V'hanno detto che l'unico vostro grido deve essere in oggi: _fuori lo
straniero! viva l'Indipendenza!_ Ma io vi dico che non otterrete Patria
se non quando il vostro grido sarà: _fuori la tirannide! viva l'Unità
Nazionale!_ Quel grido di _fuori lo straniero_ non è che un'eco misera
del grido _fuori il barbaro!_ che nei secoli addietro ogni papa o
principe, a cui stava in animo d'occupare un qualche lembo della vostra
terra, mandava, sorridendo celatamente di scherno, ai poveri popoli
illusi. E fu trovato di sofisti idolatri, che intesero a sviarvi dal
vero sogno e serbarvi, allettandovi dietro a un fantasma
d'emancipazione, facile preda a ogni dominazione di principi e
cortigiani.
V'hanno detto che voi siete servi dell'Austria e che prima di provvedere
alle vostre sorti d'uomini e di cittadini, v'è d'uopo attendere a
liberarvene. Ma io vi dico, ed altri vi ha detto, che voi siete servi
dei vostri servi; servi del re che tiene le belle e forti regioni del
Mezzogiorno: servi del Vicario del Genio del Male: servi di meschine
trepide ambizioni dinastiche: servi di prelati, di cortigiani,
faccendieri e sofisti, che immiseriscono le vostro guerre, incatenano
colle vecchie tradizioni e colle gerarchie d'anticamera il genio dei
vostri militi, intorpidiscono le vostre facoltà e ammorzano il vostro
entusiasmo con polvere e fango di protocolli: servi di governucci
diseredati egualmente di pensiero e di azione, i quali regolano il
vostro moto nazionale colle forme d'una vecchia danza di corte, e, con
un popolo fremente innanzi, dissertano sull'_accogliere_ o
sull'_accettare_, e sopra ogni sillaba venuta da Biarritz o da altro
ricettacolo di Despota traditore, come i Greci del Basso-Impero
dissertavano, morente la Patria, sulla luce che veniva o non veniva
dall'ombelico.
Emancipatevi, in nome della Libertà, da tutti costoro--da quei che
mandano deputazioni a regnanti stranieri per chieder loro permesso di
vivere liberi--da quei che smembrano la Causa d'Italia, restringendo ad
una o ad altra zona della vostra terra i diritti trepidamente
enunziati--da quei che spendono la vostra polvere da cannone, non contro
il nemico, ma per celebrare i benefizî e le glorie d'una _annessione_
ch'è favola--da quei che vi dicono: _sperate nell'uomo di Villafranca,
nello Tsar, nel Convegno futuro dei Principi_, invece di dirvi: _sperate
in voi stessi, nelle vostre bajonette, nel diritto Italiano e nel Dio di
Giustizia_--da quei che dicono a chi parla d'insorgere: _sostate sino al
finir delle Conferenze in Zurigo o sino al cominciare delle Conferenze
in Bruxelles_--da quei che v'hanno detto: _durate immobili_, mentre si
vendeva a Venezia o si scannava in Perugia--da quei che vi vietano,
mentre ogni giorno che corre frutta proscrizione ai nostri e ordinamento
di forza al nemico, di varcar la Cattolica--da quei che si dicono
chiamati a governare una impresa di libertà, e, perchè non s'impaurisca
il dispotismo straniero, vi vietano libertà di parola, di pubblici
convegni, di stampa. Ruggite e sperdeteli. Non avrete allora da temer
l'Austria.
Voi sperdeste l'Austria dieci anni addietro colla campana a stormo e
colle barricate d'una provincia, e non si rifece potente--lo diceste
tutti in quel tempo--se non per le colpe degli stessi sofisti e
faccendieri di corte che oggi rigovernano le cose vostre. Perchè non la
sperderebbero la campana a stormo e le barricate di tutta Italia?
Non è la forza, prima nel Diritto e nei fermi propositi, poscia nel
numero? Or come dunque osano i sofisti dirvi che siete troppo deboli per
pensare ad altro che a cacciar l'Austria, e limitano intanto il vostro
numero e le vostre forze, confinandovi per entro al recinto di poche
provincie e contendendovi la vasta, la forte, l'onnipotente Italia?
Libertà! Libertà! Siate liberi come l'aria delle vostre Alpi: liberi
come le brezze dei vostri mari: liberi per seguir capi i quali osino e
sappian guidarvi: liberi per combattere: liberi per suscitare, coll'armi
e con tutti i mezzi che Dio vi ha profusi, l'Italia tutta ad insorgere:
liberi d'infervorarvi a vicenda coi convegni fraterni e di chiamare lo
spirito di Dio sulle turbe raccolte: liberi di vivere e morir per la
patria, non per un frammento di Regno o per una Italia a mosaico, col
marchio di servitù su Napoli, Palermo, Venezia e Roma.