V.

Il canonico, la vedova, il figlio, le tre figlie, i tre generi, la

nuora, i quattro assessori e il segretario...: 15. In quindici, nella

camera da desinare, aspettavano il notaio.

Che venne, finalmente.

-- Siamo seri -- mormorò Agosti all'orecchio dell'assessore d'Igiene; e

col coltello in mano si pose, ritto in piedi, dietro la seggiola in cui,

a capo della tavola, siederebbe l'uomo del Diritto. Davanti, aspettava

il cofano. E gli porse -- il segretario al notaio, appena questo fu al

posto -- il suo coltello da caccia, per forzare la debole serratura. Di

qua e di là della tavola, stavano, in piedi il figlio e i generi; di

fronte, le signore e il canonico, e più indietro, in piedi, i

rappresentanti del Comune.

Momenti di aspettazione ansiosa, dissimulata da facce serie e sguardi

severi.

-- Constatato che nel cofano che si presume contenga il testamento del

fu comm. Antonio Cerédoli manca la chiave idonea ad aprirlo -- il notaio

chiese -- tutti gli aventi diritto, senza eccezione, consentono che si

sforzi la serratura?

-- Sì! sì! -- tutti risposero.

E _cric_ fece al passar della lama il concavo coperchio. Aperto subito;

senza sforzo. E...

-- Eh? cosa? -- disse il dottor Tibaldi voltandosi indietro quasi il

segretario avesse parlato. Rossi erano; congestionati, sembravano, tutti

e due. Ma Agosti non aveva parlato; aveva veduto quel che il notaio

aveva veduto.

-- Eh? cosa? -- Scappò via, Agosti, fuori della stanza, come se ci

avesse veduto un leone a bocca spalancata o una leonessa, dentro il

cofano. Per dir meglio, più semplicemente -- con scandalo dell'assemblea

-- scappò via come uno che non può più resistere.

-- Cosa? cos'è stato? Cosa c'è? -- adesso significavan nello stupore

enorme tutte le facce, mentre il notaio rialzava appena appena il

coperchio e si accertava che le carte lì dentro erano tutte della stessa

sorte.

Sì, tutte della stessa, sorte! della stessa natura!

Il povero uomo del Diritto cercò il modo e le parole per trarsi

d'imbroglio. Trovò. Parlò con voce tremula:

-- Quanto è contenuto qui dentro non è ostensibile. -- Non è ostensibile

-- ripetè --; non ammette alcun atto legale, e solo a un amico intimo

della famiglia spetta consigliar il da farne.

Così dicendo il dottor Tibaldi venne col cofano dal canonico, lo depose

sull'ampio seno di lui; e susurrate che ebbe due paroline all'orecchio

del sant'uomo, scappò via lui pure quale uno che non ne può più.

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