I francesi chiamano _garçons_ gli amanti di cuore dei pederasti e nel

proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono

con dei _compiacenti_. _Il compiacente_ obbedisce al bisogno naturale di

una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da

una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della

concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano,

non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta

repulsione per l'uomo che lo paga, e da qui nasce necessariamente il

bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma

ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.

Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo

che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima.

«Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.

Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini

vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.

Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.

Duflot ha trovato questo vizio contro natura comunissimo in California.

La pederastia era generale al Nicaragua. I primi esploratori la

riscontrarono al Perù, sulla costa del Gayaquil e nell'America

settentrionale.

In molti paesi caldi la pederastia si pratica su fanciulli, e ciò

dipende dal fatto che la vagina delle donne diviene di una larghezza

eccessiva, e di più la vista dei corpi nudi, e la faciltà delle donne

affievoliscono il piacere.

In Cina vi sono case pubbliche destinate alla prostituzione maschile.

Nel 1855 a Lucknow si contavano più di cento case di prostituzione

pederastica. In questa città una via era specialmente occupata da

eunuchi, i quali si abbandonavano a tale commercio.

La pederastia è frequentissima e ben organizzata in certi punti

dell'India dagli eunuchi, gli uomini, a gruppi di cinque a sei e più,

vivono in una casa sotto la presidenza dell'eunuco più attempato il

quale chiamasi _Gooroo_.

VII. Vizii di bassa lega

Donne Pubbliche e loro sfruttatori. Il Lenone--Case di Tolleranza

La caratteristica più notevole nella donna pubblica è quella di ruinare

gli uni (amanti-clienti) per sperperare il ricavato, e spesso ruinarsi a

sua volta con un altro, il così detto amante di cuore. Queste donne che

non sentono nulla, sacrificano tutto al possesso di colui il cui

contatto può risvegliare in loro una sensualità affievolita dall'abuso,

o spenta dal disgusto che ad esse ispira il commercio degli uomini, che

sono obbligate a supportare.

Questa generosità pertanto non emana da una spontaneità ben definita; se

la prostituta è in buona fede non tarderà a rimpiangere ciò che ha

sciupato, quando la miseria busserà alla sua porta, quando l'abitudine

avrà agito ed il suo capriccio passato. Allora rimprovererà all'amante

di cuore tutte le sue carezze, lo maltratterà perfino se questi è troppo

innamorato, e sarà contro sè stessa così arrabbiata del proprio

capriccio che lo farà scontare a lui a caro prezzo. E nondimeno questi

due esseri si sopporteranno ancora, ma l'amore non esisterà più.

La ragazza sente, in seguito appunto della sua abiezione, il bisogno di

un cuore nuovo; stufa di tutto, ella sarà facilmente sedotta da un'aria

ingenua, da una candida figura di adolescente. Sogna sempre visi dai

timidi sguardi, ed ha un istinto eccezionale per indovinare l'uomo che

crederà in lei, quello che sarà felice di essere sempre attaccato alla

sua veste, in una parola che l'amerà.

Quando un essere ingenuo ed innocente si abbandona a questo amore

impuro, è ben presto deviato, tolto all'affezione dei suoi, lascia gli

amici e si darà all'amante ciecamente, con tutta la foga della sua

giovinezza. Egli finirà per scendere ad abiezioni peggiori di quelle

della prostituta che ama, la quale anch'ella vinta dalla passione

trascura i clienti e così il danaro manca e bisogna ben cercare un mezzo

per pareggiar le finanze conservando l'amore.

Essi allora comincieranno a darsi convegno fuori il cerchio delle loro

conoscenze, fuori la casa dove la donna esercita il suo mestiere. Ma

ecco che il bisogno di danaro diventa imperioso, non si può più

dissimulare, a questo periodo si fa venire in casa il cliente serio, il

giovanetto si nasconde nell'appartamento; forse mostrerà di dolersi, ma

così debolmente! la sua dignità non esiste più, ciò che lo preoccupa è

di conservare l'amore di quella che idolatra. Ella gli ha detto: «Sai

bene che non amo se non te. Non ti far cattivo sangue, piglia la vita

com'è.» E questo povero diavolo aspetta che l'amante di passaggio gli

abbandoni il posto ancora caldo nel letto della cortigiana! Il legame

dura così talvolta parecchi anni. Poi un bel giorno escono insieme,

vanno al caffè, ed al momento di pagare lui confessa che non ha un

centesimo; lei gli fa passare il portamonete di sotto la tavola,

l'amante paga ed intasca il resto, e allora l'uomo non esiste più, il

vizio lo ha vinto, domani esigerà del danaro dalla sua donna e si farà

da lei mantenere. Ed è così che quest'essere avvilito e degradato andrà

ad ingrassare il battaglione degli sfruttatori di donne, dei

_souteneurs_.

Accanto a questo tipo immondo, che vive sul traffico della

prostituzione, sorge l'altro più abbietto ancora: il lenone. Tale

mestiere, chiamiamolo così, nelle grandi città si esercita sotto tutte

le forme: Nei caffè, nei _restaurants_, il padrone, i camerieri

discendono a tale bassezza nell'interesse dello stabilimento. Essi, si

può dire, che rappresentano, a Parigi soprattutto, il repertorio vivente

degli indirizzi delle loro clienti che raccomandano nel corso delle

conversazioni all'attenzione dei consumatori, ne indicano perfino la

tariffa e il modo come avvicinarle. E taluni proprietari danno un tanto

per cento alle donne libere che conducono clienti nei loro stabilimenti:

e spingono perfino la compiacenza di dar vitto gratis alle

frequentatrici nei giorni di miseria.

I libertini che non vogliono mostrarsi in pubblico, trovano nelle case

di tolleranza tutto quanto occorre loro per soddisfare i proprii gusti

per strani che possano essere. Le tenitrici sono fornite di tutti gli

istrumenti necessarii alla più raffinata lubricità: gli ordigni per la

fustigazione, cinte di cuoio profumate, piccoli fasci di verghe, e, dati

i progressi della scienza, perfino la pompa-ventosa del Dott. Mondet e

gli apparecchi d'elettrizzazione locale. Questo naturalmente nelle

grandi case parigine e londinesi, dove perfino il sodomista scornoso può

contentare la sua passività mediante il concorso di una prostituta

convenientemente bardata da un _godmichè_, membro virile di gomma, che

si fabbrica a Parigi a perfezione, ed anche di diverse dimensioni, a

seconda i bisogni del richiedente! Nella stessa città l'industria del

caoutchouc produce _Ventri di donne_ con _Vagine artificiali_ dando,

dicono i cataloghi dei venditori, all'uomo l'illusione completa della

realtà, e procurante sensazioni così dolci e voluttuose quanto quelle

che può dare la donna stessa.

Uno di questi industriali annunzia che mandandogli il ritratto della

donna che si ama, o che si vuol possedere, o di un'amante morta di cui

si rimpiangono gli amplessi, egli la fabbrica tal quale con tutti gli

organi... interessanti e le sembianze modellate in cera! Dopo ciò, o

donne, il vostro tirannico impero sessuale è finito!!!

Di più la tenitrice offre in vendita ai clienti statuette, fotografie

oscene, carte trasparenti. Le grandi case posseggono variate collezioni

di albums licenziosi, nei quali si _ammira_ l'abituale commedia fra

monaci e monache, come pure le più esotiche scene orientali.

Lo spettacolo più curioso delle grandi e ricche case di tolleranza sono

i quadri viventi, il cui spettacolo si dà ad ore fisse, sopra un tappeto

di velluto nero, per far meglio risaltare la bianchezza dei corpi in

posa, e all'abbagliante luce dell'elettricità. Simili spettacoli si

danno perfino in camere di cui e pareti e soffitto e pavimento son fatte

di specchi... e lì si organizzano le scene più variate del saffismo e

della sodomia.

In certe altre case per un'abile disposizione di tappezzeria, o per

mezzo di tubi acustici e di binoccoli lo spettatore riservato può tutto

vedere senza esser visto.

Speculando sulla curiosità del pubblico pervertito si arriva fino

all'esibizione delle mostruosità sessuali, sfruttando disgraziati

ermafroditi (almeno in apparenza, giacchè simil genere di anomalia

sessuale non è mai completa.)

In questi, che possono benissimo esser chiamati, gabinetti anatomici del

vizio, nessuna delle _psicopatie sessuali_ è dimenticata, e dinnanzi

agli occhi dello spettatore nascosto o palese se ne fa sfilar tutta la

serie: dallo stecorario al feticista!

VIII. Turpitudini dei vecchi

Il vizio si appiglia a tutte le età, perfino ai vecchi sulla soglia

della tomba.

Nei vecchi lo sbucciare di una nuova giovinezza li conduce a disordini

ridicoli e vergognosi, e, questo ardore retrospettivo, si lancia e

sfolgora come una scintilla.

L'amore tardivo rende il vecchio concupiscente, abietto e ripugnante,

gli toglie ogni lume di ragione e di discernimento; troppo animale per

sentire, troppo turbato per riflettere, e troppo affrettato soprattutto

di godere un ultimo giorno di felicità, questo vecchio satiro diventa

così ridicolo che la donna dalla quale è sfruttato, e che ne precipita

la morte, non deve molto penare per farlo cadere nelle sue reti. Ma ella

gli fa pagare a caro prezzo la propria compiacenza, ed il disgusto che

prova dandosi a lui.

Nei vecchi lo spettro dell'impotenza li spinge a pigliar tutte le

possibili precauzioni per evitarla, e cercano di eccitarsi con un regime

spaventevole. Quando la propria scienza è esaurita, le donne vengono in

loro soccorso, ed in tal materia esse possono dar lezioni a più di un

medico.

Nei vecchi l'impotenza è la legge comune. La natura fa le spese della

saggezza, giacchè indebolendo gli organi ne impedisce l'uso. Se molti

ascoltano questo avvertimento, altri vi si ribellano, sia per illusione,

sia perchè marci dal vizio; ed anche perchè l'uomo nella verde

vecchiezza rifiuta a credersi quella che è; i ricordi sono sempre là,

fissi nella memoria per tormentarlo, giacchè egli volge sempre gli occhi

indietro per contemplare il lontano orizzonte dei suoi amori trascorsi.

È dunque con difficoltà che si abitua all'idea che poco a poco, i

cammini della procreazione gli sono chiusi.

Sente reminiscenze confuse e tentatrici, tutto par giovane in lui

fuorchè l'atto di nascita. Confessa ben che il pungolo del desiderio non

è tanto cocente come per lo passato, ma non si crede disarmato al punto

di dover rinunziare alla lotta ed al trionfo.

Molti uomini avanzati in età invece di estinguere in essi gli ardori

lascivi, non si preoccupano al contrario che di eccitarli, soddisfarli

con l'aiuto dell'immaginazione, e siccome dalla vita sessuale alla vita

corrotta non vi è che un passo, la forza e la salute non tardano ad

essere stremate. Quelli che sono ciechi e depravati a questo punto fanno

sforzi inauditi per realizzare desiderii che non è più possibile di

soddisfare se non con la complicità forzata degli organi genitali, e

come abbiamo più sopra detto, è allora che una Venere impudica viene a

prodigare a questi vecchi libertini le sue irritanti eccitazioni al

vizio.

L'eccitante più comune a cui ricorrono i vecchi lubrici è il continuo

cambiamento, la varietà nelle persone che ricercano.

La flagellazione, le privazioni irritanti, la vista dei coito praticato

da altri, sono tanti diversi mezzi messi in uso.

Un gran signore chiedeva un giorno a Chirac, medico del reggente, se

l'uso delle donne fosse tanto pericoloso alla salute quanto si diceva:

«No, rispose Chirac, purchè non si piglino droghe, ed io dichiaro che

anche il cambiamento è una droga.» In fatti lo stimolo in questi casi è

troppo facile, troppo violento, troppo ripetuto per non produrre

disastrosi effetti.

Vecchi, ricchi e celibi, state accorti a non usar troppo di simile

droga!

IX. Siamo noi più dissoluti degli avi nostri?

Vi sarebbe molto da dire circa i costumi moderni paragonati a quelli dei

tempi trascorsi. La maggior parte della gente strepita e grida che mai

il libertinaggio raggiunse tanta impudenza quant'oggi, ed il celebre

predicatore francese il padre Felice, esclamava:

«L'adulterio, ecco il male mortale introdotto nel cuore della famiglia

dai costumi contemporanei; l'adulterio che in altri tempi nella società

cristiana non appariva se non come un fenomeno raro, lasciando nella

famiglia che aveva profanato un'indellebile marchio d'infamia, e che

oggi cade su fronti tanto disonorate da non essere nemmeno più sensibili

di rossore, né di vergogna.»

È evidente che con queste parole il padre turlupinava il suo uditorio, o

incoscientemente s'ingannava nelle sue affermazioni. In fatti chiunque

conosca anche superficialmente la storia dei tempi trascorsi, si rende

facilmente conto come l'epoca nostra da questo lato abbia fatto

sensibili progressi nella via della decenza.

Si trovano certamente oggidì mariti a cui le mogli infliggono la pena

del taglione. Ve ne sono anche di quelli che sono ingannati dalle loro

mogli, prima ancora che essi non abbiano mancato alla fede coniugale. Vi

sono pure famiglie irregolari, che si conoscono, si tollerano ed è

ammesso di sembrare ignorarlo.

Ma nei secoli passati non era forse peggio? Tali legami si contraevano

pubblicamente, e si vedevano, con interesse, prepararsi, concludersi ed

infrangersi.

Gli uomini a buona fortuna non s'incomodavano punto per nascondere i

dettagli delle loro relazioni alla curiosità pubblica.

Perfino il duca di Richelieu era un incorreggibile chiacchierone su tali

argomenti; di lui la duchessa di Orleans diceva:

«È tanto indiscreto e chiacchierone che, ha dichiarato egli stesso, di

rifiutare un'imperatrice bella come il giorno, anche fosse pazzamente

innamorata di lui, se mettesse per condizione di dover tacere i loro

amori.»

Le donne che i galanti compromettevano in tal modo, non se ne adiravano,

poichè elleno stesse divulgavano i proprii intimi secreti. La signora di

Motteville riporta questo tratto caratteristico riguardante la moglie di

Enrico di Condè:

«Io le ho udito dire, un giorno che ella motteggiava con la regina sulle

sue passate avventure, parlando del cardinale Pamfilo divenuto papa, che

rimpiangeva che il cardinale Bentivoglio, suo intimo, non fosse stato

eletto lui, per potersi ella vantare di aver avuto amanti di tutte le

condizioni: Papi, re, principi, cardinali, duchi, marescialli di Francia

e gentiluomini!»

Sainte-Beuve ci apprende che non si trovava nulla a dire nel vedere

Madama di Saumery istallata presso il maresciallo di Duras e dirigendo

la casa di lui invece della moglie, relegata in campagna. Tutti

ricevevano questa coppia illegale come una legittima, ed il signor di

Duras era il decano dei marescialli, e non si chiamava Madama di Saumery

altrimenti che la _Contestabile_.

Molti mariti raccomandavano essi stessi alle loro mogli di non urtare in

questa maniera i principii della gente.

Perfino i re facevano noto i propri vizii senza vergognarsi, ed i

signori della corte prestavano loro man forte e li incitavano. Enrico II

pregava la regina Margherita, che vi si prestava di buona grazia,

d'assistere allo sgravo di una damigella di onore da lui incinta alla

età di sedici anni. Il duca di Montbrillard, quantunque ammogliato,

faceva come Luigi XIV coi suoi bastardi, quando pretendeva che le sue

amanti fossero eguali a mogli legittime, ed avendo avuto da una di essa

un maschio e da un'altra una femmina, li sposava insieme per far cessare

ogni possibile disaccordo sulla questione dell'eredità. Poi mandava

questa coppia incestuosa a Parigi, per farli riconoscere quali figli

legittimi, pretensione del resto questa sostenuta da tutti i grandi di

corte.

Nessuno trovava a ridire a questi scandali. Non si vide forse alla morte

di Gabriella d'Estrèe, Enrico IV ricevere le condoglianze del corpo

diplomatico e quelle del parlamento di Parigi? Non si vide forse ancora,

dice Sully, il presidente Jeansein consigliare Enrico IV a mettere in

carcere il principe di Condè, il quale voleva sottrarre sua moglie alle

ossessioni del re. Lo stesso re, avendo gettate le mire sulla signorina

di Moret, credette regolare di domandarne la mano... sinistra alla

principessa di Condè che l'aveva educata, e di discutere con lei le

condizioni di tale mercato.

La principessa dopo aver accettato, chiese solo che si fosse maritata la

sua pupilla in figura. E si trovò subito un gentiluomo fedele al re che

si offrì, e che, la cerimonia matrimoniale terminata, lasciò il posto

all'augusto supplente.

Lo zelo dei compiacenti andava talvolta di là dai desiderii dei

principi. Il duca di Saint-Simon si offrì a Luigi XIII di servirgli da

intermediario presso la signorina di Hautefort. Se Luigi XV, ebbe per

amante Madamigella di Romans, lo dovette alla previdenza di sua sorella

la signora Varnier, che la fece venire da Grenoble a Parigi per

procurarle questo bell'impiego.

Meglio ancora, vi è la madre che vende la figlia. Madama di Entragues

diede sua figlia ad Enrico IV. La signora di Sevigné racconta che Luigi

XIV adolescente aveva manifestato un desiderio per la signorina di la

Mothe-Argencourt, cosa di cui la famiglia di lei andava superba. Il

cardinale e la regina madre, per estinguere questo fuoco nascente,

mandarono il giovane re a Vincennes. La signora d'Argencourt,

sospettando che avessero fatto ciò per tema che sua figlia non avesse la

pretensione di farsi sposare dal re, si sforzava di rassicurare il

cardinale e la regina madre, dicendo loro che ella non mirava sì alto,

ma che aspirava soltanto al posto di favorita!

Il vizio in quel tempo non aspettava l'età matura per svilupparsi nella

donna. Montaigne a proposito del pervertito spirito delle giovanette

scrive:

«In loro paragone noi non siamo che fanciulli in questa scienza

dell'amore. Tutto quelle che noi crediamo di apprenderle, esse lo hanno

già digerito senza il nostro concorso. Le mie orecchie udirono un

giorno, in un luogo in cui eravi una compagnia di giovanette, le quali

non potevano mai sospettare di essere spiate, cose che mi è impossibile

di ripetere. Dio mio! esclamai, non c'è bisogno di andar a studiare le

frasi del Boccaccio né dell'Aretino per creare delle maliziose. A che

perdiamo noi il nostro tempo?!

Non vi esistono nè parole, nè esempii, nè pratiche che esse non

conoscano meglio dei nostri libri».

Nelle cronache scandalose degli ultimi secoli sono registrate in egual

quantità sregolatezze di donne e di giovanette.

Ed a tal proposito i grandi non arrossivano nemmeno i raccontar le loro

conquiste, è così che il signor di Valfons enumera con compiacenza, come

l'hanno fatto il cardinale di Retz e di Bassompierre, le numerose

giovanette di cui ottenne i favori. Racconta pure come una graziosa

avventura il fatto che un suo amico essendosi introdotto in qualità di

giardiniere in un convento, vi sedusse tre disgraziate di cui cita

perfino i nomi. Del resto, si era talmente abituati a corteggiare le

giovanette per illeciti fini, che si teneva per abile quella che del

corteggiatore facesse un marito. Ma, come si è visto, i candidati al

talamo erano pieni di compiacenze circa il passato di quelle da cui

chiedevano una prole, e non le rifiutavano quando le sapevano atte

per.... esperienza a potergliela dare.

Ai giorni nostri questa grande libertà di abitudine non è più di moda;

se talvolta accadono casi poco edificanti, i quali portano a conoscenza

del pubblico qualche grosso scandalo, almeno non si fa mostra delle

turpitudini della vita in pieno giorno. C'è, come l'abbiamo detto,

progresso in decenza ed in pudore, e non si vedono nemmeno più di quegli

atti ignominiosi ed infami ai quali si abbandonavano senza vergogna i

gentiluomini dei secoli passati. La nostra epoca non è più viziosa di

quella trascorsa; è forse più snervata, più generalizzata in godimenti

in seguito a cause di eccitamenti che si incontrano con maggior

frequenza.

Fra queste cause bisogna incriminare l'alimentazione che diventa di più

in più animale, la miseria che spinge la donna ad offrirsi all'uomo

sotto tutte le forme, e che obbliga nelle grandi città a vivere in una

sola stamberga, su un sol mucchio di paglia e padre e madre e figli, i

quali ultimi sono corrotti di buon'ora dall'esempio dei genitori che

procreano sotto i loro occhi, e dalle reciproche nudità che nulla vela!

Quelli che cercano le cause della depravazione moderna nelle letture

irritanti, negli spettacoli teatrali, nei balli e nella scollacciatura

delle _toilettes_, dimostrano di non conoscere la storia dell'umanità.

In questo libro abbiamo visto quanto più di oggi ai tempi trascorsi

fossero corrotti e la letteratura, e il teatro, e il ballo, e le

_toilettes_.

O certo, più uomini sono stati spinti alla concupiscenza dalla carne e

dal vino, che non dai libri, dai teatri e dal ballo; e più di questi tre

fattori, indiscutibilmente la miseria ha perduto la donna, che obbedendo

alla voce del bisogno, si è armata di un fronte senza rossore ed è

precipitata nel baratro della prostituzione.

FINE

Si è pubblicata l'undecima edizione italiana del celebre lavoro del

_Dott. Brennus_

I PIACERI DELL'AMORE

pericoli e mezzi per evitarli

Questo volume sarà certamente coronato in Italia da uno strepitoso

successo, al pari che in Francia dove se ne sono esitate oltre 100,000

copie. Esso è allo stesso tempo un'opera di coscienza, di morale e di

economia politica; ed è destinato ad operare una vera, ma pacifica

rivoluzione sociale. L'autore espone in forma popolare i problemi che

interessano più da vicino l'umanità ed i singoli individui. Studia i

mezzi come preservare dalla vergogna e dalla disperazione quelle

famiglie, di cui le figlie vinte dalla seduzione dell'amore, soccombono

alla tentazione. Si propone di incoraggiare il matrimonio, eliminando le

cause che spingono la gioventù a fuggirlo.--Dà i mezzi sicuri, facili,

comodi di limitare secondo i proprii bisogni e le proprie condizioni, il

numero dei figli, e di evitare completamente la concezione, quando essa

potrebbe essere dannosa alla salute della madre ed alla esistenza della

prole. S'interessa vivamente a tutte le recenti scoperte scientifiche

sulla _procreazione volontaria dei sessi_, ossia ai modi come avere a

volontà figli maschi o femmine.--Agli sterili, che si consumano in vani

sforzi, dà la speranza e la gioia, iniziandoli ai segreti della

_fecondazione artificiale_.--In uno studio completo sulle _malattie

veneree_, impara a conoscere i segni ed i sintomi rivelatori della loro

presenza e rende così lo spettacolo sozzo dell'impuro contatto meno

offensivo e meno disastroso; dà inoltre i mezzi sicuri di come

prevenirle ed esserne assolutamente immuni.--Completano questo lavoro

eccezionalissimo un capitolo dedicato all'_Igiene ed ai misteri

dell'alcova_ ed un altro sulla _Verginità della donna_.

L'estratto dell'indice che qui pubblichiamo, nella sua materiale

sincerità, prova certo meglio di qualunque più o meno benevole critica,

tutta l'importanza di quest'opera eccezionale.

SOMMARIO

Sodoma e Gomorra: Cronistoria del Libertinaggio attraverso i secoli ed il mondo · 第 8 / 10 段