La Fede è Pensiero ed Azione. E lo sarà un giorno per tutti; ma lo è fin
d'oggi e segnatamente per voi.
Io vi dissi che quando, come membra del grande essere collettivo che
chiamasi Umanità, i diversi Popoli emersero, ciascuno colla sua missione
speciale, dal caos di mille anni addietro, Dio pose un segno sulla
fronte al Germano che significa _Pensiero_, e sulla fronte al Franco un
altro che significa _Azione_. Or sulla vostra Ei pose un doppio segno
che significa Pensiero ed Azione congiunti.
E quel doppio segno, ch'è la vostra missione ed il vostro battesimo fra
le Nazioni, era visibile sulla vostra fronte, mille anni innanzi che gli
altri Popoli fossero.
Però che voi, soli fino ad oggi fra tutti, aveste da Dio privilegio di
morire e rivivere, come gli uomini favoleggiarono della Fenice. E alla
Grecia soltanto, sorella nata ad un tempo colla nostra Italia, fu dato
riaffacciarsi, nell'ultimo mezzo secolo, alla seconda vita, quando
appunto cominciava per l'Italia ad albeggiare la terza.
Così, mentre il Germano move sulla terra col guardo perduto nell'abisso
dei cieli, e l'occhio del Franco si leva di rado in alto, ma trascorre
irrequieto e penetrante di cosa in cosa sulla superficie terrestre, il
Genio che ha in custodia i fati d'Italia trapassò sempre rapido
dall'Ideale al Reale, cercando d'antico come potessero ricongiungersi
terra e cielo.
Per virtù di quella Unità che annoda il cielo infinito, patria del
Pensiero, alla terra, patria dell'Azione, i padri dei vostri padri
conquistarono il mondo cognito allora; ogni loro Legione era una
missione armata; ogni vittoria era per essi decreto di Giove.
E, innanzi ad essi, i padri degli avi, che stanziavano fra Tevere e Po e
si chiamavano Etruschi, edificavano le loro città giusta il concetto che
si erano formati del cielo: ed ogni loro atto era incarnazione d'un
pensiero di religione.
E dopo d'essi venne una generazione d'uomini-capi--capi per consenso e
riverenza di popoli--i quali tentarono, per oltre a sei secoli, la santa
impresa di dar sulla terra trionfo alla Legge di Dio sull'arbitrio degli
uomini, al Pensiero ed alla Parola sulla forza cieca e brutale; e
stettero per tutta Europa, in nome dell'Amore e della Giustizia, fra i
Popoli e i padroni dei Popoli. E l'ultimo e il più grande fra loro fu il
figlio d'un falegname per nome Ildebrando, frainteso anche oggi dai più.
Poi, perchè il regno di Dio non può scendere sulla terra se non per
l'opera libera e pur concorde di _tutti_, quegli uomini tradirono Popoli
e Dio, e fornicando cogli oppressori delle Nazioni, diventarono e sono
veramente i Vicarî del Genio del Male, da sterminarsi per sempre.
I vostri filosofi, i vostri sacerdoti del pensiero e dell'arte, non sì
tosto avevano afferrato colla mente un concetto di Vero, che sentivano
prepotente il bisogno di ridurlo a fatto, e furono, dagli antichi
Pitagorici a Tomaso Campanella, da Dante Alighieri a Michelangiolo e
Machiavelli, ordinatori di consorzî segreti, legislatori di città o
predicatori d'instituti sociali. E si frammischiarono alle battaglie
delle loro città, congiurarono contro le tirannidi, affrontarono
prigioni, esilî, torture. Contemplarono e fecero.
E mentre altrove gli uomini ch'ebbero nome di riformatori di Religione
assalivano gli oppressori dell'anima, rispettando gli oppressori dei
corpi, ed erano Titani d'audacia contro la menzogna violatrice del
Cielo, maledicendo aspramente ai figli del popolo che volevano
cancellarla di sulla Terra, tra voi intesero che Spirito e Corpo si
confondono nella Vita, ch'è una, e morirono sui roghi per aver tentato
che la Verità di Dio trionfasse in atti visibili nella fratellanza
civile. E cento anni addietro, le vostre donne in Firenze versavano
ancora fiori, il ventitrè maggio d'ogni anno, sul terreno dove era morto
tra le fiamme un santo frate che sollevava, or son tre secoli e mezzo,
la bandiera dell'emancipazione religiosa e della Repubblica.
Or voi, abbandonando in questo la tradizione del vostro popolo, e
perduta dietro a insegnamenti stranieri la memoria della missione
d'Unità il cui compimento deve farvi Nazione, avete smembrato la vostra
vita; e i più tra voi amano la Patria col solo pensiero, commettendo
l'opere che devono fondarla all'usurpatore straniero e a quel misto
d'impotenza e d'inganno che chiamano Diplomazia.
E la patria vi sfugge, e le speranze vi tornano di anno in anno in
delusioni amarissime e vergognose, però che le parole dei principi, e
sopratutto le promesse dello straniero, sono da tempo immemorabile
simili ai pomi dell'Asfaltide, belli all'occhio e cenere al dente; e
quando Dio disse all'uomo: _tu ti ciberai del sudore della tua fronte_,
Egli intese non solamente del pane del corpo, ma del pane dell'anima,
della Libertà e della Patria.