XV

Nel mettere insieme i materiali pel suo libro intorno alla origine

dell'uomo il Darwin fu tratto a fare uno studio sul modo con cui l'uomo

e gli animali sottostanti esprimono le varie emozioni, e ad esaminare

a qual punto le emozioni siano espresse nello stesso modo dalle

varie razze umane. Egli si proponeva di esporre nel volume stesso i

risultamenti cui, mercè lo studio fatto, era venuto. Ma, da una parte,

la mole già considerevole del volume in questione, da un'altra parte la

grande copia dei materiali raccolti, furon causa che egli abbandonasse

quel pensiero e si deliberasse a pubblicare più tardi un volume

speciale sulla _Espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali_.

Questo volume fu pubblicato in Inghilterra nell'anno 1871, e venne

tradotto dal professore Giovanni Canestrini e pubblicato in Torino coi

tipi della Unione tipografico-editrice.

L'autore non trascurò, secondo il consueto, di consultare, anzi di

leggere colla massima attenzione, tutto ciò che era scritto prima di

lui intorno all'argomento; ma trovò un materiale assai scarso, e dovè

pure riconoscere che quegli scienziati e quegli artisti che avevano

pubblicato qualche cosa intorno alla espressione dei sentimenti non

avevano fatto che poco o nulla nella via che egli credeva quella che

dovesse essere percorsa in questo campo di investigazioni. Dovette far

tutto da sè, e fece con quella sua solita diligenza di ricerche e acume

e potenza di deduzioni che sono fra i dati più caratteristici della

sua mente. Scrisse una serie di quesiti intorno alla espressione dei

sentimenti nelle varie razze umane e li mandò in tutte le parti del

mondo a quelle persone direttamente o indirettamente di sua conoscenza

da cui poteva ragionevolmente aspettarsi soddisfacenti risposte. E le

risposte vennero invero, soddisfacenti e numerose.

La comparazione del modo di esprimere i sentimenti fra gli animali

e l'uomo, egli la dovette sostanzialmente far tutta da sè, perchè,

sebbene gli accenni in proposito nelle varie letterature siano

tutt'altro che infrequenti, una investigazione regolare dell'argomento

non era mai stata fatta.

Tre principii fondamentali, secondo il Darwin, rendono conto della

maggior parte delle espressioni e dei gesti involontarii nell'uomo e

negli animali, come si producono sotto l'impero delle emozioni e delle

diverse sensazioni. Questi tre principii sono i seguenti:

«I. _Principio dell'associazione delle abitudini utili_.--In date

condizioni dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date

sensazioni, a dati desiderii, ecc., certe azioni complesse sono di una

utilità diretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato

di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e

dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso

veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine

a certi stati di animo siano in parte repressi dalla volontà; in tali

casi, i muscoli, sopratutto quelli meno soggetti alla diretta influenza

della volontà, possono tuttavia contrarre e produrre movimenti che ci

paiono espressivi. Altra volta, per reprimere un movimento abituale,

altri leggeri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi.

«II. _Principio dell'antitesi_.--Talune condizioni di spirito

determinano certi atti abituali che sono utili, come lo stabilisce

il nostro primo principio. Dappoi, allorchè si produce uno stato

dell'animo direttamente inverso, siamo fortemente e involontariamente

tentati di compiere movimenti del tutto opposti, per quanto inutili, e

in alcuni casi questi movimenti sono molto espressivi.

«III. _Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema

nervoso, affatto indipendenti dalla volontà e, fino a un certo punto,

anche dall'abitudine_.--Quando il cervello è fortemente eccitato, la

forza nervosa si produce in eccesso e si trasmette in certe determinate

direzioni, dipendenti dalle connessioni delle cellule nervose, e in

parte dall'abitudine; oppure può avvenire che l'afflusso della forza

nervosa sia, in apparenza, interrotto. Ne risultano effetti che noi

troviamo espressivi. Questo terzo principio potrebbe per maggior

brevità dirsi quello dell'azione diretta del sistema nervoso.»

I primi tre capitoli dell'opera sono consacrati alla spiegazione di

questi tre principii fondamentali. Il capitolo seguente tratta dei

mezzi di espressione negli animali, la emissione di varie sorta di

suoni e i suoni vocali, il sollevamento, per terrore, dei peli e

delle piume, i movimenti delle orecchie, e via dicendo. Il capitolo

quinto è consacrato alle espressioni speciali di certi animali,

movimenti diversi nel cane, nel cavallo, nei ruminanti, nelle scimmie,

espressioni di gioia, di affetto, di dolore, di collera, di stupore, di

spavento.

Un capitolo è consacrato alle espressioni speciali all'uomo, dolore,

pianto nelle varie età della vita, effetti della repressione del

pianto, singulto. Poi si passano in rassegna le espressioni molteplici

di affanno, sconforto, disperazione, gioia, amore, devozione,

riflessione, meditazione, ira, odio, orgoglio, sorpresa, stupore,

paura, orrore, modestia, vergogna, e via dicendo.

In tutto ciò l'autore dimostra come l'eredità abbia una amplissima

parte; per la qual cosa il libro si chiude colle seguenti parole, che

dimostrano il legame suo colla quistione principale che tenne la mente

dell'autore per tutta quanta la vita:

«Noi abbiamo veduto che lo studio della teoria dell'espressione,

conferma fino a un certo punto l'idea, che l'uomo abbia avuto la

sua origine da una bassa forma animale, e appoggia l'opinione della

specifica o subspecifica identità delle diverse razze umane; ma, a

mio giudizio, ciò abbisogna appena di una tale conferma. Noi abbiamo

anche visto che l'espressione in sè o il linguaggio del sentimento,

come fu anche talvolta denominata, è certamente importante per il

benessere dell'umanità. L'imparar a conoscere, per quanto è possibile,

la fonte e l'origine delle diverse espressioni, che ad ogni momento ci

è dato osservare sulla faccia degli uomini (per non parlare affatto

degli animali domestici), dovrebbe avere un grande interesse per

noi. Per questi motivi noi possiamo conchiudere che la filosofia del

nostro soggetto è degna di tutta l'attenzione che le fu già concessa

da parecchi distinti osservatori e che essa merita uno studio sempre

maggiore da parte di tutti i distinti fisiologi.»

Carlo Darwin · 第 24 / 40 题