alta fra il turbinio, il rimescolamento, precipitoso
delle teste, delle braccia, dei corpi.... poi scompare.
--Che succede laggiù?--domanda una delle guardie.
--Si picchiano tra di loro.
--Si ammazzassero tutti!--esclama il delegato.
Su nella gran sala del Consiglio, Matteo Cantasirena trionfava. Egli
solo non aveva paura, perchè si sentiva innocente: erano il Tolomei; il
Duranti, erano il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani, erano coloro che
volevano imporre la ingiusta, la iniqua, la sciagurata sospensione dei
lavori, i soli, i veri responsabili di quegli eccessi, di quei
disordini.
Erano essi, gli affamatori, i mancatori di parola, i traditori del
popolo!
--Sopra di voi, soltanto sopra di voi ricada la responsabilità di
questa triste giornata!
Nessuno gli rispondeva: tutti uniti in fondo della sala, tremavano di
veder la folla da un momento all'altro invader le scale, sfondare le
porte, precipitare su di loro.
--Bisogna cedere,--bisbigliò il Fontanella pallido, livido, più degli
altri.
--Cedere, per Dio!--ripetè Gesualdo Arcangeli, cogli occhi spiritati,
ma senza voce.
Matteo Cantasirena trionfava, si eccitava nel suo stesso trionfo. Oh,
lui non aveva paura del popolo, era sempre stato col popolo, aveva
sempre combattuto per i diritti del popolo!
Salì al banco della presidenza, maestoso, solenne.
--Signori! Io non mi nascondo, io non diserto nel momento del pericolo.
Dimentico le offese, le ingratitudini: vecchio soldato, rimango al mio
posto!
Giù nella piazza, si udì un nuovo colpo di rivoltella, nuove grida di
spavento, di minaccia, di morte.
--Cosa volete fare? Cosa si dove fare?--domandò a Cantasirena il
Tolomei stravolto.
--Parli, parli lei a quella marmaglia, presto!... Cerchi di
calmarla!--si raccomandò il Brunetti.
--Avete decretato la sospensione dei lavori: bisogna ritornare sulla
vostra deliberazione.
E Cantasirena corse al grande finestrone di mezzo, lo spalancò e gridò
alla folla colla sua voce tonante:
--Pane e lavoro, domandate? Lo avrete. Proseguiranno i lavori:
domattina avrete il saldo delle paghe! Io stesso, Matteo Cantasirena,
ve ne sto garante. A domani! Viva l'Italia!
--La fame! La fame! Viva la fame!--rispose la moltitudine indignata.
--Ascoltatemi! Bravi operai! Ascoltate la parola di un amico.... di un
fratello! Domani riceverete il saldo della paga! Anch'io sono un
lavoratore come voi! La parola di un lavoratore è.... intemerata! Date
la vostra fede a chi vi ha dato il cuore, la vita!... Rientrate nella
calma!... Rientrate nella pace delle vostre case! Domani riceverete il
saldo, e un'anticipazione sui lavori futuri. Chi ha combattuto, soldato
del popolo, chi ha dato il sangue per la libertà, non è bugiardo col
popolo!--Viva l'Italia!
--Viva la fame!...--ripetè l'urlo selvaggio, sarcastico, furibondo
della folla. Fu una grandinata di sassi. I vetri caddero infranti, e un
troncone, un mozziccone di legno piombò nella sala.
Cantasirena chiuse in fretta le griglie.
--Sono imbestialiti,--borbottò. Ma subito il suo occhio si fermò su
quel pezzo di bastone lanciato su dalla piazza.... Dal grosso manico
rotondo pendevano brandelli di panno.... pezzi di cinghia.... Lo
raccolse.... si sentì la mano bagnata.... guardò.... era intrisa di
sangue.... Trasalì, ebbe un tremito, gittò lontano il troncone, poi
rimase immobile, sbigottito.... inorridito.... Era il mozziccone....
era la gamba di legno di Taddeo!