Pregola informare S. M. il Re.»

Contemporaneamente il re Carlo, ch'era giunto a Parigi, pregava il re

Umberto di toglierlo dall'imbarazzo ricevendolo in incognito a Monza. Ma

questa soluzione non era possibile dopo la partecipazione ufficiale

della visita a Roma e la pubblicità che se n'era fatta. Alla

comunicazione ricevuta della negativa fatta da Umberto al suo reale

nipote, Crispi rispondeva:

«_S. E. Ponzio Vaglia_

Monza.

Roma, 9 ottobre 1895.

Il contegno del nostro Augusto Sovrano non poteva essere che

quello che dalla M. S. mi attendevo. Noi non abbiamo bisogno di

questo minuscolo Re di Portogallo, il quale non ha importanza

alcuna in Europa. Se egli non può venire in Roma, che resti a

casa sua -- e siccome il pentimento suo e del suo Governo indica

una manifestazione di principii a noi contraria, ritireremo il

nostro Ministro da Lisbona, come risposta alla sua condotta.

La prego di voler rassegnare a S. M. i miei devoti omaggi.

_Crispi_.»

Il re Carlo, tra la negativa dello Zio di riceverlo altrove che a Roma e

l'annunzio da Lisbona che il Papa avrebbe considerato la sua andata a

Roma come «un insulto personale», da Sovrano «cattolico e fedelissimo»

quale era, prese la risoluzione di rinunziare al suo viaggio in Italia.

Ma poichè doveva preoccuparsi delle conseguenze di essa, fece giungere a

Crispi la preghiera di considerare benevolmente la sua posizione e per

mezzo dell'ambasciatore italiano a Parigi, gli fece pervenire

l'assicurazione che sarebbero state date dal suo governo «le più

amichevoli spiegazioni».

A questa comunicazione Crispi obbiettava:

«_S. E. Tornielli_

Parigi.

Questioni internazionali · 第 27 / 37 题