Dal municipio tornarono con un fascio di carte inutili: fatica
particolare, a portarlo, del segretario Agosti, il quale si tenne punito
così della sua ilarità intempestiva, e rideva ripensandoci. Ma dalla
cattedrale gli altri messi recarono di meglio.
Quel sant'uomo del canonico Bonerba arrivò rosso e sbuffante (non è
legge che tutti i santi debbano avere il ventre smilzo) e chiese di
parlare da solo a sola con la vedova. Allora gli estranei alla famiglia
si mossero a salutare, per assentarsi.
-- No no -- esclamò il canonico --: la loro presenza, quali
rappresentanti del Comune, è forse più che conveniente, necessaria tra
poco.
E quindi tutti, fuorchè i due -- il sacerdote e la signora -- passarono
nella camera da desinare. Ivi erano in perfetto lutto le figlie e la
nuora del defunto.
-- Desideravo d'essere chiamato per uscire di perplessità -- continuò il
sacerdote. -- Non che io sappia se il mio povero amico abbia o no
testato, ma so quali erano le sue intenzioni testamentarie e rispetto
alla chiesa e rispetto alla beneficenza, alle opere pie.
-- Ah -- sospirò la vedova -- se l'ha fatto, il testamento, dove l'avrà
dunque depositato?
-- Ecco...; appunto... Il mio povero amico aveva una preoccupazione
sola: non turbare l'armonia della sua famiglia veramente esemplare. Si
sa...; i beni di questo mondo generano dissidi, alle volte, fin tra le
persone più affezionate. E Ceredoli era così delicato, così sensibile,
che aveva quasi il pudore della sua saggezza, della sua giustizia, della
sua prudenza. Mi spiego?
-- Ah! -- sospirò la vedova asciugandosi gli occhi.
-- Voglio dire che se fece testamento forse lo nascose perchè il figlio
e le figlie non sapessero che l'aveva fatto e non ne pensassero male
(pur troppo la fragilità umana...). E il Signore nel chiamarlo a sè non
gli lasciò tempo di avvisare lei o me o altri del luogo ove aveva
riposto il documento.
«Riposto»? Potere di una parola! La vedova a udirla ebbe un lampo di
chiaroveggenza in un istantaneo risveglio della memoria. Ricordò la
cassapanca secentesca ai piedi del letto nuziale e la cassettina che
v'era dentro, antica anch'essa, in forma di bauletto o di cofano.
Balzò in piedi esclamando:
-- È nel cofano dentro la cassapanca del seicento!
Il sacerdote la trattenne con dolcezza nell'atto e nella voce.
-- Aspetti, signora. O il testamento si trova dove lei dice, o non vi si
trova. Se non si trova neppur lì io mi credo in obbligo di dichiarare
oggi stesso, con le cautele consigliate, anzi imposte dalla legge, quali
erano le intenzioni del mio amico. Per questo ho pregato i membri della
Giunta di rimanere. E se il testamento si trova, non le par bene che sia
aperto da mano di notaio? Non le par conveniente mandare prima di tutto
per il dottor Tibaldi?
La signora annuì. Un servo fu mandato per il dottor Tibaldi. Quindi
essa, la vedova, portò nella camera da desinare e vi depose su la tavola
il cofano avito. Era chiuso. Ne mancava la piccola chiave.