Ma perchè cercate e non trovate la Patria? Perchè a voi soli il lungo
martirio non frutta vittoria? E perchè la pietra del sepolcro, dove papi
e re v'han messi a giacere, si leva soltanto di tempo in tempo a metà
per ricadere più pesante sulle vostre teste? Quale strana fatalità
s'aggrava su voi, poveri Israeliti delle Nazioni, perchè Dio vi neghi la
Patria concessa da secoli a popoli che oprarono e patirono meno di voi?
La vita di Dio freme in seno alla vostra terra più che altrove potente.
Imagini di bellezza e di forza s'avvicendano singolari su questo suolo,
dove il sole accende vulcani e che gli uomini salutano del nome di
Giardino d'Europa. La natura sorride per voi d'un sorriso di donna. I
languenti per morbo vengono dalle brume settentrionali a ribever la vita
nell'aure balsamiche de' vostri prati, sotto l'azzurro profondo de'
vostri cieli.
L'Alpi eterne vi guardano solenni dall'estremo della vostra contrada
come per dirvi: siate grandi! E appiè di quell'Alpi, i fiori più belli
che all'uomo sia dato vedere vi guardano, dovunque moviate, coi loro
occhi innocenti, come per dirvi: siate buoni! E tra quell'Alpi e quei
fiori errano, quasi murmure d'angeli, melodie che gli uomini chiamano
Musica, e sono un'eco della lingua che si parla in cielo.
Splendide come le stelle dei vostri sereni furono l'opere del Genio tra
voi: splendide di pensiero e d'azione, che voi soli sapeste congiungere
in bella armonia.
L'Europa era--dalla vostra sorella, la Grecia, in fuori--semibarbara,
quando le vostre aquile passeggiarono di trionfo in trionfo sovr'essa; e
insegnaste ai popoli conquistati una sapienza di leggi che dura tuttavia
riverita, i conforti della vita civile, e quella tendenza all'Unità che
preparò un mondo a Gesù.
L'Europa giaceva ravvolta fra le tenebre del servaggio feudale, quando
voi, sorti a seconda vita, affermaste nei vostri Comuni la libertà
repubblicana dell'uomo e del cittadino, e diffondeste alle più lontane
contrade i beneficî della civiltà, delle lettere e del commercio.
I vostri sacerdoti dell'Arte pellegrinarono di terra in terra,
disseminando per ogni dove forme di bellezza immortale e insegnando come
si svolva dal simbolo l'ideale.
E quando l'Europa ingrata vi pose in fondo, dividendosi le vostre
spoglie, il genio Italiano, prima di velarsi per un tempo, gettò dalla
sua croce, quasi pegno di ciò che un giorno potrebbe, un Nuovo mondo
all'Europa.
Genio, forza, natura bella oltre ogni altra e feconda, concento d'aura e
ineffabile sorriso di cieli, Dio tutto vi diede. Perchè non vi diede la
Patria? Perchè, mentre ogni abitatore delle terre che inciviliste,
interrogato del chi ei si sia, risponde alteramente: _sono Francese,
sono Inglese, sono Spagnuolo_, voi non potete rispondere se non come
espressione di desiderio: _sono Italiano_?