III.

Sempre allegro, Agosti, il segretario del Comune, sudava a non ridere

nelle gravi circostanze perchè ne rilevava, a sè stesso e agli altri, i

contrasti comici. Così ammoniva: -- Siamo seri -- appunto quando più

presentiva il pericolo di scoppiare in una risata aperta o in singhiozzi

di riso irrefrenabile. -- Siamo seri -- susurrò all'orecchio dell'amico

assessore dell'Igiene entrando nel salotto di casa Ceredoli. L'intera

Giunta ci era venuta per la visita di condoglianza alla vedova e per

informarsi intorno al testamento.

Ed ecco aprirsi l'uscio e presentarsi la vedova accompagnata dalla luce

della gran vetrata di contro. Agosti, che teneva gli occhi bassi (--

siamo seri! --), ebbe da quella luce una rivelazione, uno spettacolo

strano e inatteso. La signora aveva indossato in fretta la veste nera

senza pensare che la tenuità del tessuto la rendeva trasparente. E

mostrava come velate impudicamente le gambe. E che gambe! due colonne

calzate d'un colore dubbio e basate su due piedini in scarpine lucide.

Bastò. Sentendo che gli sarebbe vano ogni ritegno il segretario si

volse, e col fazzoletto al viso andò a scoppiare presso l'altra

finestra. I suoi singhiozzi ruppero il silenzio di quegli istanti, e

l'assessore anziano, mentre egli e i colleghi s'inchinavano, ne

approfittò a proferir belle parole d'occasione.

-- La commozione così sincera del nostro segretario le dimostra,

signora, quanto il suo signor marito era amato dai dipendenti e come

grande debba essere il cordoglio dei suoi colleghi del Consiglio

comunale che noi, qui, abbiamo l'onore di rappresentare.

-- Grazie..., s'accomodino... -- balbettava la vedova col fazzoletto in

mano.

E tutti sedettero, tranne Agosti che le commoventi parole dell'assessore

anziano indussero a singhiozzare più forte.

-- La Giunta anzi -- seguitò il capo della Giunta -- ha in animo di

proporre al Consiglio che le virtù dell'illustre estinto e il compianto

della cittadinanza siano ricordati in un monumento, in un busto...: se

pure le disposizioni testamentarie di un uomo tanto modesto non vi si

oppongano e non dimostrino preferenza per le opere di pietà. Nel qual

caso...

-- Ma il testamento non si è ancora trovato -- interruppe la vedova

asciugandosi gli occhi. -- Non sappiamo se l'abbia fatto...

Meraviglia in silenzio. Possibile? E l'uscio dell'altra camera si

riaperse e ad uno ad uno, con successivi inchini, entrarono il figlio

del defunto e i tre generi. Il segretario che si era quietato, cercò di

far largo scostando sedie e poltrone. E si mordeva ferocemente la

lingua.

Strette di mano, in silenzio.

-- Possibile? -- disse l'assessore anziano rivolto alla vedova.

Essa riferì ai venuti l'argomento del discorso.

-- Impossibile che non l'abbia fatto! -- rispose il figlio. -- Un uomo

come mio padre...

-- La previdenza, la prudenza in persona...

-- Ma -- obiettò il più lungo dei generi -- se avesse avuta l'intenzione

di testare il povero commendatore non ne avrebbe avvertita la sua

signora, per cui non aveva segreti?

-- Ah! questo è vero! -- la signora disse asciugandosi gli occhi.

-- Ma -- obiettò il più piccolo dei generi col tenue sorriso di chi si

lascia scappare una castroneria --: a far testamento ci si tira, dicono,

la morte addosso.

Oh! Protestarono. -- Il povero commendatore non aveva di questi

pregiudizi!

-- Ma -- obiettò il genero di mezzo per accomodar la topica dell'altro

--: il povero commendatore forse dubitò di spiacere alla signora. --

Già: come a dire che la superstiziosa era lei! Altre proteste. Il

segretario sgattaiolò a prender aria.

-- Mi viene il dubbio -- intervenne a questo punto l'assessore anziano

-- che se non è presso il notaio Tibaldi, il testamento sia nel

gabinetto del sindaco.

-- Questo sì! -- Ipotesi verosimile.

E subito si deliberò di mandare una commissione in municipio.

-- Segretario! segretario!

Agosti rientrò con faccia dolente. Egli e il figlio Ceredoli, un genero

e due degli assessori se ne andarono alla ricerca in municipio.

Tra i rimasti c'era l'assessore dell'Igiene, che sino allora non aveva

aperto bocca. Qualche cosa bisognava pur dire! Disse avanzando una nuova

ipotesi:

-- E non hanno interrogato il canonico Bonerba? Era così amico del

povero commendatore! Forse lui ne conosce le intenzioni.

-- Perbacco! -- fecero i due generi ch'eran rimasti lì seduti.

Come mai non ci avevan pensato?

E lor due con quello dell'Igiene se ne andarono subito subito in cerca

del canonico Bonerba, alla cattedrale.

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