Gran ritirata.
Mi abbattei in spizzichi di soldati prussiani di tutti i reggimenti, chi
con armi, chi senza; vivandiere, carri da bagagli, che zitti e chiotti
mi passavano allato: nè a me bastò il coraggio di volgere la parola a
questi prodi sfortunati.
— Ehi, sor dottore, dov'è ben avviato?» gridò una voce, in quella che,
nel giardino di Burg, io mi trovavo in mezzo ad una truppa di soldati.
Sebbene fossero anni domini che nol vedevo, pure lo ravvisai per un
tenente, che a Berlino stava nella stessa casa dove io, e che solevo
chiamarlo Carlomagno, perchè questo capameno faceva discendere la sua
famiglia in linea retta col gran conquistatore.
— A Magdeburgo, per servirla, signor tenente.
— A Magdeburgo? Eh! voglio dirle bravo se ci arriva, sor dottore; i
Francesi vi sono già accampati con una bagatella di cencinquantamila
uomini, sputi la voglia, e torni con noi, se mi vuol dar ascolto. Tutto
è perduto: Brunswich è morto; Mollendorf è prigioniero: del re non si sa
che diavolo ne sia: il corpo di riscossa del principe di Würtenberg fu
battuto jeri ad Alla.
— Ma tant'è, io devo essere dentro oggi a Magdeburgo.
— Sì? La corra dunque a gettarsi sulle bajonette de' Francesi. Buon
viaggio, sor dottore, e buona tornata.»
Mentre Carlomagno finiva con questo dire, due dragoni accorsero a spron
battuto gridando: — Il nemico è già a Wittenberg, sull'Elba.» Tosto la
fanteria raddoppiò il passo; ed io, non sentendomi di sostenere solo
soletto l'affrontata dei cencinquantamila accampati a Magdeburgo,
accettai la compagnia del tenente, e voltai tanto di spalle
all'illustrissimo signor conte dell'impero.
Addio, parocchia mia; addio, mie nozze; addio, paradiso di mie felicità!
Benchè fossi già innanzi cogli anni, la fortuna di simili non me n'avea
mai giocato. La battaglia di Jena scompaginava tutte le mie speranze
quand'erano più brillanti che mai, e mi faceva tornar dottore, celibe e
povero in canna.
Io non risolveva a quale tra me ed il re avessero recato danni maggiori
le vittorie di Napoleone. Ma la fortuna tiranna trovò in me la costanza
usata; finchè mi restava qualcosa a perdere, io era tutto inquietudine,
tutto paure. Ora che, spiantato di ramo e di radice, neppure a vender
l'abito che portavo indosso avrei potuto pagare all'amico il cavallo e
la carrozza, mi tornò il buon umore, e me n'impippavo dell'Olanda. S'è
fatto primiera con peggiori carte.