II.

Ma perchè cercate e non trovate la Patria? Perchè a voi soli il lungo

martirio non frutta vittoria? E perchè la pietra del sepolcro, dove papi

e re v'han messi a giacere, si leva soltanto di tempo in tempo a metà

per ricadere più pesante sulle vostre teste? Quale strana fatalità

s'aggrava su voi, poveri Israeliti delle Nazioni, perchè Dio vi neghi la

Patria concessa da secoli a popoli che oprarono e patirono meno di voi?

La vita di Dio freme in seno alla vostra terra più che altrove potente.

Imagini di bellezza e di forza s'avvicendano singolari su questo suolo,

dove il sole accende vulcani e che gli uomini salutano del nome di

Giardino d'Europa. La natura sorride per voi d'un sorriso di donna. I

languenti per morbo vengono dalle brume settentrionali a ribever la vita

nell'aure balsamiche de' vostri prati, sotto l'azzurro profondo de'

vostri cieli.

L'Alpi eterne vi guardano solenni dall'estremo della vostra contrada

come per dirvi: siate grandi! E appiè di quell'Alpi, i fiori più belli

che all'uomo sia dato vedere vi guardano, dovunque moviate, coi loro

occhi innocenti, come per dirvi: siate buoni! E tra quell'Alpi e quei

fiori errano, quasi murmure d'angeli, melodie che gli uomini chiamano

Musica, e sono un'eco della lingua che si parla in cielo.

Splendide come le stelle dei vostri sereni furono l'opere del Genio tra

voi: splendide di pensiero e d'azione, che voi soli sapeste congiungere

in bella armonia.

L'Europa era--dalla vostra sorella, la Grecia, in fuori--semibarbara,

quando le vostre aquile passeggiarono di trionfo in trionfo sovr'essa; e

insegnaste ai popoli conquistati una sapienza di leggi che dura tuttavia

riverita, i conforti della vita civile, e quella tendenza all'Unità che

preparò un mondo a Gesù.

L'Europa giaceva ravvolta fra le tenebre del servaggio feudale, quando

voi, sorti a seconda vita, affermaste nei vostri Comuni la libertà

repubblicana dell'uomo e del cittadino, e diffondeste alle più lontane

contrade i beneficî della civiltà, delle lettere e del commercio.

I vostri sacerdoti dell'Arte pellegrinarono di terra in terra,

disseminando per ogni dove forme di bellezza immortale e insegnando come

si svolva dal simbolo l'ideale.

E quando l'Europa ingrata vi pose in fondo, dividendosi le vostre

spoglie, il genio Italiano, prima di velarsi per un tempo, gettò dalla

sua croce, quasi pegno di ciò che un giorno potrebbe, un Nuovo mondo

all'Europa.

Genio, forza, natura bella oltre ogni altra e feconda, concento d'aura e

ineffabile sorriso di cieli, Dio tutto vi diede. Perchè non vi diede la

Patria? Perchè, mentre ogni abitatore delle terre che inciviliste,

interrogato del chi ei si sia, risponde alteramente: _sono Francese,

sono Inglese, sono Spagnuolo_, voi non potete rispondere se non come

espressione di desiderio: _sono Italiano_?

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. II · 第 133 / 227 题