Voi state sul limitare della terza vita d'Italia.
La prima vita d'Italia si diffuse pel mondo come alito fecondatore,
colla sola potenza dell'Azione: la seconda, colla sola potenza del
Pensiero e della Parola. Ed oggi la terza vita deve conquistare il mondo
a nuova universale concordia colla potenza del Pensiero e dell'Azione,
armonizzanti per opera dello Spirito di Giustizia e di Amore.
Però, se nella prima vita vi bastò la spada, e nella seconda la parola e
l'esser presti a obbedire ad essa e morire per essa, voi non potete ora
varcare il limitare della terza vita, se non usando la spada e
testimoniando colla parola.
Dovete essere savî e forti: apostoli e militi.
Or la sapienza è il culto del Vero; e la forza è la fede nella potenza
del Vero.
E perchè la sapienza scenda sul vostro intelletto e la fede benedica
l'anima vostra, è necessario che invochiate l'una e l'altra con
intenzioni sante e con un core puro d'ogni bassa passione.
La Virtù è la sorella del Genio. E quando il culto idolatra dell'io
scaccia dall'anima la Virtù, che è lo spirito di sacrificio, l'anima
rovina in basso com'aquila a cui manchi l'ala, e il Genio s'arresta a
mezzo la via come stella cadente che illumina d'un solco di luce lo
spazio e subitamente sparisce.
E però l'uomo il più potente per Genio nei nostri tempi mostrò al mondo
attonito due vite in una: la prima, quand'ei rappresentava una Idea;
vita di concetti giganteschi e miracoli di vittorie; la seconda,
quand'egli, inebriato d'egoismo e di spregio, non rappresentava che sè
stesso; vita di errori e disfatte. E dalle solitudini di Sant'Elena lo
spirito di quel Potente manda a chi sa intenderla una voce che dice: _la
corona delle vittorie immortali non posa se non sulla tomba del forte,
che, dimentico di sè stesso, combatte sino all'ultimo giorno pel santo
Vero e pel Diritto dei Popoli_.
Santificate dunque col sacrificio e coll'intrepida adorazione del Vero
l'anime vostre, se volete vincere i molti nemici che s'attraversano tra
voi e la terza vita d'Italia: l'Angelo della Vittoria aborre dal fango
dell'egoismo e della menzogna. Portate la vostra credenza alteramente
sulla bandiera, come i guerrieri dei secoli addietro portavano sullo
scudo la loro insegna. Come il tuono tien dietro al lampo, così segua
rapido ogni vostro pensiero l'azione. Dio è grande perchè pensa
operando. Ingigantite nella fede: come il sonnambulo passeggia sicuro
sull'orlo del tetto perch'ei _crede_ movere sulla carreggiata, e s'ei si
desta e misura l'abisso, impaurisce e precipita, così voi, se potenti di
fede, supererete ostacoli davanti ai quali, se trepidi e tentennanti,
cadrete. Non pensate a voi: vivete nel _fine_, nella coscienza del
Dovere, nel santo orgoglio del Diritto. E la costanza coroni l'unità
della vostra vita, come cupola il tempio. Siate uomini, e Dio sarà Dio,
cioè Padre e Proteggitore per voi.
La vostra è la più grande fra tutte le missioni terrestri; siate grandi
com'essa. Voi siete chiamati a un'opera emulatrice delle opere di Dio:
la creazione d'un Popolo. E vi conviene accostarvi a Lui, quanto può la
creatura finita, purificandovi, consacrandovi. I giovani guerrieri dei
tempi di mezzo vegliavano la notte in armi, prostrati sul nudo marmo,
nel digiuno e nella preghiera, prima d'iniziarsi nella cavalleria. Ed
essi non giuravano che ad un signore, creatura mortale com'essi: voi
giurate a Dio, alla Patria, all'Umanità. E la loro ricompensa per le
belle imprese era la speranza che il loro nome passasse, suono fugace, a
pochi posteri nella canzone d'un trovatore; ma voi aspetta la lunga
benedizione delle generazioni che avranno Patria da voi, e la vostra
memoria, fatta tradizione d'onore, s'incarnerà nella vita progressiva di
tutta la vostra Nazione.