Menzogna nelle asserzioni fondamentali; menzogna nei particolari;
menzogna in voi, menzogna nei vostri agenti; menzogna, arrossisco in
dirlo per la Francia che avete cacciata sì in fondo, negli ultimi a
smarrire la tradizione dell'onore, nei capi del vostro esercito. Avete
vinto colla menzogna, e tentate giustificarvi colla menzogna. Mentiva il
generale Oudinot, quando egli, per illudere le popolazioni e spianarsi,
trafficando sul nostro amore per la Francia, la via di Roma, serbava
fino al 15 luglio intrecciate in Civitavecchia la bandiera francese e la
nostra bandiera tricolore ch'ei sapeva di dover rovesciare. Mentiva
impudentemente affermando in un suo proclama che la maggior parte
dell'esercito romano s'era affratellato col francese, quando tutto lo
stato maggiore diede, protestando, la sua dimissione, quando soli 800
uomini--oggi anch'essi disciolti--accettarono le condizioni di servizio
proposte. Mentiva vilmente quando, dopo avere solennemente promesso in
iscritto di non assalire la città prima del _lunedì_[101] 4 giugno,
assalì nella notte dal sabato alla domenica. Mentiva a noi, trascinato
da una debolezza colpevole, pur temperata dalla speranza di porre
rimedio al male, l'inviato Lesseps, quand'egli ci rassicurava con
promesse continue d'accordo e ci scongiurava a non attribuire importanza
alle mosse francesi dettate, com'ei diceva, unicamente dal bisogno di
porgere sfogo alla insofferenza di riposo nella soldatesca--e intanto, i
vostri si prevalevano bassamente della nostra buona fede a studiare non
molestati il terreno, a collocarsi, a fortificarsi, a occupare
improvvisamente, pendente un armistizio, il punto strategico di Monte
Mario. Mentiva il signor de Corcelles quando, contro la dichiarazione
del municipio romano, quella dei consoli esteri e la testimonianza di
tutta una città, affermava che Roma non era stata bombardata mai: le
bombe piovvero, per molte notti e segnatamente dal 23 al 24 e dal 29 al
30, frequentissime e dannosissime, sul Corso, a piazza di Spagna, al
Babbuino, sul palazzo Colonna, sullo spedale di Santo Spirito, su quello
dei Pellegrini, per ogni dove. Mentite voi, signor Tocqueville, quando,
fidando nell'ignoranza della vostra maggiorità, millantaste _fatto unico
nella storia_ la scelta del punto verso porta San Pancrazio per assalire
la città quasi a maggior salvezza della popolazione e delle abitazioni.
Roma, che presenta a porta San Paolo e a porta San Giovanni un'aperta
campagna, vede appunto a porta San Pancrazio accumularsi popolo e case;
porta San Pancrazio fu scelta perchè si mantenessero con rischio minore
le comunicazioni con Civitavecchia, e perchè, mentre dagli altri punti
era forza scendere a una temuta battaglia di popolo e di barricate, da
quella di San Pancrazio il Gianicolo, signoreggiando Roma, offriva il
destro di vincerla con guerra, non d'uomini, ma di bombe e cannoni.
Mentiste tutti, o signori, da colui ch'è primo tra voi sino all'ultimo
de' vostri agenti, a noi, all'Assemblea, alla Francia e all'Europa,
quando deste ripetutamente, dal primo giorno della nefanda impresa sino
a jeri, promesse di protezione, di fratellanza, di libertà che avevate
fermo in animo di tradire.