La legione straniera: 100 uomini.
Il pugno di prodi che, duce Medici, difese il Vascello.
Otto, forse, uffiziali di stato maggiore.
Duemila uomini al più; no, la cifra fu minore d'assai: il corpo
d'Arcioni racchiudeva un terzo almeno di elementi esciti dalla provincia
romana:--il nucleo di cavalleria appartenente alla legione Garibaldi e
comandato dal bolognese Masina, morto sul campo, si componeva pressochè
tutto d'indigeni: l'infanteria Garibaldi spettava per metà quasi al
paese.
Da 1400 a 1500 uomini; a questo si limita la cifra degli _stranieri_
accorsi alla difesa di Roma: da 1400 a 1500 uomini sopra un insieme di
14 000; perchè--giova che l'Italia lo sappia--soli 14 000 uomini,
giovine esercito senza esperienza, senza tradizione, sorto per così dire
di mezzo alla pugna, tennero fronte per due mesi a 30 000 soldati di
Francia.
Tutto ciò v'era noto; _poteva_ almeno, dunque _doveva_ esservi noto, o
signori; e nondimeno voi gittaste sfrontatamente all'Assemblea la cifra
di 20 000 _stranieri_ siccome prova che quello da voi soffocato per poco
nel sangue non era il pensiero di Roma; e su quella parola, su quella
cifra inventata, s'aggomitola metà della vostra argomentazione!
_Stranieri!_ Io chiedo perdono alla mia patria d'avere, insistendo
sull'orme vostre, innestato in queste pagine l'esosa parola. Come?
_Stranieri_ in Roma i Lombardi, i Toscani, i nati d'Italia! E l'accusa
move da voi, da voi Francesi, da voi che a risollevare il vecchio trono
papale, v'appoggiate sulle bajonette austriache e spagnuole!
La gioventù di tutte le nostre provincie mandava, un anno addietro, i
suoi migliori, come a convegno d'onore, sui campi lombardi; ma io non
ricordo che Radetzky li chiamasse mai, nei suoi proclami, stranieri. La
negazione assoluta della nazionalità italiana era serbata al governo del
nipote dell'uomo che proferiva a Sant'Elena quelle parole: _per unità di
letteratura, di costumi, di lingua, l'Italia è destinata a formare una
sola nazione_.