E Maiore chiese:
— Che cosa potremmo dargli?
Puntèrla disse:
— Morirà!...
I tre figli assentirono. Già, era giusto che dovesse morire perchè era
troppo vecchio.
Ora padron Veli urlava sempre più forte e la sua paralisi lo faceva
traballare sulla sedia.
— Vedete come trema? — disse Puntèrla. — Ha il male della spingarda?
— Della spingarda?
— Sì — fece il sapiente di semplici. — Bisognerebbe farlo sudare!...
— Non basterebbe qualche pillola?
— No. Fatelo sudare!...
E Puntèrla si ravvolge nel suo ferraiolo. Quando fu sulla porta Maiore
gli pose fra le mani due uova e disse:
— Prendete per il vostro incomodo!
Puntèrla intascò le uova senza dir parola e scomparve.
Come rimasero soli, Maiore pensò per qualche secondo, poi disse ai
fratelli:
— Aspettatemi qui! — E uscì sotto il portico.
Per circa mezz’ora Pietro e Benedetto lo udirono andare e venire senza
sapere che si facesse. Padron Veli era sempre più agitato e le sue urla
aumentavano d’intensità.
Di repente la porta che immetteva nel portico si aperse, e Maiore
apparve, vermiglio in volto.
Disse ai fratelli:
— Prendete il vecchio!
Pietro e Benedetto ubbidirono senza domandare, com’erano soliti, chè
Maiore poteva avere il comando, essendo il primo nato.
Sollevarono padron Veli fra le braccia e uscirono. Maiore andava
innanzi. In un angolo del portico era aperta la nera bocca del forno.
— Che facciamo? — domandarono i fratelli.
— Portatelo qua! — disse Maiore.