Di là risalimmo sui monti e camminammo lungo tempo per sentieri

serpeggianti fra i lentischi, le ginestre e le roccie. In alcuni punti

il sentiero correndo sull'orlo del monte tagliato a picco, vedevamo

sotto, a una grande profondità, il mare che flagellava gli scogli, e un

lunghissimo tratto di spiaggia, in cui si stendeva a perdita d'occhi la

carovana, e l'immenso orizzonte dell'Oceano azzurro picchiettato di

macchiettine bianche da qualche lontano bastimento a vela. I monti per

cui ci avanzavamo formavano colle loro cime schiacciate un vasto piano

ondulato, tutto coperto d'alti arbusti, dove non si vedeva alcuna

traccia di coltivazione, nè una cuba, nè una capanna, nè una creatura

umana, e non si sentiva altro rumore che il mormorio fioco del

mare.--Che paese!--esclamava il cuoco girando lo sguardo inquieto su

quella solitudine;--purchè non si faccia qualche cattivo incontro.--E mi

domandò più volte se non c'era pericolo d'incontrare dei leoni. Salendo

e scendendo, perdendoci di vista e ritrovandoci più volte in mezzo agli

arbusti, camminavamo da quasi due ore per quei monti deserti, e

cominciavamo a temere d'aver sbagliata la strada, quando dalla sommità

d'un'altura vedemmo a un tratto le torri d'Arzilla e tutta la costa fino

alla montagna del capo Spartel, che disegnava nettamente il suo contorno

azzurro nella chiarezza limpidissima del cielo.

Fu un vivo piacere per tutta la mia piccola carovana; ma di breve

durata.

Scendendo verso il mare scoprimmo lontano fra gli alberi un gruppo di

cavalli e d'uomini accovacciati, i quali, appena ci videro, si rizzarono

in piedi, saltarono in sella e si diressero verso di noi, distendendosi

sopra una sola linea in forma di mezzaluna, come se volessero impedirci

di fuggire per una scorciatoia verso la città.

--Ci siamo,--pensai;--questa volta non c'è scampo; è una banda.

E feci cenno agli altri di fermarsi.

--_Ca manda avanti 'l moro!_ gridò il cuoco.

Il soldato moro accorse.

--Giù una trombonata!--gli gridò il cuoco fremente.

--Un momento;--io dissi;--prima d'ammazzar loro, vediamo se vogliono

veramente ammazzar noi.

Li guardai attentamente; s'avanzavano di trotto; eran dieci, parte

vestiti di color oscuro, parte di bianco; mi parve che nessuno avesse il

fucile; il capo era un vecchio colla barba bianca; mi rassicurai.

--Formiamo il quadrato!--gridò il cuoco.

--Non c'è bisogno--risposi. Il vecchio della barba bianca s'era scoperto

il capo e si dirigeva verso di me colla berretta in mano.

Era un Israelita.

A dieci passi, si fermò col suo seguito, ch'era composto di altri

quattro Israeliti e di cinque servi arabi, e fece cenno di volermi

parlare.

--_Hable Usted_, risposi.

--Sono il tale dei tali,--disse in spagnuolo, con una voce dolce

inchinandosi in atteggiamento di profondo rispetto;--agente consolare

d'Italia e di tutti gli altri stati d'Europa nella città d'Arzilla. Ho

l'onore di essere al cospetto di sua eccellenza l'Ambasciatore d'Italia,

reduce da Fez, partito questa mattina da Laracce e diretto a Tangeri?

Caddi dalle nuvole.

Poi presi un atteggiamento grave e girai un lento sguardo sul mio

corteo, che sfolgorava di maestà e di gioia.

Dopo aver così assaporato per un minuto secondo gli onori del

ricevimento ufficiale, disingannai, sospirando, il vecchio israelita, e

dissi chi ero.

Ne parve un po' spiacente, ma non cangiò modo per questo. Mi offerse la

sua casa per riposarmi, e io non accettando, volle ad ogni costo

accompagnarmi nel luogo destinato all'accampamento.

Ci dirigemmo dunque tutti insieme, girando intorno alla città, verso la

riva del mare. Ah! se m'avessero visto, in quel breve tragitto, l'Ussi e

il Biseo! Quanto dovevo esser pittoresco io, rappresentante d'Italia in

groppa a una mula, con una ciarpa bianca attorcigliata intorno al capo,

seguito dal mio stato maggiore composto d'un cuoco in maniche di

camicia, di due marinai armati di bastone e d'un moro stracciato! O arte

italiana, quanto hai perduto!

§ § § § §

Arzilla, Zilia dei Cartaginesi, _Julia Traducta_ dei Romani, passata

dalle mani di questi in potere dei Goti, saccheggiata dagl'Inglesi verso

la metà del decimo secolo, rimasta per trent'anni un mucchio di sassi,

poi rifabbricata da Abd-er-Rhaman ben Alì califfo di Cordova, posseduta

dai Portoghesi e ripresa dai Marocchini, non è più che una cittaduzza di

poco più di mille abitanti tra mori ed ebrei; circondata, dalla parte di

terra e dalla parte di mare, da alte mura merlate, che cadono in rovina;

bianca e quieta come un chiostro, e improntata, come tutte le altre

piccole città maomettane, di quella ridente malinconia, che fa pensare

al sorriso d'un moribondo, il quale goda di sentirsi mancare la vita.

§ § § § §

La sera, sul tramonto, arrivò l'Ambasciatore, che venne all'accampamento

attraversando la città; e ho ancor vivo dinanzi agli occhi lo spettacolo

di quella bella cavalcata piena di colori e di vita, che uscendo da una

gran porta merlata, s'avanzava in un pittoresco disordine, lungo la riva

dell'Oceano, gettando sulla sabbia rosata dal crepuscolo, le sue

lunghissime ombre nere; e risento la tristezza che provai in quel

momento dicendo tra me:--Peccato! Peccato che questo bel quadro si debba

dissolvere, questo bel quadro che contiene tant'Affrica e tanta Italia,

tanti lieti pronostici e tante care memorie!--E là infatti si può dire

che terminasse il nostro viaggio, poichè la mattina seguente ci

accampavamo a Ain-Dalia, e due giorni dopo rientravamo in Tangeri, dove

la carovana si scioglieva in quella medesima piazzetta del piccolo

mercato, da cui due mesi prima era partita.

§ § § § §

Il comandante, il capitano, i pittori ed io partimmo insieme per

Gibilterra. L'Ambasciatore, il viceconsole, tutta la gente della

legazione ci accompagnò fin sulla riva del mare. Gli addii furono molto

affettuosi. Tutti erano commossi, anche il buon generale Hamed ben

Kasen, il quale stringendo la mia mano contro il suo largo torace, mi

disse tre volte l'unica parola europea che sapesse:--_A Dios!_--con una

voce che veniva dal cuore. Appena mettemmo il piede sul bastimento, oh!

quanto ci parve lontana e di spazio e di tempo tutta quella

fantasmagoria di pascià, di neri, di tende, di moschee, di torri

merlate! Non era soltanto un paese, era un mondo che in quel momento

spariva ai nostri occhi, e un mondo che eravamo quasi certi di non

rivedere mai più. Un po' d'Affrica, però, ci accompagnò fino a bordo, e

furono i due Selam, Alì, Hamed, Abed-er-Rhaman, Civo, i servi del Morteo

ed altri bravi giovanotti, a cui la superstizione mussulmanna non aveva

impedito di voler bene ai Nazareni e di servirli con devozione. E

anch'essi si accommiatarono da noi con vivaci dimostrazioni d'affetto e

di rammarico, e Civo più degli altri, che facendo sventolare per

l'ultima volta ai miei occhi il suo camicione bianco, mi s'attaccò al

collo come un amico d'infanzia, e mi stampò due baci in un orecchio. E

quando il piroscafo partì, ci salutarono ancora, tutti ritti in una

barca, sventolando i loro fez rossi, e gridando fin che li potemmo

sentire:--Allà sia sulla vostra strada! Tornate al Marocco! Addio ai

Nazareni! Addio agli Italiani! Addio! Addio!

FINE.

INDICE

Tangeri Pag. 1

Had-El-Garbìa 93

Tleta de Reissana 132

Alkazar-El-Kibir 150

Ben-Auda 165

Karia-El-Abbassi 181

Beni-Hassen 201

Sidi-Hassem 219

Zeguta 230

Da Zeguta al Tagat 244

Fez 251

Mechinez 429

Sul Sebù 450

Arzilla 468

NOTA DEL TRASCRITTORE.

L'ortografia originaria è stata mantenuta. Minimi errori tipografici di

punteggiatura sono stati corretti senza annotazione.

Sono stati corretti i seguenti refusi (il testo corretto è sulla riga

inferiore):

fa il mercato. È forse di di tutti i luoghi ch'io

fa il mercato. È forse di tutti i luoghi ch'io

Malgrado pero la vita varia e nuova che

Malgrado però la vita varia e nuova che

a bordo del _Dora_, napoletano, un gïovanetto

a bordo del _Dora_, napoletano, un giovanetto

manda e chiamare un medico europeo in una

manda a chiamare un medico europeo in una

in mezzo ad olivi e cepugli altissimi;

in mezzo ad olivi e cespugli altissimi;

Ora la presenza dell'Ambasciatore dovera sciogliere

Ora la presenza dell'Ambasciatore doveva sciogliere

risponde.--L'usanza del paese! Vergogogna!

risponde.--L'usanza del paese! Vergogna!

cotegoria dei soldati, servi e palafrenieri. Era

categoria dei soldati, servi e palafrenieri. Era

Mohammed Ducali mi racontò in quel frattempo

Mohammed Ducali mi raccontò in quel frattempo

di tende di pelo di camello, chiuse con canne

di tende di pelo di cammello, chiuse con canne

suo vicini del Garb.

suoi vicini del Garb.

Qualche letto di ferro sensa coperte e senza

Qualche letto di ferro senza coperte e senza

delle fontane, il il tic-tac degli orologi, e di tratto

delle fontane, il tic-tac degli orologi, e di tratto

donne, e mille settecento lampadi che nella

donne, e mille settecento lampade che nella

che lo storico Kaldun reca con grande esclamazioni

che lo storico Kaldun reca con grandi esclamazioni

diffidenza. I pittori ed io, incoraggiti dall'esempio,

diffidenza. I pittori ed io, incoraggiati dall'esempio,

Comandante, il capitano e il vicecensole, davanti;

Comandante, il capitano e il viceconsole, davanti;

Sib-Abd-Allà fu assai gentile coll'Ambasciatore.

Sid-Abd-Allà fu assai gentile coll'Ambasciatore.

che Dio e Maometto è il il suo profeta!--Voltandosi poi

che Dio e Maometto è il suo profeta!--Voltandosi poi

l'esesecuzione. Aspettatelo.

l'esecuzione. Aspettatelo.

perche l'uccisore tornò in città e non fu molestato.

perchè l'uccisore tornò in città e non fu molestato.

Abd-er-Rhaman, scrisse al console inglese

Abd-er-Rahman, scrisse al console inglese

nè le furberie sarebbero bastati a sgomînare

nè le furberie sarebbero bastati a sgominare

trattato di commercio coll'ambaciatore

trattato di commercio coll'ambasciatore

v'è più. Erano sulla riva del fume.--Ha passato

v'è più. Erano sulla riva del fiume.--Ha passato

gli attaccai un parlantina di cui i suoi compagni

gli attaccai una parlantina di cui i suoi compagni

a cui dovevano chieder favori o giustizia; poiche

a cui dovevano chieder favori o giustizia; poichè

dei barcaioli, era deserto; il fiume non guadadabile

dei barcaioli, era deserto; il fiume non guadabile

Sono state mantenute le seguenti grafie alternative:

Aissaua/Aïssaua

Allà/Allá

aloè/aloé

arem/arém/arèm

brulichio/brulichìo

caic/caìc/caïc

cuscussu/cuscussù

gorgoglío/gorgoglio

Had-el-Garbia/Had-el-Garbìa

hennè/henné

Lamani/Liamani

mormorio/mormorìo

ozi/ozî

polverio/polverìo

seguita/seguìta

Tumbuctu/Tumbuctù

turbinio/turbinìo

Marocco · 第 24 / 24 段