P iangeti meco, voi fiere selvatiche,
V oi sassi alpestri, voi monti precipiti,
R ipe, virgulti e stipiti:
I esú da noi si parte, ché le pratiche
T rovate fra pastori tanto crebbero,
A imè! ch'al fin non ebbero
S e non forza di far le gregge erratiche.
A hi mercenaro e lupo insaziabile,[160]
N ato d'inganno e mantellata insidia!
I n cui tanta perfidia
M ai puote luogo aver? O incommutabile,
O giustissimo Dio, perché non subito
R isguardi a noi? deh! dubito
V ani sian nostri prieghi, ché stoltizia
M aggior non è s'un reo chiede giustizia.
[160] Imminet erranti furque lupusque gregi.