II

Il _Beagle_, salpando da Devonport, lasciò l'Inghilterra il giorno

27 dicembre 1831 e, toccando qualche punto secondario, il giorno 29

febbraio dell'anno 1832 approdava al Brasile, a Bahia, e il giorno 4

aprile a Rio-Janeiro.

Là ebbe il Darwin la prima occasione di fare quello che sempre

cercò poi di fare lungo il viaggio, e invero ripetutamente fece,

una escursione dentro terra. Un inglese di cui aveva fatto, appena

arrivato, la conoscenza, doveva andare a visitare un suo podere,

discosto oltre cento miglia dalla città; gli fece l'invito, che molto

di buon animo egli accolse, di tenergli compagnia. Partirono addì 8

aprile.

«La giornata, dice egli, era terribilmente calda, e nello attraversare

i boschi ogni cosa era immobile, tranne le grandi e splendide farfalle

che svolazzavano qua e là. Il paesaggio veduto nell'attraversare le

colline dietro Praia Grande era bellissimo; i colori intensi, e la

tinta dominante l'azzurro scuro; il cielo e le tranquille acque del

golfo splendevano a gara. Dopo di avere attraversato un po' di terra

coltivata, entrammo in una foresta, di una maestà al tutto insuperata.

Giungemmo a mezzogiorno ad Ithacaia; questo villaggetto è posto

in una pianura e intorno alla casa centrale stanno le capanne dei

neri. Queste, per la loro forma regolare e per la loro posizione, mi

rammentarono i disegni delle abitazioni degli Ottentoti nell'Africa

meridionale. Siccome la luna si alzava di buon'ora, determinammo di

partire la stessa sera per andare a dormire a Lagra Marica. Mentre

andava facendosi buio, passammo sotto uno di quei massicci, nudi e

scoscesi dirupi di granito che sono tanto comuni in questo paese.

Questo luogo è notevole per essere stato da lungo tempo la dimora di

alcuni schiavi fuggiti, i quali, coltivando un pezzetta di terra presso

alla cima, riuscirono a sostentarsi. Alla fine furono scoperti, e una

compagnia di soldati spedita contro di loro s'impadronì di tutti gli

schiavi, salvo una vecchia, la quale anzichè ricadere in schiavitù

amò meglio morire precipitandosi dalla rupe. In una matrona romana

quest'atto sarebbe stato chiamato amore nobilissimo di libertà; in

una povera nera era solo brutale ostinazione. Continuammo a cavalcare

per alcune ore. Per le ultime poche miglia la strada era intralciata,

e attraversava una landa deserta, sparsa di paludi e di lagune. Il

paesaggio veduto al chiaro di luna aveva un aspetto desolatissimo.

Alcune poche lucciole svolazzavano accanto a noi; e il beccaccino

solitario mandava, spiccando il volo, il suo grido lamentoso. Il

lontano mormorio del mare rompeva appena la quiete di quella notte.»

Lo spettacolo della schiavitù contristò profondamente l'animo del

Darwin. Più volte egli ne parla e quando, compiuto il viaggio, il

_Beagle_ tornò a Rio-Janeiro, al momento di salpare egli ha queste

parole:

«Ringrazio Dio di non aver mai più da visitare un paese di schiavi.

Fino ad oggi, se sento un gemito lontano, esso mi richiama alla mente

con dolorosa verità il senso che provava quando passando vicino a una

casa di Pernambuco, udiva gemiti pietosissimi, e non poteva supporre

altro che la tortura di qualche povero schiavo, mentre sapeva che

io era tanto impotente quanto un fanciullo per fare anche solo una

rimostranza. Io sospettava che quei gemiti venissero da qualche schiavo

torturato, perchè mi fu detto che questo era il caso in un'altra

circostanza.

«Presso Rio-Janeiro io abitava in faccia ad una vecchia signora che

aveva uno strumento a vite per schiacciare le dita delle sue schiave.

Io ho dimorato in una casa ove un giovane maggiordomo mulatto era

giornalmente e ad ogni ora avvilito, battuto e perseguitato per modo da

rendere stupido l'animale più basso. Ho veduto un fanciullo di sei od

otto anni, colpito tre volte con una frusta (prima che io avessi potuto

intervenire) sul capo nudo, per avermi portato un bicchiere d'acqua

non ben pulito; vidi il padre di quel bimbo tremare ad una occhiata

del padrone. Fui testimonio di queste ultime crudeltà in una colonia

spagnuola, nella quale si è sempre detto che gli schiavi son meglio

trattati che non dai Portoghesi, dagli Inglesi, e da altre nazioni

europee. Ho veduto a Rio-Janeiro un nero robusto spaventato ripararsi

da uno schiaffo che credeva rivolto alla sua faccia. Era presente

quando un uomo molto compassionevole stava in procinto di separare per

sempre gli uomini, le donne, i bimbi di un gran numero di famiglie che

da lungo tempo eran vissuti insieme. Non menzionerò neppure le molte

dolorose atrocità che ho udito menzionare da fonti autentiche; nè avrei

riferito i rivoltanti particolari suddetti, se non avessi incontrato

certe persone, le quali, accecate dalla indole naturalmente allegra

del nero, parlano della schiavitù come di un male sopportabile. Quelle

persone hanno frequentato in generale le case delle classi più agiate,

ove per solito i domestici schiavi sono trattati bene; e non hanno

vissuto al pari di me fra le classi inferiori. Cosifatti investigatori

chiedono ragguagli agli schiavi intorno alla loro condizione; essi

dimenticano che lo schiavo deve essere ben stupido se non calcola la

conseguenza che può avere la sua risposta se venisse all'orecchio del

padrone.

«Si è detto che l'interesse proprio può impedire una eccessiva

crudeltà; come se l'interesse proteggesse i nostri animali domestici,

che son molto lontani dal somigliare a schiavi degradati nel destare

la rabbia dei loro selvaggi padroni. È un argomento contro il quale

da lungo tempo ha protestato con nobile sentimento, e con esempi

notevolissimi, il sempre illustre Humboldt. Si è cercato spesso di

palliare la schiavitù comparando lo stato degli schiavi con quello dei

nostri più poveri contadini; se la miseria dei nostri poveri non fosse

cagionata dalle leggi della natura, ma dalle nostre istituzioni, il

nostro peccato sarebbe grande; ma non vedo come questo abbia rapporto

colla schiavitù; sarebbe come se per difendere l'uso delle tanaglie per

stritolare le dita in un paese, si dicesse che in un altro gli uomini

vanno soggetti a qualche terribile malattia. Coloro che considerano

con tanta benevolenza il padrone, e con tanta freddezza lo schiavo,

non si sono mai messi nei panni di quest'ultimo--quale desolato

avvenire, senza neppure la speranza di un mutamento! Immaginatevi

la probabilità, che sempre vi sta sul capo, di vedere vostra moglie

e i vostri bambini--che anche allo schiavo la natura dà il diritto

di chiamare suoi propri--strappati dal vostro petto e venduti come

animali al primo offerente! E questi fatti sono compiuti e sostenuti

da uomini che professano di amare il loro prossimo come loro stessi,

che credono in Dio, e dicono pregando che la Sua volontà sia fatta su

questa terra! Fa bollire il sangue, tremare il cuore, il pensiero che

noi inglesi ed i nostri discendenti americani, col loro vantato grido

di libertà, abbiano compiuto e compiano ancora simili delitti; ma è

una consolazione pensare, che noi almeno abbiamo fatto un sagrifizio

maggiore, non mai fatto da nessuna altra nazione, per espiare il nostro

delitto.»

In quelle prime sue gite nello interno del Brasile, poco dopo

l'approdo, imbattutosi per avventura in una discreta _venda_, o

locanda, dice:

«Siccome la _venda_ era qui molto buona ed io ho la piacevole, sebbene

rara, rimembranza di un eccellente desinare, mi mostrerò riconoscente,

e la descriverò come tipo della sua classe. Queste case sovente

sono grandi e fabbricate con pali spessi, diritti, con intreccio

di ramoscelli e quindi intonacate. Di rado hanno un pavimento, e

non mai finestre a vetri, ma per lo più hanno un tetto ben fatto.

Generalmente la facciata è aperta, e forma una sorta di veranda,

nella quale sono allogate tavole e panche. Le stanze da letto stanno

ai due lati, e là il viaggiatore può dormire comodamente quanto gli

è possibile, sopra una piattaforma di legno, coperta di un sottile

materasso di paglia. La _venda_ è posta in un cortile, ove mangiano

i cavalli. Appena arrivati solevamo toglier via la sella ai nostri

cavalli e dar loro del grano indiano; poi, dopo un leggero inchino,

domandare al _senore_ di favorirci qualche cosa da mangiare.--Tutto

ciò che volete signori,--era la risposta consueta. Per le prime

volte io ringraziava a torto la Provvidenza di averci condotti da

un uomo tanto buono. Mentre la conversazione continuava, il caso

diveniva costantemente deplorevole.--Potreste favorirci un po' di

pesce?--Oh! no, signore.--Un po' di minestra?--Oh! no, signore.--Un

po' di pane?--Oh! no, signore.--Un po' di carne secca?--Oh! no,

signore.--Quando eravamo fortunati, dopo aver aspettato un paio d'ore,

si otteneva qualche pollo, un po' di riso e farina. Non di rado

accadeva che eravamo obbligati ad uccidere a sassate il pollame per

la nostra cena. Allorchè, sfiniti al tutto dalla stanchezza e dalla

fame, osavamo timidamente esporre il nostro desiderio di aver presto la

cena, l'altera, e (sebbene vera) poco soddisfacente risposta era:--Sarà

pronto quando sarà pronto.--Se avessimo ardito d'insistere ancora,

ci avrebbero detto di continuare il nostro viaggio, siccome troppo

impertinenti. Gli osti hanno modi sommamente sgarbati e spiacevoli;

le loro case e la loro persona sono spesso molto sucide; è comune la

mancanza di forchetta, di coltelli e di cucchiai; e son certo che non

si trova una capanna o un tugurio in Inghilterra tanto sprovvisto di

comodità. Tuttavia a Campos Novas fummo trattati sontuosamente; pel

desinare ci vennero ammanniti polli, riso, biscotto, vino, liquori;

caffè alla sera, e pesce e caffè per la colazione. Tutto questo,

compreso un buon nutrimento pei cavalli, ci costò solo due scellini

e mezzo a testa. Tuttavia l'oste di quella _venda_, essendogli stato

chiesto se sapeva dirci qualche cosa di una frusta perduta da uno della

compagnia, rispose sgarbatamente:--Che cosa posso sapere io? perchè non

ci avete badato? Credo che i cani l'abbiano mangiata.--»

Il _Beagle_ doveva passar due anni nella esplorazione delle coste

meridionale e occidentale al sud della Plata. Ciò diede campo al Darwin

a rimanere a lungo in quelle contrade. Da Maldonado fece una escursione

al fiume Polianco, dove trovò superata la sua aspettazione rispetto

alla ignoranza di quelle genti, da cui, per la loro agiatezza, il

viaggiatore si potrebbe aspettare qualche cosa di meglio. Egli era lì

come un essere per ogni rispetto straordinario, e destava sovratutto

meraviglia una bussola che egli teneva in tasca. Ecco in qual modo

parla di ciò:

«In tutte le case mi chiedevano di mostrar loro la bussola, e con

quella ed una carta geografica segnare la direzione dei varii luoghi.

Destava una viva ammirazione vedere che io, al tutto estraneo, potessi

conoscere la strada (perchè la direzione e la strada sono sinonimi in

quella ampia regione) verso luoghi ove non era mai stato. In una casa

una giovane donna, ammalata in letto, mi mandò a pregare di andarla a

trovare per mostrarle la bussola. Se la loro sorpresa era grande, la

mia era ancor maggiore nel trovare una tale ignoranza in persone che

posseggono migliaia di capi di bestiame ed _estancias_ estesissime.

Questo non si può attribuire ad altro se non al fatto che quella parte

così remota di paese è visitata raramente dagli stranieri. Mi fu

domandato se sia la terra o il sole che si muova; se al nord faccia più

caldo o più freddo; dove sia la Spagna, e molte altre domande di questa

sorta. La maggior parte degli abitanti aveva un'idea indistinta che

l'Inghilterra, Londra e l'America settentrionale siano paesi separati

ma confinanti, e che l'Inghilterra sia una grande città di Londra. Io

portava con me alcuni zolfanelli, cui accendeva mordendoli; sembrava

così meraviglioso che un uomo potesse far fuoco coi denti, che per

solito si riuniva tutta la famiglia per vedere questo fatto; mi fu una

volta offerto un dollaro per farlo. Il lavarmi la faccia al mattino

destò grande stupore nel villaggio di Las Minas; uno dei principali

mercanti mi fece molte domande intorno a una pratica così singolare,

ed anche perchè portassimo la barba a bordo, cosa che aveva udito

raccontare dalle nostre guide. Egli mi guardò con molta diffidenza;

forse aveva sentito parlare delle abluzioni della religione maomettana,

e, sapendomi eretico, ne concluse probabilmente che tutti gli eretici

siano turchi. È costume generale in questo paese di chiedere l'alloggio

per la notte nella prima casa all'uopo. La meraviglia della bussola,

ed altri miei fatti da prestigiatore, mi erano fino a un certo punto

vantaggiosi, perchè con ciò, e colle lunghe storie che narravano le mie

guide del mio spaccare sassi, delle mie cognizioni intorno ai serpenti

innocui e velenosi, della raccolta che faceva d'insetti ecc., io li

ripagava della loro ospitalità. Scrivo come se fossi stato in mezzo

agli abitanti dell'Africa centrale; Banda Oriental non sarebbe molto

lusingata dal paragone; ma allora i miei sentimenti erano questi.»

La vita dei gauchos, il modo in cui adoperano il _lazo_ e le _bolas_,

si descrivono maestrevolmente dall'autore, che parla poi a lungo della

lotta fra gl'indiani e i bianchi, e della parte che aveva al tempo del

suo viaggio il generale Rosas nelle vicende della sua patria.

La lotta fra i bianchi e gli indiani è lotta di esterminio, e sono,

naturalmente, gli indiani quelli che hanno la peggio.

A Bahia Blanca un cotale raccontava al Darwin come un indiano inseguito

gli domandasse misericordia, mentre nascostamente si scioglieva le

_bolas_ dalla cintura per slanciargliele alla testa; poi soggiunse:

«Ma io lo atterrai con un colpo di sciabola, e poi, sceso da cavallo,

gli tagliai la gola col coltello.»

Soggiunge il Darwin:

«È questa una scena terribile; ma quanto più tremendo è il fatto

certissimo che tutte le donne le quali sembrano avere più di venti

anni vengono massacrate a sangue freddo! Quando io diceva che questo

mi pareva piuttosto inumano, mi si rispose:--Come si fa? sono tanto

feconde!--»

Vide là il Darwin due fanciulle spagnuole di meravigliosa bellezza, che

i bianchi, in uno scontro cogli indiani, avevano prese prigioniere;

quelle fanciulle erano state nella infanzia rapite ai genitori; non

ricordavano più nulla nè della famiglia nè della lingua in cui avevano

detto le prime parole.

«Quattro uomini in un combattimento fuggirono insieme; vennero

inseguiti, uno fu ucciso, tre presi vivi; si trovò che erano messaggeri

o ambasciatori di un grosso corpo d'indiani, uniti per la difesa

comune presso le Cordigliere. La tribù alla quale erano stati mandati

stava per tenere un gran consiglio; il festino di carne di cavallo era

apparecchiato e il ballo pronto; il mattino dopo i messaggeri dovevano

ritornare alle Cordigliere. Erano uomini notevolmente belli, di

carnagione chiara, alti 1 metro e 80 circa, e tutti in età di 30 anni.

I tre superstiti erano naturalmente bene informati, e per farli parlare

furono posti in fila. I due primi essendo interrogati risposero _nosè_

(non so), e fucilati l'uno dopo l'altro. Il terzo disse pure _nosè_,

soggiungendo:--Sparate, sono uomo e posso morire!--Non dissero sillaba

che potesse recar danno alla causa del loro paese! La condotta del

sopra menzionato cacico fu ben diversa; salvò la vita svelando il piano

di guerra concertato e il punto di unione nelle Ande.»

Ecco in qual modo il Darwin racconta l'eccidio di una tribù d'indiani e

il modo in cui un vecchio cacico riuscì a salvarsi.

«Quando le truppe vi giunsero per la prima volta, vi trovarono una

tribù d'indiani, dei quali ne uccisero una ventina o una trentina. Il

cacico si salvò in modo meraviglioso. I capi indiani hanno sempre uno o

due cavalli legati che tengon pronti per ogni occasione urgente. In una

di queste il cacico balzò sopra un vecchio cavallo bianco prendendo

con sè un suo bambino. Il cavallo non aveva nè sella nè briglia. Per

sfuggire alle palle l'indiano cavalcava nel modo particolare alla sua

nazione; vale a dire tenendo un braccio al collo del cavallo e con una

gamba sola sul dorso. Sospeso in tal modo, egli accarezzava il capo del

cavallo e gli parlava. I persecutori fecero ogni sforzo nella caccia;

il comandante mutò tre volte il cavallo, ma invano; il vecchio indiano

col suo figlio furono liberi.

«Che bel quadro ci possiamo formare nella mente: la nuda ed abbronzata

figura del vecchio indiano col suo bambino, cavalcando come Mazzeppa

sopra un cavallo bianco, lasciando lontano l'orda dei persecutori!»

Il Darwin fece per via di terra tutto il lungo tragitto da Bahia Blanca

a Buenos-Ayres, e all'ultima stazione ecco quanto gli avvenne:

«A sera cadde una pioggia dirotta; arrivati alla casa di posta, il

proprietario ci disse che se non avessimo avuto un passaporto in piena

regola, noi avremmo dovuto continuare la nostra strada perchè vi erano

tanti ladri da non prestar fede più ad alcuno. Quando lesse però il

mio passaporto, che cominciava con queste parole:--El naturalista

Don Carlos,....--il suo rispetto e la sua cortesia non ebbero limiti

come prima i suoi sospetti erano stati illimitati. Di ciò che sia un

naturalista nè lui nè i suoi compatriotti non hanno, credo, neppure

l'idea; ma probabilmente il mio titolo non perdette per questo nulla

del suo valore.»

In una escursione da Buenos-Ayres a Santa Fè dovette il Darwin passare

due giorni a letto per mal di capo, e ciò gli porse modo di avere un

concetto della medicina del paese.

«Una buona vecchia che mi accudiva, mi consigliò di provare molti

singolari rimedii. È qui una pratica comune il legarsi una foglia

di arancio, o un pezzetto d'impiastro nero, sopra le tempia; ed è

ancora più comune spaccare una fava in due, inumidirne le due metà e

metterle sopra ogni tempia, ove aderiscono agevolmente. Non si crede

bene di toglier via le fave o gli impiastri, ma si lascia che cadano

da loro, e talvolta se si domanda ad un uomo che cosa siano quegli

oggetti appiccicati sulla sua testa risponde:--Ho avuto mal di capo

due giorni fa.--Molti dei rimedii adoperati dalle genti della campagna

sono stranamente ridicoli, ma troppo disgustosi per essere menzionati.

Uno dei meno nauseanti è quello di uccidere e spaccare due cagnolini e

fasciarli da ogni lato di un membro rotto. I piccoli cani senza pelo

sono molto ricercati per farli dormire sui piedi degli ammalati.»

In quella escursione rischiò il Darwin di rimaner prigioniero e non fu

senza difficoltà che riuscì a potersene andare. Egli esprime così la

sua contentezza.

«Una città bloccata deve essere sempre un luogo di dimora poco

piacevole; in quel caso poi vi erano sempre da temere i briganti

interni. Le sentinelle erano le più da temersi, perchè pel loro ufficio

e per aver le armi in mano rubavano con un grado d'autorità che gli

altri uomini non potevano assumere.»

Procedendo nella Banda Oriental, verso Mercedes sul Rio Negro, domandò

il Darwin una sera l'ospitalità in un podere presso cui era arrivato.

Dice che quel possedimento era uno dei più vasti, che il padrone di

esso era uno dei più ricchi possidenti del paese, che il nipote del

padrone ne aveva allora il governo e la sera in cui egli giunse colà vi

si trovava pure un capitano dell'esercito fuggito pochi giorni prima da

Buenos-Ayres. Poi parlando di quei signori prosegue così:

«Considerata la loro posizione sociale, i loro discorsi erano assai

divertenti. Al solito mostravano una illimitata meraviglia della

rotondità del globo, e non potevano quasi credere che un buco fatto

nella terra sufficientemente profondo, verrebbe a riuscire dall'altra

parte. Tuttavia avevano sentito parlare di un paese, ove vi erano sei

mesi di luce e sei mesi di buio, e dove gli abitanti erano altissimi

e sottilissimi. Erano molto curiosi di conoscere il prezzo e la

condizione delle bovine e dei cavalli in Inghilterra. Avendo udito che

non prendevamo il nostro bestiame col _lazo_, esclamarono:--Ah! dunque

adoperate soltanto le _bolas_?--L'idea di un paese con recinti era al

tutto nuova per essi. Finalmente il capitano mi disse che aveva da

farmi una domanda e che mi sarebbe stato molto grato se avessi voluto

rispondergli con piena veracità. Tremai pensando quanto profondamente

scientifica doveva essere quella domanda; ed era:--Se le signore

di Buenos-Ayres non erano le più belle del mondo.--Io risposi, come

un rinnegato:--Precisamente così.--Egli soggiunse:--Io ho un'altra

domanda;--Le signore in qualche altra parte del mondo portano pettini

così alti?--Io con grande solennità lo assicurai di no. Questo fece

loro un grande piacere. Il capitano esclamò:--Vedete! un uomo che ha

visitato mezzo mondo dice che questo è il caso; noi lo abbiamo sempre

creduto, ma ora ne siamo certi.--Il mio eccellente giudizio intorno ai

pettini ed alla bellezza mi procurò il più ospitaliero ricevimento;

il capitano mi obbligò a prendere il suo letto, ed egli dormì sul suo

recudo.»

In sul finire del mese di novembre dell'anno 1833, lasciando la Plata

per veleggiare verso la Patagonia, il Darwin fa, intorno a quella gente

che sta per lasciare, queste considerazioni:

«Durante gli ultimi sei mesi ebbi l'opportunità di studiare alcun

poco l'indole degli abitanti di quelle provincie. I gauchos, o

campagnuoli, sono molto superiori a quelli che dimorano nelle città.

Il gaucho è invariabilmente più cortese, più educato, più ospitale;

non ho mai incontrato un caso di inospitalità o di scortesia. Egli

è modesto, rispetta se stesso e il paese, ma nello stesso tempo è

ardito e spiritoso. D'altra parte si commettono molti furti e molti

omicidii; l'uso di portar sempre il coltello è la causa principale

di questi ultimi. È penoso sentire quante vite umane si perdono in

dispute insignificanti. Nel combattimento, ogni avversario cerca

di segnar l'altro nel volto ferendolo sul naso o negli occhi, come

spesso è dimostrato da profonde e orribili cicatrici. I furti sono

una conseguenza naturale dell'uso comune di giuocare, di bere molto

e della somma indolenza. A Mercedes domandai a due uomini perchè non

lavorassero. Uno mi rispose con somma gravità che i giorni erano troppo

lunghi; l'altro che egli era troppo povero. Il numero dei cavalli e

l'abbondanza del cibo sono la distruzione di ogni industria. Inoltre vi

sono molti giorni festivi; poi nulla può riuscire se non è cominciato

quando la luna cresce, per cui la metà del mese si perde per queste due

ragioni.

«La polizia e la giustizia sono al tutto insufficienti. Se un uomo

povero commette un omicidio ed è preso, sarà messo in prigione e

forse fucilato; ma se è ricco ed ha amici, può esser tranquillo che

non incontrerà alcuna pena. È cosa curiosa che gli abitanti più

rispettabili del paese aiutano l'assassino a fuggire. Sembrano credere

che l'individuo pecchi contro il Governo e non contro le persone. Un

viaggiatore non ha altra protezione che le sue armi da fuoco, e l'uso

costante di portarle è l'unico ostacolo a più frequenti ruberie.

«Il carattere delle classi più alte e più educate che dimorano nelle

città, partecipa, ma forse in un grado minore, delle buone qualità

del gaucho, ma temo sia macchiato da molti vizii di cui quello va

immune. La sensualità, lo scherno di ogni religione, la più grossolana

corruzione non sono al tutto insoliti. Quasi ogni funzionario

pubblico può essere comperato. Il capo dell'uffizio postale vendeva

franchi governativi falsificati. Il governatore e il primo ministro

si accordano apertamente per saccheggiare lo Stato. La giustizia,

quando il danaro entra in giuoco, non esiste più. Conosco un inglese,

il quale andò dal primo giudice cui disse che, non conoscendo gli

usi del paese, tremava entrando nella stanza, e soggiunse:--Signore,

vengo ad offrirvi duecento dollari (di carta del valore circa di 125

franchi), se volete far arrestare prima di un certo tempo un uomo che

mi ha truffato. So che questo è contro la legge, ma il mio avvocato

(e lo nominò), mi ha raccomandato di fare questo passo!--Il primo

giudice aderì e sorridendo lo ringraziò, e l'uomo prima di notte era

in prigione. Con questa assoluta mancanza di principii nella maggior

parte dei governanti, col paese pieno di ufficiali turbolenti e mal

pagati, il popolo spera tuttavia che una forma democratica di governo

possa riuscire! Penetrando per la prima volta nella società di questi

paesi due o tre particolarità colpiscono come singolarmente notevoli. I

modi cortesi e dignitosi che s'incontrano in ogni classe, il buon gusto

delle donne nei loro abbigliamenti, e l'uguaglianza di tutte le classi.

Al Rio Colorado alcuni piccoli bottegai solevano pranzare col generale

Rosas. Il figlio di un maggiore a Bahia Blanca si guadagnava la vita

facendo carta per _sigaritos_, e si offerse per accompagnarmi, come

guida e servitore, a Buenos-Ayres; ma suo padre non acconsentì per

timore del pericolo. Molti ufficiali dell'esercito non sanno nè leggere

nè scrivere, tuttavia stanno nella società come uguali agli altri.

In Entre Rios, la Camera non è composta che di sei deputati. Uno di

essi aveva una botteguccia, ed evidentemente non si credeva degradato

per questo. Tuttavia ciò è naturale in un paese nuovo; nondimeno, la

mancanza di gentiluomini di professione sembra ad un inglese alquanto

strana.

«Quando si parla di queste regioni, il modo in cui sono state allevate

dalla loro snaturata madre, la Spagna, deve essere sempre presente alla

mente. Nel complesso forse, si deve dare maggior lode per quello che è

stato fatto, che non biasimo per quello che manca ancora. È impossibile

porre in dubbio che l'estrema libertà di questi paesi non debba infine

produrre buoni effetti. Il modo stesso con cui sono generalmente

tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di

educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i

forestieri, e, specialmente, mi sia permesso aggiungere, ad ognuno che

professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate

con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole

del Sud America.»

Carlo Darwin · 第 11 / 40 题