Simil pazzia non trovo sotto 'l Sole,
di chi a gioir del Tempo tempo aspetta:
Morte, su 'l Carro Imperatrice, affretta
mandar in polve nostra umana prole.
Al Sole in breve tempo le viole
col strame il villanel sul Carro assetta:
Matto chi teme la mortal saetta,[253]
ch'anco l'Imperatrici uccider vole.
Però de' sciocchi avrai sul Carro imperio
s'indugi, donna, piú mentre sei bella,
ché 'l Sol d'ogni bellezza invecchia e more.
Godi, pazza! che attendi? godi 'l fiore!
fugge del Sol il Carro, e il cimiterio
la nera Imperatrice empir s'abbella.
[253] «Ut navem et aedificium idem destruit
facillime qui struxit, sic hominem eadem optime quae
conglutinavit natura dissolvit». CIC.