2 novembre 1630, a Bellosguardo.

So che V. S. sa meglio di me che le tribulazioni sono la pietra

del paragone, ove si fa pruova della finezza dell'amor di Dio,

sicchè tanto quanto le piglieremo pazientemente dalla sua mano,

tanto potremo prometterci di posseder questo tesoro, ove consiste

ogni nostro bene. La prego dunque di non pigliare il coltello di

questi disturbi e contrarietà per il taglio, acciò da quello non

resti offesa, ma piuttosto prendendolo a diritto, se ne serva per

tagliare con quello tutte le imperfezioni, che per avventura

conoscerà in sè stesso, acciò levati gl'impedimenti, siccome con

vista di lince ha penetrato i cieli, così penetrando anche le

cose più basse, arrivi a conoscere la vanità e fallaccia di tutte

queste cose terrene; vedendo e toccando con mano che nè amor di

figli, nè piaceri, onori o ricchezza ci possono dar vera

contentezza, essendo cose per sè troppo instabili, e che solo in

Dio benedetto, come in ultimo nostro fine, possiamo trovar vera

quiete. Oh che gaudio sarà il nostro quando, squarciato questo

fragil velo che ne impedisce, a faccia a faccia godremo questo

gran Dio? Affatichiamoci pure questi pochi giorni di vita, che ci

restano, per guadagnare un bene così grande e perpetuo; ove

parmi, carissimo signor padre, che V. S. s'incammini per dritta

strada, mentre si vale delle occasioni che si gli porgono, e

particolarmente nel far di continuo benefizj a persone che la

ricompensano d'ingratitudine; azione veramente, che, quanto ha

più del difficile, tanto è più perfetta e virtuosa. Anzi questa,

più che altra virtù, mi pare che ci renda simili all'istesso Dio,

poichè in noi stessi esperimentiamo, che, mentre tutto il giorno

offendiamo S. D. M., egli all'incontro va pur facendone infiniti

benefizj; e se pur talvolta ci castiga, fa questo per maggior

nostro bene, a guisa di buon padre che, per correggere il figlio

prende la sferza: siccome par che segua di presente nella nostra

povera città, acciocchè, almeno mediante il timore del

soprastante pericolo, ci emendiamo.

V. S. mi perdoni se troppo l'infastidisco con tanto cicalare,

perchè, oltre che ella m'inanimisce col darmi indizio che gli

sieno grate le mie lettere, io fo conto ch'ella sia il mio devoto

(per parlare alla nostra usanza), con il quale io comunico tutti

i miei pensieri, e partecipo i miei gusti e disgusti; e

trovandolo sempre prontissimo a sovvenirmi, gli domando non tutti

i miei bisogni, perchè sarieno troppi, ma sibbene il più

necessario di presente, perchè venendo il freddo mi converrà

intirizzirmi se egli non mi soccorre mandandomi un coltrone per

tenere addosso, poichè quello che io tengo non è mio, e la

persona se ne vuol servire, come è dovere. Quello che avemmo da

V. S. insieme con il panno, lo lascio a suor Arcangela, la quale

vuole star sola a dormire, e io l'ho caro: ma così resto con una

semplice sargia, e se aspetto di guadagnar da comprarlo, non

l'avrò nè manco quest'altro inverno. Sicchè io lo dimando in

carità a questo mio devoto tanto affezionato, il quale so ben io

che non potrà comportare ch'io patisca. E piaccia al Signore (se

è per il meglio) di conservarmelo ancora lungo tempo; perchè,

dopo di lei, non mi resta bene alcuno nel mondo. Ma è pur gran

cosa ch'io non sia buona per rendergli il contraccambio in cosa

alcuna! Procurerò almeno, anzi al più, d'importunar tanto Dio

benedetto e la Madonna santissima, ch'egli ci conduca al

paradiso, e questa sarà la maggior ricompensa ch'io possa dare

per tutti i beni che mi ha fatti e fa continuamente.

Gli mando due vasetti di lattovaro, preservativo dalla peste.

Quello che non vi è scritto sopra è composto di fichi secchi,

noci, ruta e sale, unito il tutto con tanto mele che basti. Se ne

piglia la mattina a digiuno quanto una noce con bervi dietro un

poco di greco o vino buono, e dicono che è esperimentato per

difensivo mirabile; è ben vero che ci è riuscito troppo cotto,

perchè non avvertimmo alla condizione dei fichi secchi, che è di

assodare. Anco di quell'altro se ne piglia un boccone

nell'istessa maniera, ma è un poco più ostico. Se vorrà usare

dell'uno o dell'altro, procureremo di farli con più perfezione.

Racconti storici e morali · 第 30 / 94 题