ORGIO solo.
ORGIO. Veramente l'ira è una mala consigliera, e trasporta l'uomo a
cose, che poi non se ne può piú ritirare, perché l'animo alterato è
cagion di molti moti disordinati. La rabbia troppo acuta, che mi mosse
cosí subito, fe' che mi ricordasse piú tosto dell'error suo che del
debito mio; perché d'una cosa, che ne potea far passaggio, ha fatto
che non abbia avuto rispetto alla servitú di trent'anni, onde io
medesimo son stato ministro del mio male. Ho visto la balia ragionar
lunghissimamente con Pardo, e son certo che l'ará rivelato della
figlia quanto è stato occulto fin ora, perché non ci era altri vivo
che lo sapessi. Dogliomi del mio fratello, che d'una cosa, che volea
ch'ad altri fusse occulta, non dovea farne consapevole una
fantescaccia: ché le cose, che si devono tener occulte, non deve
l'uomo fidarle a persona: ché, se l'uom istesso non può tener secrete
le cose sue, come si spera ch'altri le voglia tener secrete? Si guardò
di me, che l'era fratello, e si fidò della balia; ché non lo seppi
mai, se non quando fece testamento. E ho per certo che questa cicalona
ce l'ará raccontato, perché ho visto ancora Pardo avviarsi per quella
strada, dove abita il notaio, per veder il testamento. O veritá,
quanto sei difficile a nascondere, o quanto facile a discoprire, che
non può l'uomo tanto giú sepelirti, quanto piú tu assumi di sopra! Giá
par che di ora in ora me lo veggia di sopra, con gridi, con minaccie e
con ingiurie, che gli restituisca la figliuola sua e che mi tolga la
mia: e il peggio sará, che bisogna che sborsi diecimila ducati per la
sua dote. Conosco aver errato; ché non dovea cosí rigorosamente
castigar la balia, e dovea considerar ch'era vecchia, che i vecchi per
se stessi sono colerici e ritrosi. Ma ogni uomo, che spunta di lá, mi
par che sia Pardo e che dica:--Dammi la mia Cleria e togliti la tua
Sulpizia. Ma eccolo che viene, e alla volta mia. Idio mi aiuti.