Ed io so che parecchî fra voi, incadaveriti in ogni libera facoltà per
troppo lungo soggiorno appiè dell'Idolo _Forza_, dell'Idolo _Tattica_,
dell'Idolo _Lucro_, s'irriteranno delle mie parole e diranno _raca!_ al
fratello; e appiattati, siccome ladri in viottoli, in qualche angolo
oscuro dei loro diarî e libercoli, schizzeranno contro me fango, bava e
veleno. Ma essi non hanno potere sull'anima mia, nè contro le verità
ch'io parlo ai giovani e ai figli del Popolo, e che i giovani e i figli
del Popolo ascolteranno quando che sia.
Però che Dio mi diede, chiamandomi a vita quaggiù, una inesauribile
potenza d'amore ed una di spregio. E come Giovanni Huss di sul rogo,
vedendo un uom del contado affaccendarsi per aggiungere legna a quella
che già lo ardeva, esclamava: _o semplicità santa!_ io diffondo la prima
sulla testa di quei che m'oltraggiano per errore di mente debole: e la
seconda, io la verso sulla testa degli idolatri che calunniano per basso
livore d'invidia o per secondi fini. Nè guardo o curo più oltre.
Ma il Vero ch'io parlo, come m'è inspirato dalla tradizione d'Italia e
dalla pura coscienza, è immortale; nè calunnia di codardi o malia di
false dottrine o bastardure di corti può soffocarlo se non per poco.
E in nome di quel Vero oggi io grido: