— Ho detto giusto a quella fanciulla che sarebbe benedetta da Dio, se
partisse proprio adesso da questa valle di lagrime, come dice la _Salve
Regina!_
Essa, perchè si sente un profumino alato, crede adesso di poter amare
a cielo aperto come amano i fiori suoi fratelli e le farfalle sue
sorelle; crede che i ballerini a cui si avvinghia abbiano una animula
da garofano o da libellula come ha lei; non sa le laide osservazioni
che fanno sul suo conto quegli scribi e strofinaccioli; non conosce
la loro anima belluina, la loro sanità selvaggia e le loro malattie
della civiltà infracidita; non sa perchè molte volte dell’anno portino
nel taschino una cipolla in luogo dell’orologio e perchè studino certi
annunzi sulla quarta pagina dei giornali.
Se vola via adesso, lo spiritello tredicenne andrà in un mondo
migliore, in cui forse le bambine ameranno a cielo scoperto come le
dalie e i parpaglioni; e se esiste il vecchio paradiso insegnato dalle
nonne, i bei angeli grassocci e torniti si arroteranno giojosamente
per riceverla, e scotendo le aluzze da scarabeo faranno piovere su lei
un ineffabile zucchero pesto; e la Madonna, la più alta bellezza, che
sia mai comparsa per i cieli e per le terre, la raccoglierà in grembo,
ed essa la birichina incelata, col capottino riverso sulle sideree
ginocchia della Mamma tutta santa, sentirà sotto la nuca la sofficità
alma e profonda dell’oceano.
Se invece camperà.... già non avrà un soldo di dote, perchè suo padre
liquiderebbe in vino ed altri liquori la proprietà di sette chiese, e
sua madre convertirebbe un globo terracqueo di beni parafernali in gale
e cravatte vistose e in ghiottonerie di ascosaglia.
Dunque Elenuccia non avrà un soldo di dote. Ancora giovanissima, le
faranno sposare un veterano delle patrie battaglie, che le metterà su
un’osteria, oppure la faranno maestra o levatrice comunale; ben detto
comunale. Quante persecuzioni a quella povera bella, dai professori
della scuola all’assessore anziano, dall’enorme cappellano ai direttori
del libello quotidiano o del gazzettino didattico! e niuno saprà,
vorrà, o potrà innalzarla a quelle stelle, in cui la donna cessa di
esser donna per diventare Maria, e tutti la terranno con loro sulle
spiaggie, in cui la donna cessa di esser donna per diventare Pasifae.
Quando poi sarà divenuta vecchia prima del tempo, scipata, diroccata,
sorda, tanto che per farla sentire bisognerà parlarle dentro un corno
acustico, — allora, se mai la vedranno comparire da un capo all’altro
di una strada, sprezzeranno i suoi adoratori e consumatori della
sua gioventù. Niuno proteggerà il suo diritto alla pensione, le sue
cartelle e le sue scritture di credito, se ne avrà. E quando essa sarà
morta, per dieci anni farà ancora sghignazzare le tavolate col ricordo
del suo corno acustico.
Elenuccia, senti: va via da questo brutto mondo; va via, nella tua
primavera sacra, mentre hai tredici anni, mentre sei innocente, sei
fiore, sei farfalla; va allo spolverio inzuccherato degli angeli che
ti attendono; va sulle ginocchia sconfinate della Madonna _consolatrix
afflictorum._