Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e carabinieri.

Non credo di essere eccessivamente ottimista nell'accordare la più ampia

fiducia allo sviluppo crescente dell'intelligenza italiana.

L'intelligenza delle nostre masse politiche non è ancora giunta ma

giungerà al nostro alto concetto futurista di libertà assoluta da

imbrigliare o sciogliere secondo la mutevole urgenza degli avvenimenti e

dei bisogni.

Queste masse proletarie si dividono in reazionarî cretini e in anarchici

balordi. Degli arditi valorosi scatenati dall'orgoglio della vittoria e

dal patriottismo sanguinosamente provato sui campi di battaglia

dimostravano pochi giorni fa una splendida voglia di menar le mani e di

andare all'assalto in piazza della Scala. Ma rivelavano anche pur troppo

una tendenza a diventare dei carabinieri reazionari.

Il fenomeno è tipico: Chi dice «ardito» o «reparto d'assalto» dice

anche: «slancio rivoluzionario fuori dalla disciplina, amore sfrenato

d'ogni libertà, generosità, eroismo. L'ardito era un esplosivo più o

meno bene incanalato che scoppiava efficacemente in faccia agli

austriaci detentori d'ogni passatismo reazionario e d'ogni clericalume

poliziesco. Fui perciò attristato dal vedere un ardito furente di odio

slanciarsi con anima carabinieresca contro un cittadino che gridava: «W.

l'anarchia!» con audacia d'ardito.

Mi direte che è questione d'intelligenza. È vero. Ma è specialmente

questione di una qualità eminentemente futurista della intelligenza:

l'Elasticità.

L'ardito che si slancia contro i carabinieri che gli vietano una

dimostrazione o contro masse di sozzalisti antipatriottici dovrebbe con

elastica intelligenza fermarsi ed abbracciare il cittadino isolato che

osa, affrontando tutti i pericoli, lanciare un grido come quello di «W.

l'anarchia!».

Nel settembre 1914 io fui imprigionato coi miei amici futuristi

nell'enorme e terribile carcere di S. Vittore per avere organizzato e

scatenato le due prime dimostrazioni per il nostro intervento contro

l'Austria.

Avevo dietro il muro di destra un giovane meccanico che aveva accoppato

la sua amante ritornata un'ora in ritardo a casa. Dietro il muro di

sinistra un fabbricante di monete false. Questo era considerato da tutti

come una persona importante, un forte, un quasi _arrivato_. Attraverso

le inferriate e mediante la telegrafia delle nocche io comunicai con

quasi tutti gli incarcerati. Sono uscito da San Vittore con una discreta

esperienza in questa tragica materia. Non ammetto e considero

assolutamente criminale il vantato diritto della società a chiudere e

soffocare anime, polmoni e muscoli di individui fra enormi muraglie e

dietro porte incrollabili. La società che incarcerava il falsificatore

di monete, l'uccisore dell'amante e l'interventista prematuro, compiva

tre delitti superiori non soltanto ai nostri tre delitti, ma a qualsiasi

delitto umano. Lurido abuso di potere paragonabile all'uso della mazza

ferrata sui feriti o gli svenuti.

I carceri sono delle infami trappole che presuppongono un bestialissimo

Ordine-gatto accanito contro dei simpaticissimi e ingenui

temperamenti-sorci. Tutto in omaggio alla vigliaccheria del cittadino il

quale dovrebbe poter circolare nelle città come in un bagno tiepido

portando a zonzo il suo corpo imbelle, i suoi muscoli flosci, il suo

dorso privo d'intuizione, sotto lo sguardo paterno e protettore del

carabiniere.

Ebbene, è tempo che i carceri e gli ergastoli, questi avanzi del

medioevo, siano distrutti e rasi al suolo.

Il cittadino deve mediante una educazione razionale dei muscoli e del

coraggio conquistarsi una piena responsabilità fisiologica e morale che

dal pensiero passi alla parola e dalla parola -- se è necessario -- allo

schiaffo e al pugno per difendere il proprio diritto e moderare

eventualmente l'abuso del diritto intorno a sè.

Quando tutti i cittadini saranno capaci di difendersi da una aggressione

e di rintuzzare con un pugno bene assestato una villania o una

ingiustizia, regnerà finalmente l'ordine elastico e l'elastica libertà

senza carabinieri che deve regnare in una umanità superiore.

Propongo perciò che nelle scuole il tempo consacrato all'insegnamento

classico del greco e latino sia in parte impiegato all'educazione fisica

dell'adolescente. Formeremo così dei giovani muscolosi, agilissimi,

coraggiosi, audaci, pronti alla decisione egualmente capaci di smontare

un motore a scoppio, di tenere il libro mastro di una azienda

commerciale, di guidare una automobile, di afferrare per la gola un

borsaiolo e di schiaffeggiare un traditore.

Intelligenza pratica, istinto onnipresente, lucidità e prontezza di

spirito, passione della vita, dei suoi pericoli e delle sue mutevoli

avventure, ingegno improvvisatore, abilità e velocità nel risolvere

tutti i problemi per ottenere i massimi frutti nel minor tempo

possibile.

Non vedremo più dei giovani fiacchi, fragili portare languidamente a

zonzo le loro gambe molli, nelle nostre città come in un bagno

ammollente guardando le stelle impassibili lungo gli antichi fiumi della

malinconia provinciale italiana. Avremo dei cittadini sicuri della loro

forza agile e della loro intelligenza coraggiosa, dei cittadini buoni,

generosi e arditi che cammineranno speditamente, con libertà snodata,

dominando e guidando i commerci delle città futuriste. Vi saranno pochi

impiegati e poche discussioni agli sportelli. Aboliti i preti, i

carabinieri e le questure non vi saranno più risse, maldicenze,

moralismi e pessimismi cronici e vendette sotto le gioconde lune

elettriche. La libertà assoluta che noi futuristi sognamo può e deve

essere imbrigliata in circostanze tipiche.

Per giungere alla nostra meravigliosa vittoria bisognava assolutamente

imporsi le più ferree discipline militari. Dovendo necessariamente

fucilare sul posto un soldato che abbandonava la linea si doveva anche

fucilare sul posto un disfattista che predicava la diserzione nelle

retrovie e nelle città.

Vestendo l'uniforme militare un ingegno rivoluzionario come il mio

accettava per 4 anni la più matematica obbedienza a dei superiori

talvolta mediocri, talvolta indegni di rispetto.

Con la medesima elasticità futurista, oggi a vittoria compiuta, a nemico

disfatto, siano concesse tutte le amnistie e aperti tutti i carceri per

i detenuti politici.

25.

Eroismo dinamico e antigloria.

Le nobiltà medioevali sono in decadenza, hanno perduto la vernice rossa

del sangue versato dai padri.

È assurdo dunque riconoscere una nobiltà ereditaria al sangue eroico

versato nella conflagrazione, poichè bisogna precisamente guarire questo

vizio tipico del cervello umano: fare il minor sforzo.

Io considero l'eroe d'oggi figlio e padre di sè stesso.

Il suo domani non può essere nobilitato dal suo oggi. Il figlio

dell'eroe non può essere titolato col sangue paterno poichè deve

titolarsi col proprio slancio eroico.

Superare, superarsi, _o non essere_.

Bisogna impedire che l'eroismo divenga il bottino dei vili, il ricco

terreno da sfruttare, l'uniforme elegantissima. Bisogna la libertà di

pensiero da ogni coccarda ereditata e fare impazzire la propria

generosità eroica.

La vittoria del Grappa-Piave (giugno) ha cancellato Caporetto. Il

Tagliamento gloriosissimo ha cancellato la vittoria del Grappa-Piave.

Bisogna cancellare la nostra fulminea vittoria con un dopo guerra più

potente e più eroicamente glorioso.

Cuore di manovra e non cuore da trincea. Truppe celeri del genio

Futurismo! Arditismo!

26.

Gli Arditi, avanguardia della Nazione

(Discorso di Marinetti a 300 Ufficiali della 2ª Divisione d'Assalto).

_Cari Arditi d'Italia!_

Io non ho l'onore di far parte del corpo glorioso degli Arditi, ma spero

di aver presto il piacere di combattere, come comandante di

un'autoblindata, al vostro fianco alla punta estrema, tagliente,

dinamica dell'esercito italiano oltre Piave. Ho il diritto di parlarvi

poichè fui, dal principio della guerra, combattente in prima linea

sempre volontario, come voi, volontario ciclista, volontario

bombardiere, volontario automitragliere.

Come voi a Vertoiba, a Gorizia, a Plava, a Selo, a Nervesa.

Ma voi che siete uomini d'azione, poche chiacchiere, molti fatti, una

bestemmia, un bicchier di vino, un pernacchio al nemico, tascapane pieno

di bombe e pugnale brandito, mi direte che in genere le parole e i

discorsi poco vi interessano.

Avete ragione. Vi consiglio di non ascoltare i discorsi dei pedanti,

degli accademici, dei professorali, che vengono dalle città a parlarvi

di coraggio. Non si insegna il coraggio a un ardito. E a voi, tenenti,

capitani e comandanti di reparti d'assalto, non s'insegna nulla poichè

siete non soltanto arditi, ma italiani, cioè intelligentissimi.

Ero stato invitato a parlare ai soldati arditi, a loro dunque mi rivolgo

pel tramite vostro.

Vi prego di infondere nell'animo dei vostri soldati la convinzione che

non vi è più alto onore di quello d'essere un ardito d'Italia.

Non sono uno stratega nè un tattico. Vi parlo da appassionato

infiammatore della gioventù.

Sono futurista, cioè un patriota rivoluzionario. Intendiamoci,

rivoluzionario non ha nulla di comune con Lenin, Serrati, Lazzari,

Treves, ecc. Il nostro rivoluzionarismo futurista adora tanto l'Italia

da voler ad ogni costo svecchiarla, pulirla, sgomberarla dai pedanti,

dai preti, dai vigliacchi, renderla più giovane, più forte, più grande,

più alta, più veloce, più intelligente, più progredita.

Questo patriottismo non ha nulla a che fare col patriottismo

pangermanico. Cretino questo poichè un popolo inferiore come il tedesco,

privo d'ingegno e d'elasticità geniale, non può pretendere nessuna

egemonia.

Vi fu una vasta, tentacolare infiltrazione germanica di prodotti

commerciali. Il mondo fu avvelenato di lue tedesca. Vollero aggiungervi

il sigillo della vittoria militare. Voi lo trasformate in un bollo rosso

da macello sulle innumerevoli loro pecore militarizzate.

Voi siete la parte migliore della razza italiana. Ve lo dimostrerò

enumerando le ragioni e gli impulsi che v'hanno spinto ad entrare nei

reparti d'assalto.

1. Siete diventati arditi per un amore sfrenato della nostra divina

Italia. Se avessi davanti a me i vostri soldati, io farei qui la

glorificazione della nostra meravigliosa penisola, riassunto di tutte le

bellezze del mondo. Direi ai napoletani che la curva languida del golfo

continua nella linea delle belle donne per formare l'agile calice sonoro

d'una bella voce italiana, tornito dalla più soave atmosfera e dalla

luce più ricca.

Per quel golfo e per l'isola di Capri, si può ben lanciarsi all'assalto

e anche morire.

Direi agli arditi siciliani ch'essi si battono per la loro isola,

sintesi di tutti gli ardori e di tutti gli splendori dell'Africa e della

Spagna. Direi agli arditi sardi che il loro eroismo stupendo sarà

ricompensato da altrettanto denaro, da tutto il denaro che si dovrà dare

per il risanamento completo della loro isola forte ma sventurata.

Direi agli arditi veneti, emiliani e lombardi che le loro feconde

pianure predisposte a tutte le velocità commerciali e industriali

meritano il massimo eroismo contro l'invasore rapace e imbecille.

Direi a tutti i soldati arditi:

Siate orgogliosi di sentirvi italiani, nati proprio in questo periodo

della storia d'Italia e destinati dunque a risolvere col sangue d'un

colpo solo tutti gli enormi problemi del nostro avvenire italiano.

Privilegio unico: salvare l'Italia, ingigantirla.

A voi ufficiali, io dico:

Qual'è l'italiano che, rileggendo gli infami bollettini tedeschi

pubblicati dopo Caporetto, non senta il dovere di correggerli

fulmineamente, con pugnalate, sulla pelle dei generali tedeschi?

2. Voi siete diventati arditi per un amore sfrenato della libertà. Lo

conciliate con la disciplina necessaria ad ogni esercito che voglia

vincere.

Ho constatato che la disciplina impostavi dai vostri capi è una bella

disciplina elastica che non soffoca, che non può soffocare il vostro

gagliardo individualismo impetuoso.

Ho visto con piacere tutti gli arditi giocondi e spensierati con le loro

violente facce in tumulto scattare meglio dei fanti per salutare un

ufficiale.

L'ufficiale merita sovente l'amore sviscerato dei suoi soldati, ma ciò

non avviene sempre; ricordatevi che il saluto militare è sempre rivolto

alla presenza invisibile di questa madre unica: l'Italia.

3. Siete diventati arditi per amore di novità, spirito novatore, spirito

rivoluzionario, spirito futurista.

4. Siete diventati arditi per amore della violenza, della guerra e del

bel gesto eroico.

Schiaffi in tempo di pace ai vigliacchi, alle carogne, ai traditori.

Pugnalate e bombe a mano in guerra ai tedeschi.

5. Siete diventati arditi per desiderio di mafia e di spavalderia

giovanile.

Il colletto aperto preludia ad uno scamiciamento audace per meglio fare

ai pugni o per gettarsi in acqua al salvataggio d'un uomo che annega.

Collo libero dell'uomo forte e creatore. Collo svincolato dalle cravatte

idiote. Collo atletico che fa scoppiare il colletto della società.

Bella mafia trionfante degli arditi d'Italia che amano le belle donne e

le conquistano come trincee con un gesto eroico. Non preoccupatevi delle

smorfie e dei sussieghi degl'imboscati e degli avariati che nei caffè si

ritraggono ironicamente al vostro passaggio. Questi vili che hanno per

unico sangue il brodo dei loro calzoni riconoscono intimamente la vostra

potenza e il vostro valore. Ma vi temono, non hanno la forza di odiarvi,

tentano di svalutarvi. Non vi riesciranno. Dicono che molti di voi non

hanno più nulla da perdere e perciò osano tutto.

Io rispondo loro che essi hanno tutto da conservare ma tutto perderanno.

Siete voi i primi, i più alti, i più degni. Siete voi i padroni della

nuova Italia. Io amo la vostra disinvoltura insolente. Si hanno tutti i

diritti quando si sgozza un austriaco.

6. Voi siete diventati arditi per amore di improvvisazione e di

praticità. Di praticità novatrice contro il metodismo pedante e il

preparazionismo teutonico.

Rifiutate quasi sempre l'aiuto dell'artiglieria. Presto, senza sparare

un colpo di cannone, utilizzando sempre la sorpresa, voi partite,

sfondate, entrate, sorpassate. Pochi prigionieri, molti pugnalati e il

resto giù dalla cima conquistata a calci.

L'ultima grande vittoria è vostra. L'avete preparata mirabilmente, con

molti colpi di mano, tutti fulminei, tutti fruttiferi.

Venne la grande tronfia offensiva austriaca della fame, l'offensiva

dalle cinquecentomila bocche spalancate e l'avete accolta a pernacchi

dando loro da mangiare tutti i vostri pugnali. L'indomani, a

Montecitorio, i ministri si presentarono vestiti di gloria rossa. Col

vostro sangue quei vestiti erano colorati.

Voi non siete soltanto i migliori fanti d'Italia. Non siete i nuovi

garibaldini. Non siete truppe d'assalto alla tedesca. Queste sono

ferreamente condannate al sacrificio. Voi siete la nuova generazione

d'Italia, temeraria e geniale, che prepara il grandissimo futuro

d'Italia.

In questa vasta conflagrazione che costringe popoli e uomini a dare il

massimo rendimento di tutte le loro forze e a superare miracolosamente

queste forze stesse, vi sono fatalmente delle stanchezze, vi sono

fatalmente dei combattenti stanchi. Voi siete gl'instancabili, i

miracoli viventi di muscoli e coraggio, i divini futuristi della nuova

Italia.

_Il 1º gennaio 1919, per iniziativa del futurista Mario Carli,

capitano nel 18º Reparto d'Assalto, venne fondata a Roma

l_'Associazione fra gli Arditi d'Italia, _appoggiata dal

giornale_ Roma Futurista, _organo del Partito Futurista._

_Subito dopo, per iniziativa del capitano Ferruccio Vecchi venne

fondata la Sezione Milanese dell_'Associazione fra gli Arditi,

_presso la_ Direzione del Movimento Futurista, _Corso Venezia

61, Milano._

OPERE DI F. T. MARINETTI

*La Conquète des Étoiles*, poème épique, 3e édition, Éditions de la

«Plume», Paris. _*3 fr. 50*_

*Destruction*, poèmes. Léon Vanier, éditeur, Paris. _*3 fr. 50*_

*La Momie sanglante*, poème dramatique. Edizioni del «Verde e Azzurro»,

Milano. _*2 fr. 50*_

*D'Annunzio intime*, 4e édition. Edizioni del «Verde e Azzurro»,

Milano. _*2 fr. 50*_

*Le Roi Bombance*, tragédie satirique, 3e édition. Éditions du «Mercure

de France», Paris. _*3 fr. 50*_

*La Ville Charnelle*, 4e édition. E. Sansot et C., éditeurs,

Paris. _*3 fr. 50*_

*Les Dieux s'en vont, d'Annunzio reste*, 11e édition. E. Sansot et C.,

éditeurs. Paris. _*3 fr. 50*_

*La Conquête des Étoiles*, 4e édition, suivie des jugements de la presse

internationale. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_

*Poupées électriques*, drame en trois actes en prose, avec une préface

sur le futurisme. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_

*Enquête internationale sur le vers libre*, précédée du premier

Manifeste futuriste, 8e mille. Éditions de «Poesia». _*3 fr. 50*_

*Mafarka le Futuriste*, roman africain (21e mille). E. Sansot et C.,

éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_

*Mafarka il Futurista*, romanzo, tradotto da Decio Cinti (Processato e

condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore). Edizioni Futuriste

di «Poesia». _*Sequestrato*_

*Distruzione*, poema, tradotto in versi liberi, col_Primo processo di

«Mafarka il Futurista»_(Edizioni di «Poesia»). _*Esaurito*_

*Re Baldoria*, traduzione del_Roi Bombance_. Editori Fratelli Treves,

Milano. _*L. 3,50*_

*Le Futurisme*. Théories et Mouvement. 12e mille. E. Sansot et C.,

éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_

*La Battaglia di Tripoli*, récit futuriste de la journée_du 26 Ottobre

1911_. Edizioni futuriste di «Poesia». _*1 fr. 50*_

*Le Monoplan du Pape*, roman prophétique en vers libres. E. Sansot et

C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_

*Zang-tumb-tumb*. (Assedio di Adrianopoli), parole in libertà. Edizioni

Futuriste di «Poesia». _*L. 3, --*_

*Guerra, sola igiene del Mondo*. Edizioni Futuriste di

«Poesia». _*L. 2, --*_

*L'Aeroplano del Papa*, romanzo profetico in versi liberi, traduzione

del_Monoplan du Pape_. Edizioni Futuriste di «Poesia». _*L. 3,50*_

*El Futurismo*, traducción de German Gomez de la Mata y N. Hernandez

Luquero. F. Sempere y C., editores. Valencia. _*4 reales*_

*Futurisme*, traduction russe. Editions de «Prométhée»

Saint-Pétersbourg. _*1 r. 25 k.*_

*Versi e prose* di_Stéphane Mallarmé_. -- Prima traduzione italiana.

«Breviari intellettuali» dell'Istituto Editoriale

Italiano. _*L. 2, --*_

*I Manifesti del Futurismo*, 4 volumetti dei «Breviari intellettuali»

dell'Istituto Editoriale Italiano. _*L. 8, --*_

*Teatro sintetico Futurista*, 2 volumi. Istituto Editoriale

italiano. _*L. 4, --*_

*Noi Futuristi*. Edizione R. Quintieri. _*L. 1,70*_

*Come si seducono le donne*. Ediz. dell'_Italia

Futurista_. _*L. 3, --*_

*L'Isola dei Baci* (In collaborazione con_Bruno Corra_) Editore

Facchi. _*L. 3, --*_

*Democrazia Futurista*. Editore Facchi. _*L. 5, --*_

Democrazia futurista: dinamismo politico · 第 9 / 9 段