Della contrada in contestazione si sono prese in esame nove diverse
carte, la più parte francesi, tutte ufficiali meno una, due inglesi ed
una tedesca, nessuna italiana. Di tutte si espongono qui, per ordine
cronologico, le risultanze in ordine alla vertenza.
1.º _Chart of the gulf of Kabes, 1838._ È questa la carta idrografica
dell'ammiragliato inglese (n. 249) sulla quale appare distinta la linea
di confine di cui è questione, colla leggenda _Boundary between Tunis
and Tripoli_. Il _Mediterranean Pilot_ (_official_) la illustra colle
seguenti parole: «Within ras el Zarzis is a fort of the same name. A
short distance west of the fort is the boundary between the States of
Tunis and Tripoli».
2.º _Carte de la Régence de Tripoli, dressée par M. M. Prax et Renou_,
Paris, 1850 (scala 1 a 2 000 000), la più antica ed una delle più
attendibili, perchè redatta dietro osservazioni fatte ed informazioni
raccolte sul luogo, e perchè costruita in un'epoca in cui non eravi
alcun interesse a spostare sulle carte le frontiere naturali a scopo
politico; reca il confine sud-orientale della reggenza di Tunisi dal
forte El Biban sul mare direttamente al Gebel Nekerif. Da questo,
continuando per poco nella stessa direzione, volge poi a nord-ovest,
quindi a ovest e poscia a sud-ovest, lasciando a settentrione la
contrada algerina del Suf. Viene così a comprendere nella Tripolitania
un territorio che, per quanto deserto, si estende a nord-ovest verso il
Suf per circa 180 chilometri da Ghadames, e va verso ponente ben oltre
il 3.º meridiano orientale di Parigi.
3.º _Carte de la régence de Tunis, dressée au dépôt de la guerre d'après
les observations et les reconnaissances de M. Falbe, capitaine de
vaisseau danois et de M. Pricot de St. Marie, chef d'escadron d'état
major français, étant directeur le colonel Blondel_ -- Paris, 1857
(scala da 1 a 400 000). Questa, che è la prima carta di fonte
governativa francese della Tunisia, non porta nessun confine politico nè
a sud nè ad est; ma termina a sud-est col uadi Fissi (altrove scritto
Fessi), oltre il quale, a mezzodì del lago Biban, e precisamente in
quella plaga che le carte odierne dello stesso stabilimento del governo
comprendono nella reggenza di Tunisi, sta scritto a grandi caratteri
_Ouled Houeil_, e fra parentesi, immediatamente sotto: _Tribu de
Tripoli_.
4.º _Côte septentrionale d'Afrique entre Zarzis et Tripoli; levée en
1871 par le capitaine de vaisseau E. Mouchez, membre de l'Institut;
publiée au dépôt des cartes et plans de la marine en 1878; corrigée en
novembre 1880._ In questa, che è la carta ufficiale idrografica della
marina francese, pubblicata un ventennio più tardi della precedente, si
scorge l'identica ubicazione degli Ouled Houeil e la loro qualificazione
di _Tribu de Tripoli_.
5.º _Karte des Mittelländischen meeres_, Dr. Petermann; edita da J.
Perthes, Gotha nel 1880 e 1884 (scala da 1 a 3 000 000). Il confine in
discorso vi si vede tracciato dalla estremità occidentale del lago Biban
alla catena montana del Duirat, in un punto che dista da Nalut da 70 a
75 chilometri. Il uadi, che scorre a una trentina di chilometri più a
levante dell'accennata frontiera, è denominato _uadi Segsao_ in tutto il
suo corso.
6.º _Wyld's Map of Tunis_, senza data, ma anteriore al 1886 (scala da 1
a 1 107 532). Porta il confine tra la Tunisia e la Tripolitania ben
definito con una retta che dal forte El Biban attraversando il lago
omonimo, va alla catena del Duirat ad un punto presso a poco alla stessa
distanza da Nalut indicata sulla carta precedente. Pure come in questa
(colla sola sostituzione della _z_ alla _s_), è nella carta del Wyld
detto _Zegzao_ il uadi che scorre più a levante.
7.º _Carte des itinéraires de la Tunisie, dressée et publiée par le
service géographique de l'armée_; due edizioni, 1885-87 (scala da 1 a
800 000). Sull'edizione del 1885 si ritrova per la prima volta la
denominazione di Mokta data al uadi, che per lo addietro tutte le carte
chiamavano _Zegsao_, _Sigsao_, _Segzao_. _Makatà_ in arabo significa
linea, trincea, fossato, ed implica il concetto della frontiera.
_Moktà_, riferisce l'illustre Barth, vale _grenzgebiete_, ossia «paese
di frontiera». Lungo cotesto uadi, altra volta _Segsao_, oggi _Mokta_, è
tracciato il confine politico.
8.º _Carte d'Afrique (F.lle n. 6) publiée par le service géographique de
l'armée, 1887_ (scala di 1 a 2 000 000). In questa sono naturalmente
riportate tutte le novità introdotte nella precedente, uscita dal
medesimo istituto governativo. Come però si estende maggiormente in ogni
direzione, lascia scorgere tutto l'andamento del nuovo confine; il
quale, passando in prossimità di Oezzan, rimasto alla Tripolitania, si
dirige al deserto che contorna sino all'oasi di Ghadames, a nord della
quale s'arresta, a 24 chilometri dalla città.
9.º _Carte de la Tunisie, par le service géographique de l'armée;
édition provisoire_, 1890 (scala di 1 a 200 000). È questa la carta più
recente della Tunisia edita dal _Service géographique de l'armée_. In
essa è ben particolareggiato il nuovo confine partente dal mare a Ras
Adjir, seguendo il uadi detto Mokta fino al confluente del Khaoai Smeida
e che corre poi verso ponente e quindi verso sud-ovest in modo da
lasciare Oezzan alla Turchia, sulla frontiera. Non si può vedere come
sia definito il confine più al sud, non essendo ancora pubblicati i due
fogli meridionali. In sostanza, conferma il confine dato dalle
precedenti due carte pubblicate dallo stesso stabilimento governativo.
Soltanto è da notarsi che la distanza lungo il littorale, fra l'antico
confine al forte El Biban e il nuovo a Kas Adijr, appare in questa carta
ridotta a 25 chilometri.
Riepilogando, dall'esame di tutte queste carte evidentemente risulta:
_a_) Che in nessuna di esse, nè francese (ufficiale o privata) nè
tedesca nè inglese, anteriori al 1885, si trova segnato l'attuale
confine e neppure altro che vi abbia qualche punto di contatto, dal mare
alla catena del Duirat. Così pure in nessuna si trova il nome di _Mokta_
applicato al uadi Segsao o Zegzao.
_b_) Che il territorio considerato nelle carte del _service géographique
de l'armée_ 1885-87 siccome appartenente alla Tunisia e perciò soggetto
al protettorato francese, è l'identico che nel 1857 dallo stesso
stabilimento governativo e nel 1878 dall'analogo istituto della marina,
veniva esplicitamente dichiarato «territorio di Tripoli».
_c_) Che la denominazione di _Mokta_ data dalla carta del _service
géographique de l'armée_ (1885-87) all'uadi Segsao, presumibilmente fu
intesa a giustificare il tracciamento della frontiera lungo il medesimo.
A tale proposito giova rammentare come l'esploratore Barth si sia
servito del vocabolo arabo _mokta_ per indicare il paese di frontiera
(_grenzgebiete_) dove egli si trovava, a ponente del forte El Biban. Con
ciò, anzichè designare la frontiera fra la Tunisia e la Tripolitania
lungo l'attuale El Mokta, come si pretese in Francia, egli l'indicava là
dove tutte le carte anteriori al 1885 la portavano, a El Biban.
Come se tutto ciò non bastasse, si può ancora aggiungere l'avviso del
più autorevole geografo vivente, Eliseo Réclus, il quale nel suo volume
XI pubblicato alla fine del 1886, quando cioè da un anno era apparsa la
_carte des itinéraires de la Tunisie_, anzichè riconoscere la nuova
frontiera del Mokta, scriveva a pag. 174: «L'îlot du cordon litoral
situé entre les deux passages est occupé par le fortin des Biban ou _des
portes_, ainsi nommé des ouvertures marines qu'il defend; en outre il
est aussi _la porte de la Tunisie, sur la frontière tripolitaine_».
Che più? Lo stesso governo della repubblica, quando si sollevarono
obiezioni in Italia e a Costantinopoli contro il nuovo confine segnato
sulla carta del _service géographique de l'armée_ ebbe a sconfessare
quella carta e quel confine[4] affermando che non aveva carattere
ufficiale. Una tale sconfessione era del resto assurda, perchè non si
saprebbe davvero immaginare quale altra carta possa avere quel
carattere, se non lo si riconosce in una «dressée, gravée et publiée par
le service géographique de l'armée, étant chef du service géographique
le général Perrier».[5]
[4] L'ambasciatore francese a Costantinopoli dichiarò al ministro
degli esteri che non esisteva alcuna carta ufficiale sulla quale
la frontiera in questione fosse segnata (dicembre 1887).
[5] Così sta scritto nel margine inferiore dei fogli.
La Turchia, com'è facile immaginare, non ha riconosciuta la nuova
frontiera. Se ne ha una prova nella dichiarazione fatta il 27 novembre
1890 dal governatore generale di Tripoli al reggente il consolato
d'Italia. «La Francia -- così egli si espresse -- oggi tratta per
conoscere la nostra linea di confine verso la Tunisia. Ma noi non
possiamo aderire a simili trattative, perchè sarebbe riconoscere il
governo del protettorato. Anzi ho già protestato contro una carta di
confine tracciata dal genio francese e che mi fu presentata per la
debita ratificazione».