Arrivò estenuato al convento.
-- Son qui -- disse con voce fioca, con un sospiro, affacciandosi alla
cella del Signor morto; e guardò.
Ma San Francesco...
Ah! troppo a lungo il misero poeta scemo era rimasto fuori dalle
illusioni antiche, troppo evidentemente la realtà si era sottratta alle
sue fittizie animazioni!
Guardò; e vide sol quello che tutti vedevano, quel che vedevano i savi:
San Francesco, muto, accennava al Signor morto, solo per dire: --
Pregate, fratelli. -- Null'altro. E la Madonna era anch'essa una statua
muta. E il Signore, una statua. Null'altro! Null'altro! E tutte le cose,
tutte le creature che egli aveva creduto vivessero come egli viveva, con
i suoi pensieri, con il suo sentire, gli si presentarono, di subito,
agli occhi e alla memoria, mute, senz'anima. Era finita! Finito
l'incanto, si spegneva l'universo. Finito l'incanto, Mattucco diventava
savio, e moriva davvero.
Si trascinò alla porta; tirò la corda del campanello; si abbandonò
esanime nelle braccia di fra' Pasquale.