L. F. M.»

Il gabinetto di Berlino, tenuto al corrente delle mene francesi,

appoggiava a Parigi e a Londra l'azione italiana. Il seguente telegramma

è del 21 gennaio:

«Berlino, 21 gennaio 1891.

In questi ultimi giorni, al suo passaggio per Berlino, vennero

confermate al Conte di Münster istruzioni d'intrattenersi col

Ministro degli affari esteri francese sopra la Tripolitania e

sue frontiere verso la Tunisia. Ambasciatore di Germania

telegrafò iersera che il Ribot avevagli categoricamente

dichiarato che le apprensioni italiane su Tripoli sono affatto

senza fondamento e che le notizie sparse in proposito sono

false. Francia non mosse neppure un soldato in quella direzione

e non pensa tagliare strada delle carovane traverso Sahara.

Ministro aggiunse esser vero che le frontiere tra Tunisia e la

Tripolitania sono mal tracciate; ma a scopo di evitare ogni

contestazione non volere che le frontiere fossero meglio

fissate. Egli non intende in nessun modo creare difficoltà

all'Italia; se lo volesse, ben lungi sceglierebbe come oggetto

di litigio, nè Tripoli, nè attinente deserto, ma troverebbe

terreno più propizio in Abissinia. Egli stesso, allo scopo di

calmare certe preoccupazioni in Italia, aveva provocato alla

Camera una interpellanza alla quale risponderà domani.

Quantunque Conte di Münster avesse ordine di parlare anche di

Biserta, suo telegramma non ne fa cenno: forse egli avrà stimato

migliore partito tacere in presenza delle dichiarazioni

ricevute, qualunque possa esserne il valore, o di rinviare ad

altro colloquio questione di Biserta. Intanto Segretario di

Stato stima che ha importanza il fatto solo che il governo della

repubblica deve dedurre dalle spiegazioni chieste dalla

diplomazia tedesca come Germania invigila politica francese

verso il Mediterraneo; d'altronde schiarimenti che Ribot darà

domani alla Camera dei Deputati nel senso qui sopra indicato,

costituiranno sino ad un certo punto impegno della Francia. Al

Conte Hatzfeld furono pur confermate istruzioni di conversare

sull'argomento con Lord Salisbury che segue con vivo interesse

mosse della Francia in quelle regioni, ma non crede giunto il

momento di accentuare il suo contegno.

Per ciò occorrerebbe appoggio opinione pubblica, che si

commuoverebbe soltanto se si producessero fatti più palesi sulle

intenzioni francesi.

_Launay_.»

Il 22 gennaio alla Camera francese si parlò della Tripolitania.

Interrogante era il signor Pichon -- divenuto dipoi ministro degli

affari esteri -- «Sulle voci sparse da giornali italiani, anche

ufficiosi, relative a mire della Francia sulla Tripolitania». Il Pichon

-- avvertiva in un primo telegramma il Menabrea -- «esprimendosi in

termini assai simpatici verso l'Italia, _sorriso della civiltà

latina_,[7] disse desiderare che i sentimenti della Francia verso

l'Italia siano palesi, dissipandosi le insinuazioni ostili il cui solo

movente era, a suo avviso, di rendere popolare in Italia la triplice

alleanza». Rispose il Ribot «brevemente riferendosi alle precedenti sue

dichiarazioni sulla cordialità dei rapporti tra la Francia e la Turchia,

ed aggiunse che il governo non doveva preoccuparsi della campagna mossa

dalla stampa italiana, tantoppiù dopo le esplicite assicurazioni fatte

dall'E. V. nel suo discorso di Firenze. L'atteggiamento della Camera

durante la discussione fu piuttosto favorevole».

[7] L'on. Crispi, nel discorso di Firenze (8 ottobre 1890),

riferendosi alla Francia aveva detto: «.... nessuno pensa e mai

potrebbe pensare ad una Europa priva della missione di quella

Francia ch'è _il più geniale sorriso della moderna civiltà_.... »

L'intenzione ironica della frase «sorriso della civiltà latina»,

pronunziata dal Pichon, era evidente.

Ma il generale Menabrea, che forse non aveva assistito alla seduta,

leggendo il testo ufficiale delle parole pronunziate dai due oratori, le

giudicò diversamente in successivi telegrammi:

«Parigi, 23 gennaio 1891.

Si vede chiaramente che la scena parlamentare di ieri tra Ribot

e Pichon venne concertata, perchè quest'ultimo non fece che

ripetere i discorsi più volte fattimi da Ribot.

Il _Journal des Débats_ di questa mattina consacra a quella

discussione un lungo articolo la cui origine ministeriale è

manifesta.

Siccome queste aspirazioni della Francia su Tripoli hanno

incontrato una marcata opposizione presso le grandi potenze, si

cerca, mediante una risposta ironica, di dare il cambio

all'opinione pubblica sulle intenzioni di questo Governo per ora

paralizzate. Ma la gente di buon senso non si lascierà cogliere

da tali discorsi. Basti rammentare il modo di procedere della

Francia colla Tunisia. Finora non ha ancora trovato i Krumiri

per la Tripolitania e così questo Governo vuole dissimulare la

sua delusione scherzando contro l'Italia.

Questioni internazionali · 第 12 / 37 题