P arlava il vecchio lacrimando forte,
E poi le labbra cosí chiuse, ch'egli
N on mai piú volse aprirle; ma co' gli occhi
I n un parete fissi, geme e piagne
T anto che fece l'ultimo sospiro.
--V attine al ciel, alma d'ogni ben carca!--
S'udí una voce dir--vanne felice!--
C osí di que' pastori giacque il padre,
O rbato d'esta vita, ma in ciel suso
R apito a l'altra; e l'empio mercenaro
R imase de gli armenti possessore,
V olgendo e' be' costumi de gli antichi[161]
P astori audacemente in frode e furti,
T anto che le sampogne e dolci rime
A ndati sonsi e d'arme sol si parla.
D eposto dunque fu lo gran pastore
E ntro d'un cavo sasso; e a quello sopra,
C armi leggiadri e rime di gran sòno
I nscritte fûrno da pastori e ninfe.
D ond'io piangendo ancor questi vi posi:
[161] «Omnium legum est inanis censura nisi divinae
legis imaginem gerat». AUG.