_Signora_ RENZI _e_ BEATRICE.
_Signora Renzi_
_(chiudendo la porta, quasi tra sè)_ Buone persone! _(Va a sedersi su
una poltrona distante dalla tavola.)_ Che ti diceva don Bartolomeo?
_Beatrice_
_(imbarazzata)_ Mi raccontava... degli aneddoti.
_Signora Renzi_
_(affettuosamente)_ Bugia!
_Beatrice_
_(vergognandosi)_ Avete, dunque, udito.... _(Si nasconde il viso tra le
mani.)_
_Signora Renzi_
_(interrompendola)_ Nulla di cui tu debba arrossire dinanzi a me.
Bambina! È tanto tempo che il mio pensiero e il tuo s'incontrano nello
stesso voto, ed è tanto tempo che io sono la tua migliore alleata....
Vieni, vieni qui, povero angelo!...
_Beatrice_
_(va a inginocchiarsi accanto a lei, infantilmente.)_
_Signora Renzi_
_(carezzandola)_ Non temere.... Il nostro sogno, ne ho fede, si
realizzerà. Vedrai. Già, Mario, a poco a poco, è diventato un altro....
Da quando ritornò da quel piccolo viaggio misterioso -- ti ricordi? --
l'ho visto sempre più dolce, sempre più sereno, e da qualche mese -- oh!
io lo comprendo meglio che non possa comprendersi egli stesso -- da
qualche mese non pensa che a te. E come ci pensa! Ma nè io nè tu gli
additeremo la via della felicità. Egli la troverà da sè. La sua natura
va verso il bene soltanto se è libera d'andare dove vuole. Nessuna
esortazione, nessun consiglio. Sul suo spirito non si può influire che
tacendo e aspettando. Io non gli ho mai espressi i miei desiderii, egli
ha finito sempre col soddisfarli.
_Beatrice_
_(dolcemente)_ Io v'imiterò, signora.
_Signora Renzi_
E sarà egli stesso che verrà a te; sarà egli stesso che si sentirà
attratto da ciò che è ancora il meglio che si possa fare su questo
mondo: vivere onestamente con la persona che si ama e da cui si è amati.
Perchè... tu l'ami molto, non è vero?
_Beatrice_
_(con grande soavità)_ Tanto!... Tanto!
_Signora Renzi_
_(abbracciandola e baciandola con affettuosità profonda)_ Che tu sii
benedetta, figlia mia! _(Restano abbracciate, commosse. Indi la signora
Renzi abbandona, lentamente, il capo sulla spalliera.)_
_Beatrice_
_(alzandosi e rimettendosi dall'emozione)_ Siete un poco stanca?
_Signora Renzi_
_(sbadigliando)_ Non ancora. Adesso che ho fatta la pace con la buona
salute, non mi stanco più così presto. Ringiovanisco, sai.
_Beatrice_
Allora, volete che vi legga una pagina del vostro libro favorito?
_Signora Renzi_
No, Beatrice. Ho la mente piena di cose belle. Per questa sera non
voglio metterci dentro più nulla: sto tanto bene così! Piuttosto,
_(sbadigliando)_ bella mia, mi fai il piacere di rassettare un poco
lassù. _(Indica la tavola -- Il tappeto è sconvolto e ingombro di
pedine, di mussola, di tela a brandelli, di giornali gualciti e del
lavoro di Beatrice.)_
_Beatrice_
Subito. _(Va a rassettare.)_ Uh! che disordine! Ma qui si vede che la
maggior colpevole sono stata io. Che cenciaiola! _(Ripone nella cesta i
brandelli e nei cassettini della scacchiera le pedine.)_ Rimettiamo nel
quartiere i soldati con cui il nonno deve vincere le battaglie.... Suona
la ritirata: a letto, a letto. Bravi, così! -- Ed ecco i giornali del
signor Mario. _(Li piega.)_ Quello lì che contiene la strana
storiella... lo ha conservato lui. _(Ricordando)_ Povera ragazza: chissà
che cosa le era accaduto! Il signor Mario ha detto che non valeva la
pena di saperlo.... Pure, sarei curiosa.... Signora Renzi, ci avete
capito niente, voi?
_Signora Renzi_
_(a poco a poco si è addormentata.)_
_Beatrice_
_(Pausa)_ Dorme. _(Ripiglia un giornale e lo appiccica con uno spillo al
paralume, affinchè la luce non importuni la dormiente. -- Si ode
picchiare.)_ Eccolo. _(Apre.)_