VII.

La Fede è Pensiero ed Azione. E lo sarà un giorno per tutti; ma lo è fin

d'oggi e segnatamente per voi.

Io vi dissi che quando, come membra del grande essere collettivo che

chiamasi Umanità, i diversi Popoli emersero, ciascuno colla sua missione

speciale, dal caos di mille anni addietro, Dio pose un segno sulla

fronte al Germano che significa _Pensiero_, e sulla fronte al Franco un

altro che significa _Azione_. Or sulla vostra Ei pose un doppio segno

che significa Pensiero ed Azione congiunti.

E quel doppio segno, ch'è la vostra missione ed il vostro battesimo fra

le Nazioni, era visibile sulla vostra fronte, mille anni innanzi che gli

altri Popoli fossero.

Però che voi, soli fino ad oggi fra tutti, aveste da Dio privilegio di

morire e rivivere, come gli uomini favoleggiarono della Fenice. E alla

Grecia soltanto, sorella nata ad un tempo colla nostra Italia, fu dato

riaffacciarsi, nell'ultimo mezzo secolo, alla seconda vita, quando

appunto cominciava per l'Italia ad albeggiare la terza.

Così, mentre il Germano move sulla terra col guardo perduto nell'abisso

dei cieli, e l'occhio del Franco si leva di rado in alto, ma trascorre

irrequieto e penetrante di cosa in cosa sulla superficie terrestre, il

Genio che ha in custodia i fati d'Italia trapassò sempre rapido

dall'Ideale al Reale, cercando d'antico come potessero ricongiungersi

terra e cielo.

Per virtù di quella Unità che annoda il cielo infinito, patria del

Pensiero, alla terra, patria dell'Azione, i padri dei vostri padri

conquistarono il mondo cognito allora; ogni loro Legione era una

missione armata; ogni vittoria era per essi decreto di Giove.

E, innanzi ad essi, i padri degli avi, che stanziavano fra Tevere e Po e

si chiamavano Etruschi, edificavano le loro città giusta il concetto che

si erano formati del cielo: ed ogni loro atto era incarnazione d'un

pensiero di religione.

E dopo d'essi venne una generazione d'uomini-capi--capi per consenso e

riverenza di popoli--i quali tentarono, per oltre a sei secoli, la santa

impresa di dar sulla terra trionfo alla Legge di Dio sull'arbitrio degli

uomini, al Pensiero ed alla Parola sulla forza cieca e brutale; e

stettero per tutta Europa, in nome dell'Amore e della Giustizia, fra i

Popoli e i padroni dei Popoli. E l'ultimo e il più grande fra loro fu il

figlio d'un falegname per nome Ildebrando, frainteso anche oggi dai più.

Poi, perchè il regno di Dio non può scendere sulla terra se non per

l'opera libera e pur concorde di _tutti_, quegli uomini tradirono Popoli

e Dio, e fornicando cogli oppressori delle Nazioni, diventarono e sono

veramente i Vicarî del Genio del Male, da sterminarsi per sempre.

I vostri filosofi, i vostri sacerdoti del pensiero e dell'arte, non sì

tosto avevano afferrato colla mente un concetto di Vero, che sentivano

prepotente il bisogno di ridurlo a fatto, e furono, dagli antichi

Pitagorici a Tomaso Campanella, da Dante Alighieri a Michelangiolo e

Machiavelli, ordinatori di consorzî segreti, legislatori di città o

predicatori d'instituti sociali. E si frammischiarono alle battaglie

delle loro città, congiurarono contro le tirannidi, affrontarono

prigioni, esilî, torture. Contemplarono e fecero.

E mentre altrove gli uomini ch'ebbero nome di riformatori di Religione

assalivano gli oppressori dell'anima, rispettando gli oppressori dei

corpi, ed erano Titani d'audacia contro la menzogna violatrice del

Cielo, maledicendo aspramente ai figli del popolo che volevano

cancellarla di sulla Terra, tra voi intesero che Spirito e Corpo si

confondono nella Vita, ch'è una, e morirono sui roghi per aver tentato

che la Verità di Dio trionfasse in atti visibili nella fratellanza

civile. E cento anni addietro, le vostre donne in Firenze versavano

ancora fiori, il ventitrè maggio d'ogni anno, sul terreno dove era morto

tra le fiamme un santo frate che sollevava, or son tre secoli e mezzo,

la bandiera dell'emancipazione religiosa e della Repubblica.

Or voi, abbandonando in questo la tradizione del vostro popolo, e

perduta dietro a insegnamenti stranieri la memoria della missione

d'Unità il cui compimento deve farvi Nazione, avete smembrato la vostra

vita; e i più tra voi amano la Patria col solo pensiero, commettendo

l'opere che devono fondarla all'usurpatore straniero e a quel misto

d'impotenza e d'inganno che chiamano Diplomazia.

E la patria vi sfugge, e le speranze vi tornano di anno in anno in

delusioni amarissime e vergognose, però che le parole dei principi, e

sopratutto le promesse dello straniero, sono da tempo immemorabile

simili ai pomi dell'Asfaltide, belli all'occhio e cenere al dente; e

quando Dio disse all'uomo: _tu ti ciberai del sudore della tua fronte_,

Egli intese non solamente del pane del corpo, ma del pane dell'anima,

della Libertà e della Patria.

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. II · 第 138 / 227 题