Non dite: l'Europa è più vasta della nostra contrada e può mettere in
armi un maggior numero di combattenti, e li verserà contro noi. Due
milioni d'armati in nome della tirannide non prevalgono contro un mezzo
milione d'armati per la Libertà e per la Patria, accampati su terra
loro, tra le sepolture dei loro martiri e i grandi ricordi dei loro
padri. Ma in verità io vi dico che davanti allo spettacolo d'un Popolo
fatto Principio e procedente col ferro nella destra e il Vangelo Eterno,
_libertà, vita, progresso, associazione, fratellanza delle Nazioni_,
nella sinistra, i due milioni d'Europa non moveranno contro voi, ma
contro i despoti che s'attentassero d'assalirvi.
Quando, undici anni addietro, la Francia si riscosse dal lungo sonno in
cui l'avean posta i padri dei sofisti idolatri ch'oggi pesano sui vostri
moti, una lunga tremenda corrente elettrica corse Francoforte, Berlino,
Pesth, Vienna, Milano, e pose a pericolo tutti i troni d'Europa, perchè
i Popoli, ricordando la Francia del 1789 e commossi dalla potente parola
che suonava attraverso la nuova riscossa, credettero che un principio
sorgesse e salutarono con impeto la vita che doveva discenderne a tutti.
E quel che la Francia, sorgendo, produsse allora, voi, come ogni altro
Popolo, potete, sorgendo, produrlo in oggi. Però che, non quel che i
Popoli _sono_ per numero o concentramento di forze, ma quel che i Popoli
_fanno_ è, per decreto di provvidenza, norma generatrice agli eventi; e
mentre la Monarchia di Spagna co' suoi vasti dominî sui quali non era
tramonto di sole, non lasciò segno nel mondo fuorchè di roghi e d'ossa
di vittime, i piccoli Comuni d'Italia diffusero sull'Europa un solco
immortale d'incivilimento e di libertà.
Porgete attento l'orecchio, e ditemi se non udite un cupo rumore che
viene come di sotterra, un fremito come di marea che salga, un'eco
indistinta come di lavoro che scavi le fondamenta delle Potenze
terrestri.
Guardate in volto ai padroni del mondo e ai servi dei padroni del mondo,
e ditemi se le pallide fronti e il guardo irrequieto dei primi e
l'affaccendarsi convulso di qua, di là, di su, di giù per le vie
dell'inferno che chiamano Diplomazia, non accennino a presentimento di
rovina, a terrore d'ineluttabili fati.
Essi tremano nell'anima loro, come per freddo di morte imminente, perchè
sentono il fremito di quella terza vita d'Italia, ch'io v'annunziava
poc'anzi e che, quando si manifesti nel mondo, sperderà la turba di
Fantasmi e Menzogne colla quale essi sviano i Popoli dalla vera via.
E contemplate, studiando, l'Europa al lume, non delle lanterne cieche
degli angusti sistemi e delle false dottrine, ma della fiaccola ardente
della verità; poi ditemi, se nel culto invadente della materia, nello
scherno versato sulle vecchie credenze, nell'anelito a nuove tuttora
ignote, nel pazzo e breve affollarsi dei molti intorno ad ogni più
strano concetto, nel silenzio paziente dei pochi, nel contrasto fra il
martirio degli uni e l'indifferenza degli altri, nelle filosofie
congegnate a mosaico, nell'inaspettato riapparire di vecchie Potenze che
il mondo credeva spente per sempre, nel disfacimento visibile d'antichi
Imperi che il mondo credeva immortali, nell'agitarsi sovra ogni terra
dei milioni che lavoravano finora muti, inconscî, pei pochi, e nel
dolore senza nome che invade l'anime giovani, e nelle gioje profetiche
che illuminano subitamente l'anime stanche, non ravvisiate i segni della
morte d'un Mondo e del faticoso accostarsi alla vita, d'un altro.
Io vi dico che, come quando morivano gli Dei Pagani e nasceva Cristo,
l'Europa è oggi assetata d'una nuova vita e d'un nuovo Cielo e d'una
nuova Terra; e ch'essa si verserà, come a santa Crociata, sull'orme del
primo Popolo dal quale escirà, sopportata da forti fatti, una voce
banditrice d'adorazione all'eterno Vero, all'eterna Giustizia, e
d'anatema alla Potenza che opprime e alla Menzogna che mentisce o
prostituisce la vita.
Siate voi quella voce e quell'esempio vivente. Voi lo potete. E l'Europa
coronerà la vostra Patria d'una corona d'amore sulla quale Dio scriverà:
_guai a chi la tocca!_
Ma finchè l'Europa vi vedrà agitati pur trepidi sempre, frementi pur
prostrati davanti agli idoli, e apostoli o accettatori ipocriti di
menzogna e chiedenti a principi o a convegni di stranieri la terra ch'è
vostra, essa dirà: _non è un popolo che si desta, ma un infermo che muta
lato_; e i dubbî piccoli fatti, che si compiranno nella vostra contrada,
non saranno argomento se non di ciarle diplomatiche a raggiratori, o di
speculazioni devote all'idolo _Lucro_ in quell'antro di rapina che, con
vocabolo gallico, chiamano Borsa.