La disgrazia della signora Maddalena aveva avuto un nome ed anche un
titolo aristocratico: si chiamava, il conte Adelino di San Marsilio,
tenente dei lancieri.
A' suoi tempi il conte Adelino era stato famoso come uno dei più
galanti e dei più allegri viveurs del bel mondo di Torino, di Milano e
di Parigi, dove lo chiamavano _le comte des mille et une
nuits_. Ma... adesso? chi ne sapeva più niente?... Era morto? E se
vivo, dove era andato a finire?
Aveva dovuto dare le dimissioni, abbandonare il reggimento, perché
tutti i nodi vengono al pettine... e anche i debiti quando non si
pagano. Si era ritirato a Torino, perché i San Marsilio erano di
Torino; ma... poi? Chi se ne ricordava? Qualche creditore, forse.
Quanto alla signora Maddalena, ne sapeva ancor meno degli altri. Lo
aveva visto una volta sola; e poi più. Ne aveva avuto abbastanza.
--Mostro... canaglia.
Lo odiava, lo detestava perché anche lei c'era caduta.
Come mai? Com'era successo? Non poteva dirlo; non avrebbe saputo
dirlo.
Era stata la sorpresa? la stupidità? la paura? O le era mancata la
voce per gridare? per chiamar gente? Il caldo, l'afa di quella sera,
dopo pranzo; la testa le girava... chissà?...
E poi chi poteva aspettarsi un fatto simile?... Lì, nel fondaco,
proprio lì, in quello scrittoio, su quel vecchio canapè di pelle,
imbottito di stoppa, che aveva servito onoratamente a tutta la
discendenza dei Monghisoni!
Che bestia, lei; e lui, che sfacciato, che canaglia!
Forse anche quel profumo; quell'odore, anzi quel puzzo di... di
serpente, di basilisco che aveva addosso; così sottile, così acuto, e,
maledetto lui! così snervante!
C'entrava anche quel certo non so che di... di sopraffino, quella
bella maniera che non hanno che i gran signori. E, quello là, tuttoché
spiantato, fallito, era uno di quei tali che hanno nel sangue la gran
padronanza dell'universo.
Averne sentito parlare tanto e poi tanto, di lui, e di tutte quelle
matte che perdevano la testa per lui, e ad un tratto trovarselo lì,
seduto accanto, a far lo spasimante!
--Altro che criticarmi! Avrebbero tutte da imparare da me, che in fin
dei conti sono stata l'unica... che abbia dato prova di giudizio.
Era vero, infatti, che tutti a Milano, e non soltanto quelli che non
avevano niente da fare, si occupavano del conte Adelino di San
Marsilio, de' suoi amori, dei suoi debiti, de' suoi cavalli.
Anche i buoni borghesi della domenica se lo indicavano l'un l'altro
sui bastioni, nelle carrozze delle signore, e nei palchetti al teatro:
e così il nome e la fama e le gesta del conte Adelino di San Marsilio
erano arrivate vieppiù esagerate, perchè più lontane, persino in via
Lentasio, e nel fondaco Monghisoni.
La signora Maddalena, sebbene giovane e prosperosa, restringendo ogni
sua gioia nella cerchia meschina degli affari e dei guadagni, odiava
la gente di fuori che stava a divertirsi, a spendere e a far
all'amore; specialmente poi quello spaccone di un _conte senza contanti_
che non aveva mai visto, ma di cui le avevano empito la testa, non lo
poteva patire e provava per lui un'antipatia istintiva.
--Come facevano quelle matte--e quelle matte, per la signora
Maddalena, erano tutte le più grandi dame di Milano--come facevano
a perdersi dietro a un tisicuccio spiantato come quello?
--Spiantato?... Gli arrivavano da Torino i danari a sacca, e lui li
buttava via a palate! Tisico? Ma la signora Maddalena non lo aveva
mai visto! Era un bellissimo giovane.
No, non l'aveva mai visto; non lo voleva vedere; per lei, gli
zerbinotti li aveva tutti in uggia, non li poteva soffrire: tutti
leccati, impomatati, le davano la nausea; e sporgendo le labbra e
arricciando il naso, dimostrava energicamente il suo disgusto:--Peuh!
La signora Trebeschi si trovava appunto in queste ottime disposizioni
d'animo verso il conte di San Marsilio, quando un giorno le capitò nel
fondaco uno dei suoi soliti compari, il Fioccola, che strizzandole
l'occhio le propose un buon affaretto.
--Diecimila lire, un mese e mezzo, per il tenente di San Marsilio.
La signora Maddalena strepitò:
--Vada da quelle matte, vada dalle sue contesse a farsi pagare i
debiti!
L'altro, il Fioccola, rimase maravigliato. Era un buon affare, un
affare sicuro.
--Sicuro? È uno spiantato. E io che non sono una di quelle che si
divertono a far all'amore, non voglio rimetterci del mio con questa
sorta di gente.
Il Fioccola cercò di persuaderla. Il signor conte di San Marsilio
aveva casa di gran lusso, scuderia con dei cavalli; e il Fioccola del
resto aveva scritto a Torino. Si poteva dormire fra due guanciali, e
ad ogni modo egli stava garante.
Maddalena lo guardò: il Fioccola aveva denari; non c'era rischio. Ma
non ne volle sapere; con quella gente lì, non voleva sporcarsi. E
tornò a strillare.
--Che; cattivaccia!--esclamò il Fioccola sorridendo a questa
sfuriata.--Così bella, bianca, rossa e fresca come una rosa, e
sempre cattiva, cattivaccia!--E se ne andò: ma tornò il dì
dopo. Gli premeva quella cambiale del signor conte: prendeva i
denari dalla Trebeschi Monghisoni al dieci per cento all'anno; ma
poi lui si beccava, per provvigione, il dieci per cento al mese.
Tornò dunque alla carica.
--E così? Siamo sempre in collera col povero Fioccola? Sempre tanto
bella e tanto cattiva?
Maddalena lo guardò fisso, aggrottando le ciglia; ad un tratto le
saltò un grillo in capo e mutò parere. Conosceva il Fioccola da molti
anni: se metteva tanta insistenza in quella faccenda, voleva dire che
al signor tenente sarebbe costata salata. E perché no? Lei non si
insudiciava le mani perché i suoi denari li dava al solito saggio
ragionevole: non correva nessun pericolo, perché il Fioccola, in
ultima analisi, avrebbe dovuto risponder lui, e quel signor tenente,
quel conte senza contanti avrebbe almeno pagata cara, una volta tanto,
la bella vita che menava a Milano.
Si fece pregare ancora un poco, poi scontò la cambiale,
--L'ho sempre detto, Madonna!--disse il Fioccola,--andandosene, e
sorridendole, galantemente.--L'ho sempre, detto che era troppo una
bella donna, lei, per dir sempre di no!
Rimasta sola, la signora Maddalena guardò e rigirò in tutti i versi la
cambiale, prima di chiuderla nel portafoglio.
Quella firma, _Adelino di San Marsilio_, così lunga e sottile, cotor
violetto, risaltava aristocraticamente sotto il grosso caratteraccio
nero, scarabocchiato del signor Fioccola.
--_Adelino di San Marsilio_--ripetè, battendo le sillabe nel rileggere
il nome.--Questi demoni sanno essere, in tutto e per tutto, diversi
dagli altri!--E mentre guardava il foglietto, sentì un profumo
vago, sottile, penetrante, che a mano a mano pareva farsi più acuto.
--Che cos'è?--e fiutò a lungo la cambiale.
Certo il San Marsilio doveva averla tenuta in tasca varii giorni, e la
_lingua di cane_ aveva preso l'odore dei suoi abiti.
--Che puzzo!--mormorò dopo un istante.--E quelle matte si lasciano
ubbriacare da tutte queste droghe!--E di nuovo arricciò il
naso:--Peuh!--ma fiutò ancora, la cambiale... e finalmente, quando la
ripose nel portafoglio richiuse il cassetto, pensò con aria
soddisfatta di padronanza:
--Ma intanto, me lo tengo io, sotto chiave, il cicisbeo delle
contesse.
Per un mese non si parlò più del giovane ufficiale, finché, una
mattina, uno dei commessi del fondaco Monghisoni, che si piccava di
galanterie, portò una notizia da far strabiliare:
--Il duca Della Torre ha scoperto sua moglie in intimo colloquio con
un tenente di cavalleria: si sono battuti in duello, all'ultimo
sangue, e il tenente, un conte anche lui, il conte San Marsilio di
Torino, gli ha spaccato la testa di colpo, con, una sciabolata.--E
il giovane, esaltato, prese; a rifare le mosse del tiratore:--Uno,
due e tre! Il duca Della Torre è mezzo morto.
--Il tenente? il conte di San Marsilio?... È il mio!--pensò la
giovane scontista. E più tardi, quando lesse, la notizia di quel
gravissimo duello anche nella cronaca del _Secolo_, dove per altro non
c'erano i nomi, ma soltanto le iniziali: il duca D., il tenente
A. S. M. essa tirò fuori la cambiale per-vedere se proprio quelle
iniziali corrispondevano _alle sue_.
--Sicuro: _Adelino di San Marsilio_. A. S. M.--Adelino?... Che razza
d'un nome!--mormorò la signora Trebeschi.--E che razza di cane!
Ruba una moglie e rompe la testa al marito!--Ma in appresso ci
ripensò, e osservando il signor Daniele forse per la prima volta, le
balenò in mente:
--Se toccasse a quello lì, un fatto simile!--e le scappò da ridere.
Poi non ci pensò più: il cacio _parmigiano_ da un giorno all'altro aveva
fatto un ribasso favoloso, e i magazzini del Monghisoni ne erano
pieni. Aveva altro in testa.
Tornò a ricordarsi del San Marsilio dopo un paio di settimane, quando
venne il Fioccola a proporle la rinnovazione a un mese della cambiale
del tenente, di quel conte piemontese.
--No.
--Come no? Almeno per quindici giorni. Sta facendo un mutuo ipotecario
sopra una sua casa di Torino per cinquantamila lire: ho visto io le
carte.
--No; regola generale: alla scadenza si paga.
--Tutti i giorni, pare impossibile, diventa sempre più bella e sempre
più cattiva!--esclamò il Fioccola, dandosi un pugno sul capo con
comica disperazione. Poi le fece l'occhiolino:--Al caso ci sarebbe
un _pourboire_...
La signora Maddalena montò su tutte le furie e scacciò il Fioccola
come un can frustato.
--Imparate da me; che io non faccio l'usuraia!
Il Fioccola andò a passeggiare, e a far la posta attorno al _Cova_,
aspettando che il tenente uscisse, finito il pranzo.
Non c'era tempo da perdere!
Ma il San Martino lo fece aspettare un pezzo: poi, finalmente, uscì
dal portone di via Manzoni, ridendo, parlando forte, strascicando la
sciabola, in mezzo ad una brigata di amici. Appena visto il Fioccola
che lo aspettava, l'ufficiale si staccò dai compagni, e infilò via
Andegari.
L'altro allungò il passo, e lo raggiunse in due minuti.
--Fiasco.
--_Sapristi!_--esclamò il tenente dei lancieri, diventando pallido. E
anche lui strapazzò come un cane il povero Fioccola.
Ma il compare c'era avvezzo, e invece di offendersi gli diede un
consiglio da vero amico.
--Sa che cosa dovrebbe fare, signor tenente? Lei...--e fece
l'occhiolino al signor tenente come aveva fatto alla signora
Maddalena--lei sa come si fa... per convincere le belle donne. Si
provi lei. L'onore di una visita del signor conte, poi la sua
parlantina; ci scommetto la testa: le rinnova la cambiale vecchia, e
gliene sconta una nuova.
--Dove sta?
--Via Lentasio, 59. Se fa presto, trova sempre aperto.
--Pss!--Il tenente, alzando la mano stretta nel guanto bianco, fece
cenno di fermarsi ad una carrozzella che passava.
--Via Lentasio, 59, avete detto?
--Sissignore.--E il Fioccola ripetè l'indirizzo al cocchiere che,
frustata la rozza, riprese a correre verso via Manzoni, mentre il
tenente si sdraiava nella carrozza, accavallando le lunghe gambe
attorno alla sciabola.
--_Alt!_--Il signor conte fermò il cocchiere in piazza della Scala,
accese una sigaretta, poi:--Avanti!--gli gridò colla prima boccata
di fumo... e tre minuti dopo saltava dalla carrozza dinanzi alla
porta di casa Monghisoni.
In quei giorni, l'ultimo bimbo dei Trebeschi, Gian Maria, che era a
balia, a Sesto San Giovanni, era mezzo ammalato; cominciava a mettere
i denti, bisognava divezzarlo, e il signor Daniele tutte le sere, dopo
pranzo, andava fino a Sesto, a piedi, e ritornava in strada ferrata
coll'ultimo treno.
Ma la signora Maddalena doveva restare a casa e brontolava perché non
c'era un filo di aria e si moriva dal caldo; brontolava perché a lei
toccava di lavorare, e di sfacchinare giorno e notte come lo schiavo
alla catena e non poteva come certa gente, andar a spasso, e darsi
buon tempo, col pretesto di Gian Maria... che stava benone!
Infatti, anche quella sera, la sera del giorno, appunto, in cui si era
tanto arrabbiata col Fioccola, la signora Maddalena, dopo aver
imbarcato il marito per Sesto, dopo aver chiuso il negozio, dopo aver
messo a letto Temistocle, era scesa di nuovo nello scrittoio, e lì,
tranquillamente, in corset per avere più fresco, e col suo bravo
virginia in bocca--qualche volta si godeva dopo pranzo anche la
fumatina--s'era messa a rivedere le prime note e a sfogliare il
carteggio.
Di solito, nel fondaco, non faceva mai troppo caldo: ma quella sera,
anche lì, si soffocava. La signora Maddalena aveva pranzato di buon
appetito: forse, d'estate, colla gran sete, si beve anche di più,
senza accorgersene... Si sentiva le vampe al viso; s'alzò, si levò il
fazzoletto di _foulard_ che aveva attorno al collo; e tirò su fin sopra
il gomito le maniche del giubbino...
Ad un tratto sentì parlare nel cortile; udì dei passi che si
avvicinavano, poi aprir l'uscio del fondaco: non poteva essere
Daniele, era troppo presto.
--Chi è?
--Sono io, signora padrona!--gridò la voce di Teresa, la
portinaia.--C'è un signore... Vuol parlar con lei!... Di gran
premura!...
--Venga domani mattina!--rispose Maddalena forte, senza
muoversi.--Adesso è chiuso; è troppo tardi.
--_Pardon_, mille _pardons_, cara signora, ma domani sarebbe troppo tardi
per me.
--Chi è?--ripetè Maddalena, vivamente, balzando in piedi; e, presa la
lucernina a petrolio, e tenendola alzata col braccio, andò
sull'uscio dello scrittoio a vedere.
--Chi è?
Sentì un batter di sproni e di sciabola, e sotto i voltoni bui del
magazzino, fra i barili d'olio, le botti di aringhe e le forme di
cacio parmigiano, apparve, si avanzò, si fermò dinanzi a lei,
inchinandosi e picchiando i tacchi l'un contro l'altro, un giovane
ufficiale, alto, sottile, biondo, sorridente.
--_Pardon_, ancora mille _pardons!_...
--È lui, quel maledettissimo!--pensò Maddalena, e sentì una stretta
al cuore, per via della cambiale.--Mio marito non c'è; a quest'ora
non c'è nessuno: torni domani!--rispose in fretta, sgarbatamente.
--Il signor Fioccola mi ha detto di parlare con lei, e desidero
parlare con lei.--Il San Marsilio era risoluto a non tornare
indietro.
Maddalena entrò nello scrittoio, posò la lucernina sulla scrivania, e
mentre l'altro, ritto presso l'uscio, attendeva per entrare anch'egli,
essa cominciò a cercare il suo fazzoletto di _foulard_ voltandosi,
rivoltandosi di qua e di là, chinandosi, abbassandosi.
--_Sapristi!_--E il tenente dei lancieri, fissandola, si arricciava i
baffetti.
Maddalena, che aveva trovato il _foulard_ sotto il canapè, se lo buttò
sulle spalle, accomodandoselo al collo.
--Allora venga avanti: che cosa desidera?
La signora Trebeschi si mise a sedere sulla poltroncina dello
scrittoio, e l'altro sul canapè. In quel piccolo casotto, dove tutto
era ammonticchiato, ci stavano appena.
Il San Marsilio disse subito che gli premeva parlare per quella sua
cambiale di diecimila lire.
--Scusi, chi è lei?--gli domandò Maddalena, fingendo di non aver
capito chi era, e però rimanendo fredda ed impassibile, mentre
l'altro le sciorinava nomi e titoli.
--La sua cambiale--rispose poi seccamente--è stata girata alla Banca
Nazionale. Non ha ricevuto l'avviso?
--No, non ancora.
--Adesso lo sa: per ritirarla bisogna andare alla Banca Nazionale.
Ma l'altro, invece di andarsene, posò tranquillamente il berretto sul
canapè, cacciò la sciabola in mezzo alle gambe che prima allungò, poi
accavallò l'una sull'altra, e fissando negli occhi la signora
Trebeschi e sorridendo con galanteria, le domandò come il Fioccola, la
rinnovazione ad un mese.
--Impossibile.
--Allora quindici giorni.
--Impossibile. È regola generale: non si ammettono rinnovazioni. Alla
scadenza bisogna pagare.
Il tenente, chinandosi e avvicinando il viso, a Maddalena, mentre la
fissava negli occhi e sorrideva, cominciò a far un lungo discorso per
smuoverla, per convincerla, per ottenere la rinnovazione.
--No? proprio no?
--No.
--Sarei così sfortunato con lei?... Una così bella signora, mandarmi
via con un no?--riprese il San Marsilio adattando lo spirito
all'ambiente.
--No.--E Maddalena pensò fra sè:--Sarò la prima, e ci ho gusto,
così t'accorgerai che io non sono una matta come le tue contesse.
--No.
E per allontanarsi dal divano, si accostò di più alla
scrivania. Quella giubba succinta, quei pantaloni attillati le
facevano un'impressione penosa; e poi le urtava i nervi quell'occhio
sempre così fisso e quel continuo riso da scimmia, per far vedere i
denti bianchi! Era strano però, come egli aveva l'aria d'esser lì in
casa sua; toccava tutto, le aveva già preso la mano due volte; e non
era davvero aristocratico; questo poi no. Non dava nessuna
soggezione. Quasi quasi pareva anche a lei di averlo sempre
conosciuto.
--No, sa--ripigliò dopo un momento, interrompendolo per finirla, e
per farlo andar via, che voleva chiudere lo scrittoio e risalire in
casa.
Quel soldato aveva addosso un odore così acuto che le dava alla testa.
--No, sa, è impossibile. Del resto non dipende da me; se vuol provare
domattina con mio marito... ma già le risponderà come me: che non si
può.
Il giovane tenente, invece di perdere la pazienza, di andarsene, dette
in una gran risata, e tornando ad allungar le gambe, le accavalcò
dall'altra parte.
--Credo bene che suo marito... risponderà come lei!... Vorrei io
essere suo marito, aver la fortuna di essere suo marito, e farei
altrettanto. _Sapristi!_ e come volentieri!
--Se non avesse dovuto star sulle sue per cagione della cambiale,
anche a Maddalena sarebbe scappato da ridere a veder l'entusiasmo
del bell'ufficiale.
Suo marito, con quella faccia da miserere, che, cosa aveva capito,
lui, della gran fortuna che gli era toccata?
E invece, quel mostro, come sapeva fare! I gran signori erano proprio
di un'altra razza, tutta diversa.
Questo era il primo che Maddalena avesse avvicinato, che potesse
vedere, osservare con tutto comodo: e lo osservava e lo studiava con
curiosità crescente.
Chissà che mentre stava lì, a pregarla, a supplicar, lei--per
niente--qualche sua principessa non fosse in ansie ad aspettarlo!
San Marsilio parlando, si accarezzava i baffetti, e alla Maddalena
pareva impossibile che una manina così bianca, così sottile, così
delicata, potesse tirar di quelle sciabolate che spaccano la testa ai
mariti, con un colpo solo. E come faceva per aver le unghie così
lucide, e per conservarsi i denti così bianchi? E sotto le maniche che
pelle fina, delicata... E sotto quella pelle da donnina bionda che
muscoli d'acciaio, che forza, che coraggio temerario! Com'era diverso
da quei bei giovani di negozio che a lei facevano schifo, coi cappelli
unti e bisunti e colla camicia scollata!
--È inutile, signor conte; anche se resta qui fino a domani, io dovrò
dire sempre di no.
--Mi tiene qui fin domani? Io ci resto, beato, contento... anche a,
costo di sentirmi... di sentirmi dir di no--e scrollando la testa,
e sorridendo sempre con quei denti così bianchi sotto quei baffetti
così biondi, continuava a ripetere maliziosamente:
--No, no, no, no.
San Marsilio non era mai stato tanto eloquente; senza mai dimenticare
ch'era lì per la cambiale, si animava, si riscaldava davvero,
trovandosi solo, a quell'ora, in quel luogo, con quella donna, e,
_sapristi!_ che bella donna! A poco a poco la grossa cambiale e la
grassa bottegaia si fondevano in un desiderio solo dell'accesa
fantasia... e gli sorrideva molto l'idea che tutte le strade conducono
a Roma.
Un momento la Maddalena, che aveva il gomito sulla scrivania, si
ritrasse indietro, per sfuggire al contatto di quel braccio appoggiato
lì sulla sua poltrona, e un monte di carte, delle lettere, dei
libretti, ruzzolò per terra. San Marsilio balzò in piedi per andare a
raccattarli.
--Non si disturbi, signor conte!--esclamò Maddalena diventando
rossa.--Non importa! In questo stanzino è tutto in disordine; non
ci guardi, per carità!
--No; quando si è qui, non, si può guardar altro che lei!
Doveva offendersi? Far la selvatica? No. Era il modo di fare di quella
gente lì. Invece si alzò per fargli capire di andar via.
--Allora, _pardon_, mille _pardons_... per averla incomodata...--e il
bell'ufficialetto non sorrideva più. Pareva triste e un po'
mortificato.
Una cambiale di diecimila lire che scade il giorno dopo può esser un
affar serio, specialmente quando le diecimila lire non ci sono.
La signora Maddalena, per la prima volta, forse, in vita sua, pensò
una cosa simile ed ebbe un sentimento quasi di compassione per un suo
debitore.
--Creda, signor conte, se dipendesse da me, volentieri; ma, proprio,
non si può. Anche noi abbiamo i nostri impegni; e la sua cambiale
abbiamo dovuto girarla.
--Allora _pardon_, mille _pardons!_--E il tenente dei lancieri,
inchinandosi, le stendeva la mano per salutarla. Ma nel suo
sorriso, tra i baffetti biondi e i denti bianchi, c'era una punta di
amarezza e d'incredulità.
--Le assicuro, le dico la verità!--esclamò Maddalena, stringendogli
la mano.
--Ascolti, signora Trebeschi; avevo dimenticato un'altra cosa.
E il conte Adelino si sedette di nuovo, tenendo sempre Maddalena per
la mano.
--Le mostrerò una lettera del mio procuratore.
--No, no; adesso non c'è più altro da, dire, adesso vada.
Ma il giovinotto la teneva sempre stretta per la mano; dovette sedersi
anche lei.
--È tardi, adesso torna mio marito; ho detto di no, è no.
E l'altro daccapo, con quella voce tenera, morbida, insinuante a
pregarla, a supplicarla; ma pregarla di che cosa? Supplicarla per che
cosa? Ancora per la cambiale? Per la rinnovazione?
--No.
Perché la guardava in quel modo?... perché le baciava la mano?
--Dunque... signor conte, siamo intesi. Adesso vada via, torni domani,
da mio marito; cercherò anch'io di persuaderlo; vedremo se si potrà
combinare...
Il bell'ufficiale continuava, continuava a parlare; colla voce calda,
strascicando l'erre, continuava, sempre più vicino, stringendole la
mano sempre più forte, passandole infine un braccio dietro la vita.
--Ma che crede lei?... con chi crede d'essere lei?... Adesso siamo
intesi, vada via...--E restava lì, ad ascoltarlo, doveva
ascoltarlo; un po' perché, con quella gente lì, così diversa dagli
altri, non sapeva come trattare, nè come fare a cacciarlo via, un
po' per la curiosità, sempre per la curiosità.
Ma che cosa diceva? Che cosa voleva?... Lei, o la cambiale?... Certe
parole non le capiva nemmeno. Ma era quello il suo modo di fare? E
così quelle matte si riscaldavano, s'innamoravano? chissà quante di
esse avrebbero pagato un occhio, per tenerselo lì, come lei, ai suoi
piedi... Ma lei no; sempre no! Mascherina, ti conosco!
--Oh Dio! Adesso cosa fa?... Ma signor conte...--e lo fissò
corrugando le ciglia.
Il San Marsilio si era slacciato un po' la giubba per cercare il
portafoglio e nel portafoglio la lettera del suo procuratore.
Era una lettera lunghissima, che si riferiva al mutuo delle
cinquantamila lire. Il San Marsilio volle leggerla tutta, da capo a
fondo, stringendo sempre la mano alla signora Maddalena. Essa cercava
di allontanarsi tirandosi in fondo al canapè. La giubba era sempre
aperta, e lasciava scorgere la camicia finissima, colorata, e ne
usciva più forte, più acuto quel profumo strano che le dava tanto alla
testa.
Ma non poteva fare a meno di guardare, di osservare tutto.
Che stranezza!... Aveva una camicia fina, fina, di batista, come
quella delle signore...
Il giovane, continuando a leggere, si chinò, sotto la luce, per
vederci meglio, e allora scivolarono risonando, fuori della giubba, un
gran medaglione con un mazzetto di oggettini d'oro appesi ad una
catenella.
--Sono forse i capelli, i ritratti delle sue contesse?--pensò
Maddalena, sbirciandoli di sottecchi.
La lucernina a un tratto scoppiettò, dette un guizzo e poi si abbuiò.
--Sì! sì! sì!--insisteva il San Marsilio.
-. No, no, no, signor conte: sentirà mio marito; adesso, la prego,
vada via.
--Sì.
--No; sia buono, adesso vada via. Insomma vada via! Teresa!...
Il signor conte sparì a un tratto, e ritornò in un attimo; era andato
a chiudere l'uscio.
Ma... non è sempre vero che tutte le strade menano a Roma. Il giorno
dopo, la signora Maddalena, più rabbiosa, più bisbetica che mai,
strapazzando tutti e più di tutti quel povero signor Daniele, mandò il
Fioccola all'inferno e fece protestare la cambiale del conte Adelino
di San Marsilio.