TRIPERUNO, LIMERNO E FÚLICA

TRIPERUNO. Or questo de gli altri piú sodisfarmi pare, maestro mio.

LIMERNO. Avrei con men durezza composto loro, se la divisione di essi

trionfi in mia balía stata fusse. Onde pregoti non t'incresca udirne un

altro, molto (per quello che me ne paia) de gli giá recitati men rozzo e

triviale, quando che la libertade di esso tutta in me solo stata sia,

dove li ventiuno trionfi, aggiungendovi appresso la Fama ed il Matto, si

contengono:

Amor, sotto 'l cui impero molte imprese

van senza Tempo sciolte da Fortuna,

vide Morte sul Carro orrenda e bruna

volger fra quanta gente al Mondo prese.

--Per qual Giustizia--disse--a te si rese

né Papa mai né, s'è, Papessa alcuna?--

Rispose:--Chi col Sol fece la Luna

tolse contra mie Forze lor difese.

--Sciocco qual sei! è quel Foco--disse Amore--

ch'or Angiol or Demonio appare, come

temprar sannosi altrui sotto mia Stella.[254]

Tu Imperatrice ai corpi sei, ma un cuore

benché sospendi, non uccidi, e un nome

sol d'alta Fama tienti un Bagattella.

[254] Venere.

Ma che miracolo è questo ch'ora veggio, Triperuno mio?

TRIPERUNO. Dove?

LIMERNO. Quel matto solenne di Fúlica veggio a noi venire.

Caos del Triperuno Opere Italiane Vol. 1 · 第 144 / 222 题