III.

Menzogna nelle asserzioni fondamentali; menzogna nei particolari;

menzogna in voi, menzogna nei vostri agenti; menzogna, arrossisco in

dirlo per la Francia che avete cacciata sì in fondo, negli ultimi a

smarrire la tradizione dell'onore, nei capi del vostro esercito. Avete

vinto colla menzogna, e tentate giustificarvi colla menzogna. Mentiva il

generale Oudinot, quando egli, per illudere le popolazioni e spianarsi,

trafficando sul nostro amore per la Francia, la via di Roma, serbava

fino al 15 luglio intrecciate in Civitavecchia la bandiera francese e la

nostra bandiera tricolore ch'ei sapeva di dover rovesciare. Mentiva

impudentemente affermando in un suo proclama che la maggior parte

dell'esercito romano s'era affratellato col francese, quando tutto lo

stato maggiore diede, protestando, la sua dimissione, quando soli 800

uomini--oggi anch'essi disciolti--accettarono le condizioni di servizio

proposte. Mentiva vilmente quando, dopo avere solennemente promesso in

iscritto di non assalire la città prima del _lunedì_[101] 4 giugno,

assalì nella notte dal sabato alla domenica. Mentiva a noi, trascinato

da una debolezza colpevole, pur temperata dalla speranza di porre

rimedio al male, l'inviato Lesseps, quand'egli ci rassicurava con

promesse continue d'accordo e ci scongiurava a non attribuire importanza

alle mosse francesi dettate, com'ei diceva, unicamente dal bisogno di

porgere sfogo alla insofferenza di riposo nella soldatesca--e intanto, i

vostri si prevalevano bassamente della nostra buona fede a studiare non

molestati il terreno, a collocarsi, a fortificarsi, a occupare

improvvisamente, pendente un armistizio, il punto strategico di Monte

Mario. Mentiva il signor de Corcelles quando, contro la dichiarazione

del municipio romano, quella dei consoli esteri e la testimonianza di

tutta una città, affermava che Roma non era stata bombardata mai: le

bombe piovvero, per molte notti e segnatamente dal 23 al 24 e dal 29 al

30, frequentissime e dannosissime, sul Corso, a piazza di Spagna, al

Babbuino, sul palazzo Colonna, sullo spedale di Santo Spirito, su quello

dei Pellegrini, per ogni dove. Mentite voi, signor Tocqueville, quando,

fidando nell'ignoranza della vostra maggiorità, millantaste _fatto unico

nella storia_ la scelta del punto verso porta San Pancrazio per assalire

la città quasi a maggior salvezza della popolazione e delle abitazioni.

Roma, che presenta a porta San Paolo e a porta San Giovanni un'aperta

campagna, vede appunto a porta San Pancrazio accumularsi popolo e case;

porta San Pancrazio fu scelta perchè si mantenessero con rischio minore

le comunicazioni con Civitavecchia, e perchè, mentre dagli altri punti

era forza scendere a una temuta battaglia di popolo e di barricate, da

quella di San Pancrazio il Gianicolo, signoreggiando Roma, offriva il

destro di vincerla con guerra, non d'uomini, ma di bombe e cannoni.

Mentiste tutti, o signori, da colui ch'è primo tra voi sino all'ultimo

de' vostri agenti, a noi, all'Assemblea, alla Francia e all'Europa,

quando deste ripetutamente, dal primo giorno della nefanda impresa sino

a jeri, promesse di protezione, di fratellanza, di libertà che avevate

fermo in animo di tradire.

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. II · 第 76 / 227 题