XXII.

E stetti sull'Alpi: sull'alto dei Monti che ti ricingono come diadema, o

mia Patria, là dov'è eterno il candor delle nevi, eterna la purezza

dell'aria, eterno il silenzio se non quando lo rompono lo scroscio della

valanga e l'invisibile scorrere, eterno anch'esso, dell'acque che di là

scendono a fecondare l'intera Europa; e l'uomo sente se stesso come più

presso a Dio.

E le stelle si dileguavano ad una ad una come i fochi d'un campo che si

prepara sull'alba alla mossa. E l'alba incoronava l'estremo orizzonte di

una luce di vita nascente.

Correva sul vasto ripiano un alito come di creazione, pregno di

freschezza e potenza di vita, che affondava sotto a' miei piedi la

nebbia delle falde, come un puro e forte pensiero affonda le misere

vanità, e le basse passioni tentatrici del core. Ed io sentiva l'anima

stanca ringiovanirsi a quel soffio.

E pensai agli istinti profetici della vita immortale, che nè delusioni

nè lunghi inconfortati dolori avevano mai potuto spegnere in me, al

rinascere solenne di Roma dopo secoli di tenebra profonda e servaggio,

alla giovine libertà Ellenica risuscitata dai Klephti delle montagne,

quando il mondo la credeva spenta per sempre, al sorriso dei morenti sul

palco per l'Unità della Patria, al _tiremm innanz_ del povero Sciesa,

quando, a due passi dal supplizio, gli offrivano vita, purchè invocasse

perdono, e ai pochi ma rari affetti seminati, come fiori tra le nevi

dell'Alpi, sul cammino della mesta mia vita, o all'anima femminile che

Dio mi mandava, com'Angelo de' miei giorni cadenti, perch'io la amassi

sovra ogni cosa terrena. E dissi a me stesso: _No, la vita e il martirio

non sono menzogna: l'amore consacra l'uno e l'altro all'eternità. Il

dolore è santo; la disperazione è codarda_.

E il Sole sorgeva; simbolo, eternamente rinascente, di vita, grande,

maestoso, solenne: il Sole d'Italia sulle Alpi! Ed io affondava lo

sguardo fin dove poteva, giù dove si stende il sorriso interminabile

della bella mia Patria. E la luce si diffondeva come aureola

promettitrice sovr'essa colla rapidità del mio sguardo. E la mia anima,

sorvolando quel torrente di calore e di luce, nuotava con fede

irresistibile e nella speranza e nell'antico orgoglio del nome d'Italia.

Tu sorgerai, o mia Patria! grande nel mondo come il sole sulle tue Alpi:

santa del tuo lungo Martirio: bella del duplice tuo Passato e

dell'infinito Avvenire. E il tuo sorgere sarà segnale al sorgere delle

Nazioni; e rinnovellerà, onnipotente contro ogni nemico, la faccia

dell'Europa. E questo avverrà, quando, cacciati gl'idolatri dal Tempio e

disperse le nebbie delle false dottrine che t'indugiano sulla via, i

tuoi figli non avranno altra via che la linea retta, altra scienza che

la verità senza veli, altra tattica che il coraggio e l'ardire, altro

Dio che il Dio della Giustizia e delle Battaglie.

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. II · 第 154 / 227 题