Queste parole, in man d'un vecchio bianco,
vedendo appese di quell'uscio in fronte,
io tremai forte e tremone pur anco.
Anzi n'ho, rimembrando, a gli occhi un fonte:
ché allor, mentre per me giá si delibra
non ir piú innanzi e volgomi dal ponte,
donna m'appar accanto, che mi vibra[37]
un pugno al fianco e drieto mi flagella,
ch'avea ne l'altra man un'aurea libra.
[37] Iustitia Dei est, ut nullum malum transeat
impunitum.
Ritornomi a la porta, dove quella
mi piega col temone di sue pugna,
drieto chiamando sempre:--Alma rubella,
alma proterva, fa' che non ti giugna
scamparti da colui che qui ti move
ad una faticosa e strana pugna,
ch'avrai con esso teco e non altrove,[38]
e per vincer leoni, tigri ed orsi,
vincendo te, minori son le prove!--
[38] Summa et omnium difficillima est victoria
sui.
I' non mil fei ridir, ma via trascorsi,
qual timido cavallo che s'arresta
ne l'apparir d'un'ombra e sta su' morsi;
poi, vòlto in fuga, soffia ad alta testa,
ma chi gli sede addosso presto il torna,
stringel ai fianchi e fra l'orecchie il pesta;
ond'egli per le bòtte si ritorna
in quella parte onde lo smosse l'ombra,
di passo no, ma corre e non soggiorna.
Traggomi drento, al fine, ove me 'ngombra[39]
notte ch'ancor piú m'ebbe ottenebrato,
in luogo cui la terra intorno adombra.
Ed io ne stetti non d'abisso al lato,
ma in centro d'ombre grosse denso e folto,
qual talpa preso in gli occhi e smemorato.
Cosí piú mesi in quella tomba involto,[40]
io, pronto spirto ne la carne inferma,
stetti non pur prigione, ma sepolto,
fin che, o Natura, l'opra tua fu ferma.
[39] Hic uterum matris intelligit.
[40] «Decem mensium tempore coagulatus sum in
sanguine». _Sap._